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Venerdì, 03 Dicembre 2021

Pacenza scrive a berlusconi

Illustrissimo Presidente del Consiglio dei Ministri, cav. Silvio Berlusconi,

Le scrivo perché in occasione della sua visita nella città di Crotone, la prima che compie in tutta la sua carriera istituzionale, oltre a costituire un momento di vero orgoglio per noi crotonesi, è anche un’opportunità per gli amministratori del territorio di presentarle i nodi critici che rendono la nostra provincia l’ultima d’Italia.

A declinare questa nostra condizione, non è solo il sentire comune, ma sono soprattutto i dati statistici raccolti nel rapporto “Polos”, stilato annualmente dalla locale Camera di commercio e presentato solo la settimana scorsa.

Le premetto, sin da subito, caro Presidente, che la Cciaa provinciale è una nostra eccellenza che il Ministro Brunetta, per quest’anno, ha premiato come miglior pubblica amministrazione italiana in quanto ad efficienza. Da qui, anche l’autorevolezza e la credibilità dell’analisi da essa prodotta.

L’andamento socio-economico del territorio ci dice che, quella della nostra provincia è, tutto sommato, un’economia in movimento. Nel 2010, infatti, il Pil lordo totale è cresciuto dello 0,7%, le esportazioni sono aumentate del 70% e i consumi dell’1,7%. Sono leggermente cresciuti anche il reddito complessivo delle famiglie crotonesi (+0,5%) e il reddito procapite (+0,2%).

Ma questo, è solo l’aspetto migliore di una ripresa timida, a tratti impercettibile, che comunque rilega Crotone all’ultimo posto in Italia su tutti gli indicatori di sviluppo.

Dico ciò perché il valore medio del patrimonio delle famiglie crotonesi, al termine dell’anno passato, è risultato il penultimo tra le province italiane, calando di ben otto punti percentuali in soli dodici mesi. In pratica, la ricchezza accumulata sul territorio si sta velocemente corrodendo. Al 31 dicembre 2010, sono paurosamente calati del 4,09% i depositi bancari, attestandosi ad appena 5.245 euro per abitante. Congiuntura insolita, questa, per il nostro territorio, considerata terra di grandi lavoratori e saggi risparmiatori.

Così come è caduto dell’1% anche il Pil procapite che, con un valore pari a 14.096,52 euro, è l’ultimo delle province italiane (Milano è prima con 36.362,4 euro). Il valore aggiunto, conseguito dalla nostra provincia, sempre nel corso del 2010, si è contratto dell’8%.

Le domando, caro Presidente Berlusconi, come tutto ciò non avrebbe potuto riflettersi sul saldo occupazionale?

Crotone è l’ultima provincia italiana in quanto ad occupazione: il tasso provinciale è del 36,9% (a fronte del 56,9% registrato dalla media nazionale). Ma è, di contro, la prima realtà per la “piaga” del cosiddetto “lavoro irregolare” che, col suo 25,4% (calcolato in 12.300 lavoratori), è la più alta percentuale di illegalità diffusa presente nel Paese.

I lavoratori crotonesi sono sconfortati. Il tasso di disoccupazione continua a salire. La percentuale è cresciuta dello 0,9%, assestandosi al 12,9% (a fronte di una media nazionale dell’8,4%). Le persone iscritte alle liste di collocamento in provincia di Crotone sono 6.400 (rispetto al totale della forza lavoro che è di 49.900 individui). E le aggiungo puro, egregio Presidente, che questo è un dato comunque parziale. Sì, perché, chi non ha lavoro, neanche ci prova più a cercarlo!

Neanche a dirlo, in questo quadro sconfortante, sono proprio le imprese del territorio ad essere in crisi, travolte dalla recessione come solo uno tsunami avrebbe potuto fare. Le fornisco un dato su tutti al riguardo: il monte ore di cassa integrazione guadagni, concesso nel 2010, è aumento del 46,8%; registrando un preoccupante ricorso all’integrazione salariale ordinaria (aumentata del 155,7%); mentre si è verificata una più contenuta erogazione della Cig straordinaria (cresciuta del 25% rispetto al 2009).

Le imprese nascono e muoiono subito. In tutto il 2010, le nuove aziende iscritte ai registri della Camera di Commercio, sono state 1.299. Ma nello stesso arco temporale, sono state ben 1.164 le attività aziendali che sono cessate. Il saldo è comunque positivo con uno +0,75% (135 imprese sopravvissute).

A tal proposito, così come auspicato dal segretario generale della Cciaa di Crotone, Donatella Romeo, crediamo che non necessitino più le sole politiche attive per la creazione di nuove imprese, ma pare sia arrivato il momento di introdurre nuovi strumenti volti al sostegno ed al rafforzamento dell’attività aziendale. Strumenti che la Regione Calabria ha già messo parzialmente in campo, attraverso l’introduzione, in favore delle imprese locali, di borse lavoro e d’incentivi per l’accompagnamento all’assunzione dei lavoratori (anche quelli irregolari). Ma occorre dell’altro.

In un territorio depresso al livello economico e sociale, come risulta quello di Crotone, necessitano defiscalizzazione e accesso al credito per le imprese. Strumenti come la Zona franca urbana, solo per fare un esempio, prevista dal governo in una Finanziaria di qualche anno fa e poi accantonata dal ministro Tremonti, poteva essere uno strumento che andava in questa direzione. Ma non era questa l’unica via: dal governo centrale, infatti, potrebbe arrivare anche dell’altro.

In poche parole, Le sto chiedendo, illustrissimo Presidente del Consiglio, se nei prossimi mesi, sarà possibile attivare provvedimenti straordinari per la provincia di Crotone visto che, in tutti gli indici di crescita e sviluppo, essa risulta essere l’ultimo territorio d’Italia.

Credo che accanto a queste misure straordinarie - così come più volte auspicato dalle segreterie provinciali dei sindacati di Cgil, Cisl e Uil – bisogni attrarre un grande investimento produttivo da impiantare, qui a Crotone, in sostituzione del polo industriale dismesso. Mi riferisco ad un’attività economica che porti ricchezza ed occupazione immediata (intendo migliaia di posti di lavoro) per il territorio, in modo che anche tutte le altre imprese locali ne possano trarre vantaggio.

Inoltre, sostengo ancora che, per imprimere una rapida impennata alla crescita economica del territorio, bisogni potenziare le vie di collegamento. Accanto alla recente rimodulazione dell’asse VI (infrastrutture per la mobilità interna) dei Fondi comunitari prevista dalla Regione Calabria (che assegna ben 122 milioni di euro peri la sola provincia di Crotone), occorrerebbe un cospicuo investimento del governo centrale che punti a potenziare e modernizzare le vie di trasporto per cielo, mare e terra.

Aspettando un Suo cortese riscontro, rinnovo la stima e la fiducia nella sua attività istituzionale.

Salvatore Pacenza

Consigliere regionale Pdl

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