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Virtuosismo con il duo Pastine Contaldo

Virtuosismo, tecnica e grande musicalità sono stati gl’ingredienti che hanno caratterizzato il concerto del Duo Pastine - Contaldo, violino e pianoforte, organizzato dalla Società Beethoven Acam nell’ambito della                                 Stagione Concertistica 2019, “L’Hera della Magna Grecia” II Edizione, Domenica 10 Novembre presso l’Auditorium del Liceo musicale “O.Stillo” di Crotone.

Un Duo formato da artiste che, sia pure giovanissime, hanno un’esperienza consolidata sia in formazione cameristica sia come solista.

Due artiste, che pur consapevoli di affrontare un repertorio quanto mai ostico e particolarmente difficile, lo fanno con la consapevolezza della loro preparazione tecnica  e musicale.

Il programma presentato comprendeva: C.Debussy: “Sonata per violino e pianoforte in sol minore” , M.Ravel: sonata per violino e pianoforte  in sol Maggiore” , S.Prokofiev:  “Sonata op. 80   n. 1 in fa minore” Un Debussy che forte della sua identità francese sembra volersi rivolgere e ritornare ai gusti e lo stile di un couperen e rameau.

Un Debussy, la cui sensibilità profonda, misteriosa, inimitabile ha trasfuso in questa Sonata un afflato e un linguaggio che comprenda in sé le virtù poetiche ed evocatrici di moltissimi brani che vanno diritti al cuore sopravvivendo intatti all’ingiuria del tempo.

La Sonata di Ravel, con la totale indipendenza dei due strumenti, ampliava ed esasperava la stessa concezione che l’artista aveva dell’incompatibilità fra il pianoforte e il violino.

L’elemento melodico che è l’asse portante delle sue composizioni lo portano inevitabilmente verso esperienze sempre diverse dove convivono modi e stili che esulano dal puro classicismo.

Nella Sonata in Sol Maggiore convivono infatti esperienze anche jazzistiche dello stile americano invece in quel periodo.

Alla base rimane però il principio della necessità che i due strumenti hanno di mettere in evidenza le loro capacità virtuosistiche e di colore individuali.

La Sonata di Prokofiev era decisamente intrisa dalle continue idee musicali che si rincorrevano e si sovrapponevano ad una forma (quella della Sonata) in continua evoluzione.

Quello che colpisce in questa Sonata sono proprio la costante freschezza classica dei temi, sempre semplici e preferibilmente diatonici, ritmi quadrati, sportivi, vigorosi, perfino delle dissonanze, fondate su un parallelismo di linee tonali, un vero “contrappunto di tonalità” .

Artiste complete la Sara Pastine e Giulia Contaldo che hanno veramente saputo calarsi nell’essenza vera delle Sonate proposte, mettendo in luce non solo la personalità del compositore, ma soprattutto la costante ricerca delle possibilità virtuosistiche e tecniche che i due strumenti hanno separatamente e nell’insieme.

Applausi calorosissimi di un pubblico attento e partecipe, formato soprattutto da giovani e giovanissimi, che segue con costanza al Stagione Concertistica della Beethoven.

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