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Giovedì, 03 Dicembre 2020

La Provincia chiede sede di “rappresentanza” del ministero del lavoro

Il presidente della Provincia di Crotone, Stano Zurlo, nella qualità di legale rappresentante istituzionale, dovrà farsi portavoce, presso le competenti istituzioni, di una proposta per l’istituzione di una sede di rappresentanza operativa del Ministero del Lavoro in provincia di Crotone. E’ quanto ha stabilito nell’odierna seduta la Giunta provinciale con un’apposita delibera. L’atto, dopo avere fatto riferimento all’art. 5 della Costituzione secondo il quale la Repubblica “una e indivisibile” non solo “riconosce e promuove le autonomie locali” ma “attua” anche “nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo” oltre ad adeguare “i principi ed i metodi della sua legislazione dell’autonomia e del decentramento”, si inserisce nell’accesa discussione interistituzionale in merito all’opportunità o meno di decentrare uffici ministeriali. La Giunta ricorda che tale discussione è culminata il 23 luglio scorso con l’inaugurazione a Monza delle “rappresentanze” dei ministeri di Riforme, Semplificazione, Economia e Turismo, avallata dalla Presidenza del Consiglio; ed inoltre il Ministro del Turismo ha annunciato l’avvio dell’iter per l’apertura di un nuovo ufficio di “rappresentanza” nella città di Napoli. “L’istituzione decentrata di sedi di rappresentanza operative e/o uffici ministeriali –si legge nella delibera approvata oggi- consentirebbe un più proficuo svolgimento dell’attività amministrativa, grazie ad una maggiore e più efficace presenza sul territorio. Tale soluzione avrebbe dei benefici di decongestionamento e di vivibilità per la stessa Roma Capitale, ingolfata dall’esasperata concentrazione delle funzioni pubbliche”. Per il presidente Stano Zurlo “l’istituzione di alcune sedi di rappresentanza operativa ministeriali nella città di Crotone consentirebbe di alleviare le sofferenze di un territorio dichiarato con il più alto tasso di disoccupazione e piagato da un forte disagio sociale”. “La territorializzazione di tali sedi rappresentative –si legge fra le motivazione della delibera- non lede il principio costituzionale che individua in Roma Capitale d’Italia e la destina quale sede di tutte le principali funzioni ed istituzioni dello Stato, in quanto viene mantenuta la garanzia di un coordinamento nazionale”.

 

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