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Provincia, la Fiamma Tricolore fa una prima analisi

Il Decreto Legge, che prevede, fra le altre misure di crisi, l’abolizione delle province inferiore ai 300.000 abitanti, è stato emanato ed ha iniziato il suo iter parlamentare che si prevede molto veloce e tutto fa presagire che difficilmente si potrà impedire la sparizione della nostra provincia.

Abbiamo cercato di analizzare, nel modo più asettico possibile, tutto quello che dovrà significare per il nostro territorio, il ritorno sotto la provincia di Catanzaro, naturalmente, come tutte le analisi politiche avremo sicuramente dimenticato qualche settore, ma già così la situazione appare di una drammatica criticità per l’economia e lo stato sociale di questa parte della Calabria.

 

PATRIMONIO

Nel 1992 con la proclamazione della provincia di Crotone (e Vibo Valentia) la provincia di Catanzaro cedette un territorio ancora economicamente valido, con un’attività industriale di notevole rispetto, se si pensa che è vero che l’Enichem iniziava proprio allora la sua crisi ( con il consolidamento di una parte sana dello stabilimento), ma la Pertusola marciava a pieno regime e la crisi europea dello zinco era lontana da prevedere e per la Cellulosa si prospettava un rilancio che poi, di li ad un anno, sarebbe stato finanziato, ma non concretizzato con la sovvenzione globale.

Oggi Catanzaro si ritrova un territorio desertificato, in crisi totale, senza alcuna prospettiva di sviluppo, come se i vent’anni trascorsi fossero serviti solo ad azzerare tutto l’esistente, ma non solo se da una parte ritornerà in possesso di quella parte di patrimonio che aveva dovuto cedere in quel momento, insieme a tutto il patrimonio che in questo periodo la provincia di Crotone ha accumulato (vedi il palazzo di Via M. Nicoletta ed altro), si troverà, a fronte dei 9 dipendenti che trasferì a Crotone nel ’92, una sacca di oltre 400 dipendenti che uniti a quelli provenienti da Vibo, significheranno un grave problema economico per la nuova provincia riunita.

E’ facile intuire ed ipotizzare che si adotterà nel breve (pensiamo al biennio 2014/15) una politica di riduzione sensibile del personale, con abolizione del turnover, prepensionamenti e attuazione di tutti gli strumenti utilizzabili per ridurre fortemente il numero dei dipendenti.

 

SICUREZZA

L’abolizione della provincia significherà per il nostro territorio la chiusura immediata di tutte quelle delegazioni periferiche dello Stato che hanno assicurato finora una difesa per il territorio e l’unica certezza di tutela dei cittadini. Per cui daremo l’addio a:

Prefettura, Comando Provinciale Carabinieri, Comando Provinciale Guardia di Finanza, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Questura. Già solo per quest’ultima i sindacati degli agenti di polizia denunciano il pericolo di riduzione sensibile di squadre mobili, digos, volanti, ufficio immigrazione e centri di accoglienza collegati. Persino la Croce Rossa Italiana e la Protezione civile.

Il tutto in un territorio a forte concentrazione criminale e con la presenza del centro di Sant’Anna che rappresenterà un problema di difficile soluzione.

 

UFFICI PUBBLICI

Così, in ordine sparso, vorremmo cercare di elencare gli uffici pubblici che dovranno chiudere i battenti e che costringeranno i cittadini del territorio a lunghi viaggi continui a Catanzaro anche per semplici pratiche :

Catasto, Motorizzazione Civile, Conservatoria dei Registri, Pra, Direzione Provinciale del Lavoro,Direzione Provinciale del Tesoro, Aci, Protezione Civile, Acea, Agenzia del Territorio, Agenzia delle Dogane, Agenzia delle Entrate, Provveditorato agli studi,

 

 

 

ATTIVITA’ REGIONALI

Tra queste spicca la chiusura della Camera di Commercio (anch’essa porterà in dote patrimoniale la nuova funzionale sede) e quindi di tutte le attività ad essa collegate. E poi IACP, Asl, Aterp, Arpacal, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e i Servizi in Agricoltura, Bic Calabria, Consorzio Agrario provinciale, Soprintendenza Archeologica della Calabria, Arsa, Azienda Forestale Regionale della Calabria, l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica.

 

AEROPORTO

Con la chiusura della Provincia e della Camera di Commercio vengono a mancare i soci di riferimento e di maggioranza della società aeroportuale, sapendo inoltre che l’aeroporto di Catanzaro è quello di Lamezia, ci chiediamo perché la nuova provincia dovrebbe investire risorse per finanziare un concorrente alla propria attività principale nel campo ?

 

ATTIVITA’ PARTECIPATE DELLA PROVINCIA

Riteniamo facilmente ipotizzabile la chiusura di Gestione Servizi, Crotone Sviluppo, Consorzio provinciale per i Servizi Sociali, la trasformazione del Consorzio di Bonifica, l’accorpamento del Consorzio di Sviluppo Industriale all’ASI di Catanzaro (o, al massimo, la sua retrocessione a Nucleo di Crotone con evidente ridimensionamento delle attività e del personale, nella speranza che si trovino i soci). Il probabile ritiro della nuova Provincia (e quindi la loro crisi aziendale) dalle compagini societarie di Akros, Soakro, Consorzio per la promozione della Cultura e degli Studi Universitari.

 

ORDINI PROFESSIONALI

Appare certa la chiusura di : Collegio Provinciale dei Geometri, dei Periti Industriali, IPASVI, Federazione Italiana Tabaccai, gli ordini provinciali dei Dottori Commercialisti, dei Farmacisti, dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, dei Dottori Agronomi e Forestali, degli Ingegneri, la Federazione Provinciale Cooperative e Mutui.

 

ASSOCIAZIONI

L’elenco qui diventa lunghissimo, ci limitiamo a qualche esempio :

Acli, Ance, Arci, Avis, Prociv, Ass. Mutilati ed Invalidi, le associazioni provinciali Allevatori, Artigiani, Industriali, Produttori Olivicoli, la Federcaccia, la Coldiretti, la CIC, Copagri, la Confesercenti, FNA, l’Unione Provinciale Agricoltori.

 

SPORT

Chiusura degli uffici provinciali del CONI, della FIGC, della UISP e delle altre federazioni sportive attualmente in funzione.

 

Verranno inoltre a mancare le sedi provinciali di INPS, INPDAP, INAIL e INPAS, con grave danno sociale per il territorio.

 

Una nota di carattere politico sarà il trasferimento dell’asse dirigenziale di tutti i partiti politici e dei sindacati, nella provincia madre, perché tutti perderanno la loro autonomia di federazioni provinciali

 

Infine una nota di colore ed in realtà una domanda che poniamo e che ci poniamo, ma i quotidiani regionali attualmente nelle edicole, continueranno a mantenere la pagina della Provincia di Crotone e terranno aperte le proprie redazioni cittadine ????

 

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