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Giovedì, 21 Ottobre 2021

L’on. Salvatore Pacenza sulle polemiche sollevate dalla minoranza per il Commissariamento della Sanità

“Vorrei solo ricordare all’opposizione che, il commissariamento della Sanità calabrese, era una necessità che il Governo aveva espresso già negli ultimi mesi della gestione di centrosinistra alla Regione, sotto l’allora governatore Agazio Loiero. Anzi, voci sempre più insistenti all’epoca dei fatti, davano l’ex governatore come il principale candidato a ricoprire il ruolo di commissario, nonostante la maggior parte del debito sanitario si fosse accumulato proprio sotto il suo governo”.

Il presidente del Comitato regionale per la qualità e la fattibilità delle leggi, Salvatore Pacenza (Pdl), interviene sulla polemica sollevata dalla minoranza circa il commissariamento del settore sanità in Calabria.

“Credo che le affermazioni rilasciate a mezzo stampa dai colleghi dell’opposizione siano strumentali – incalza l’onorevole Salvatore Pacenza – e non tengono in debita considerazione quella che era la situazione della nostra sanità alla vigilia del commissariamento. Oltre ad un debito tutto calcolare (poi presto quantificato in un miliardo e 45 milioni grazie all’impulso innestato del commissario ad acta Scopelliti); si scoprì che non era più possibile mandare avanti oltre 60 ospedali, tra pubblico e privato, a fronte di una densità di popolazione di appena 2 milioni di abitanti. Che ogni anno, non si potevano regalare circa 230 milioni di euro per la cosiddetta emigrazione sanitaria. Che non si potevano spendere 624 euro per un posto letto (quando se ne dovrebbero spendere 180). Queste cifre, fuori da ogni parametro nazionale, richiedevano misure urgenti e straordinarie che solo con un Commissariamento erano possibili da attuare con fermezza e tempestività. Del resto – precisa ancora Pacenza -, quello in corso d’attuazione, è lo stesso Piano approvato dal centrosinistra nel dicembre 2009, con qualche modifica in più ritenuta necessaria. La giunta Loiero, dal suo invece, non ha attuato un solo punto di quel Piano sottoposto al vaglio del Consiglio per ben due volte. Inoltre – conclude il consigliere regionale di maggioranza -, vorrei ricordare ai cittadini, quanto ai miei colleghi della minoranza, che tutti gli atti e i provvedimenti intrapresi dal commissario devono passare il vaglio dei due sub commissari nominati dai vertici della Guardia di Finanza. In ultima istanza, essi devono poi ottenere il parere del cosiddetto tavolo Massicci al ministero che, in quanto a rigorosità e a controllo certosino è ormai notorio ai più, anche ai non addetti ai lavori”.

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