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Giovedì, 28 Ottobre 2021

Il Comune protesta contro i tagli

Carissimi Cittadini,

oggi dirò al Prefetto e al Ministro dell’Interno che questo Comune non è più in grado di dare i servizi ai cittadini. Chiuderò simbolicamente l’ufficio Anagrafe e stato civile.

Si tratta di una forma di protesta molto forte, contestuale in tutti i Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti riguardano le istituzioni territoriali.

Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e di difendere i vostri diritti.

Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.

Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello Stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi.

Ho deciso di scrivervi per far conoscere a che punto siamo arrivati e perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta che i Comuni e l’ANCI stanno facendo non è la protesta della “casta” ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni ed il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili.

Cordialmente,

Il Sindaco

Peppino Vallone

La Conferenza dei Capigruppo consiliari, appositamente convocata dal Presidente del Consiglio Comunale su espressa richiesta del Sindaco,

VISTE le disposizioni contenute nel decreto legge n. 138 del 2011 in corso di approvazione in Parlamento.

TENUTO CONTO che la Costituzione impone l’esercizio del principio di leale collaborazione istituzionale e di concertazione paritaria tra i soggetti che costituiscono la Repubblica, soprattutto sulle scelte che riguardano i fondamentali assetti ordinamentali e finanziari di ognuno di essi.

TENUTO CONTO che il Governo non ha posto in essere un serio e adeguato confronto con le Autonomie territoriali sui contenuti delle ultime manovre finanziarie, in violazione del principio costituzionale di pari dignità istituzionale, quindi obbligando le rappresentanze delle istituzioni locali ad una continua rincorsa di scelte statali che li riguardano, peraltro errate ed inidonee alla ripresa dello sviluppo del nostro Paese.

RITENUTO che gran parte del peso finanziario delle manovre è stato posto a carico dei Comuni, i quali invece hanno già contribuito al risanamento delle finanze pubbliche per almeno 4 miliardi e sono chiamati a contribuire ulteriormente per 3 miliardi aggiuntivi.

CONSIDERATO che i Comuni italiani hanno dimostrato di essere uno dei comparti più virtuosi relativamente alla gestione della finanza pubblica, avendo tenuto sotto controllo la spesa, in particolare mantenendo inalterata la spesa corrente, e che ancora oggi essi rappresentano l’unica garanzia per l’erogazione di servizi fondamentali alle rispettive comunità, nonché l’essere attori fondamentali per lo sviluppo economico ed occupazionale dell’intero Paese.

VALUTATO che il Governo persiste nell’adottare provvedimenti economico-finanziari che risultano inadeguati rispetto alla complessità e straordinarietà delle emergenze che il Paese si trova ad affrontare e per quanto riguarda l’assetto dei Comuni e il loro ruolo istituzionale fortemente lesivi delle loro prerogative e tali da mettere a repentaglio lo svolgimento stesso dei compiti costituzionalmente loro assegnati.

VERIFICATO che gli effetti della manovra sulla crescita saranno fortemente recessivi e che le regole del patto di stabilità imporranno la riduzione della spesa in conto capitale di almeno 20 punti percentuali, aumentando le difficoltà delle imprese e costringendo i comuni a rivedere i servizi o a chiedere contributi ai cittadini, comprimendo ulteriormente i bilanci delle famiglie italiane.

RIBADITO che il sistema dei Comuni vuole e chiede da tempo di essere protagonista di un processo di riforma dell’assetto istituzionale che consenta al Paese di compiere un passo in avanti, razionalizzando i livelli di governo, rendendo più efficiente il funzionamento della pubblica amministrazione, valorizzando i territori attraverso le gestioni associate delle funzioni, attraverso un percorso praticabile, applicabile e coerente.

CONSIDERATO, infine, che gli impatti della manovra rappresentano un colpo finale mortale all’esercizio dei compiti istituzionali dei comuni ed allo svolgimento delle funzioni di servizio alla propria comunità territoriale e che, in particolare, per il nostro Comune dovranno essere sacrificati o gravemente colpiti servizi primari e fondamentali.

Tutto ciò premesso

  1. Aderisce alla protesta indetta dall’ANCI, in particolare alla mobilitazione del 15 settembre prossimo, nel corso della quale ogni sindaco riconsegnerà al rispettivo Prefetto la delega su Anagrafe e Stato civile e saranno aperte le porte di ogni Comune alla cittadinanza per dare notizie sulle conseguenze delle manovre finanziarie sui bilanci dei comuni e sugli effetti sulla qualità e quantità dei servizi resi dal nostro comune ai cittadini.
  2. Sostiene tutte le altre iniziative promosse dall’Anci, di cui all’ODG approvato dal direttivo nazionale della Associazione l’8 settembre 2011.
  3. Impegna l’Amministrazione a realizzare tutte le iniziative idonee al pieno coinvolgimento della cittadinanza e dei soggetti economici e sociali del nostro territorio per una operazione di verità e di trasparenza sui reali costi della nostra amministrazione e sulla ingiusta gestione e ripartizione delle risorse pubbliche che ancora oggi impedisce il decollo delle economie territoriali e dell’occupazione, tutto ciò in antitesi ad ogni ipotizzata prospettiva, sia autonomista che federalistica.
  4. Invita tutte le amministrazioni dei comuni limitrofi ad una corale protesta che abbia anche le caratteristiche di una forte proposta unitaria delle autonomie locali per correggere in modo equo ed efficace l’attuale manovra finanziaria, considerato che è interesse di tutti che i conti pubblici siano riportati nell’ordine dovuto, ma che questo è possibile solo lavorando tutte le istituzioni in modo unitario e paritario: comuni – province – regioni – stato.
  5. Appoggia l’impegno recentemente assunto a livello nazionale dalle rappresentanze delle regioni, dei comuni e delle province per elaborare una seria proposta di rilancio e di sviluppo del Paese, articolata su tre assi:
    1. Piano di riordino istituzionale che abbia effetto immediato
    2. Piano di risanamento e stabilità
    3. Piano di investimenti per la crescita.
    4. Promuove la partecipazione del Comune per far sentire la propria voce all’Assemblea nazionale dell’ANCI che si terrà il 5-8 ottobre p.v. a Brindisi.
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