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Venerdì, 24 Novembre 2017

Superbo recital della pianista Tecla Cerchiara

Giovane si, ma di grande temperamento, professionalità, tecnica, espressività è stata la pianista, Tecla Cerchiara,  che martedì 09 maggio ha tenuto un recital superbo presso la Basilica Cattedrale di Crotone, in occasione dello svolgimento del II Festival Pianistico “Pitagora” .

Il numerosissimo pubblico presente era letteralmente entusiasta di questa giovane artista che ha saputo nella sua esecuzione, trarre lucentezza, energia, virilità dalle composizioni presentate, creando uno splendido fulcro poetico interpretativo, carico di poesia solenne e a volte austera con suono misterioso e architetture sinfoniche possenti.

Il programma particolarmente impegnativo comprendeva: L. V. Beethoven: “Sonata op. 27 n° 2” “Al chiaro di luna”, F.Mendessohn: “Rondò Capriccioso”, F. Chopin: “Due notturni op. 27”,                                                                       N.Medtner:  “Sonata reminiscenza”, S.Liapunov: “Trascendental etude n. 122”.

Un Beethoven quello presentato dalla Cerchiara nel quale il pianista esecutore si contrapponeva brillantemente al gesto creatore fondendo insieme difficoltà tecniche con la chiarezza drammatica assumendo a volte un carattere intimo ed astratto.

Opera geniale che, in una immota e solenne contemplazione, incarna il mistero del dolore umano in un clima d’inesorabile fatalità, mentre il presto, ha tutta la furia proterva degli eroi di Eschilo contro il fato.

Sensazioni veramente geniali che la Cerchiara nella sua cristallina esecuzione ha ampiamente evidenziato.

Chopin invece, “Due Notturni op. 27”,  è stato letto dall’artista in modo meditativo e intimo.

Un Mendelssohn brillante e imperioso è stato nel Rondò Capriccioso, tipico esempio di virtuosismo tecnico.

La consapevolezza di una tecnica brillante e sicura hanno permesso alla Cerchiara di affrontare con naturalezza notevoli difficoltà che un autore come Liaponov (“Studio trascendentale n. 12”), presenta nella sua ricca produzione pianistica.

Difficoltà tecniche che sembrano mettere insieme Liszt, Chopin, Brahms, Debussy, melodia e virtuosismo convivevano insieme in un vorticoso connubio.

Molto particolare la “Sonata reminiscenza di Medtner” , il quale fonde insieme l’arte classica con le nuove spinte moderne di struttura ed interpretazione.

Una sonata che richiede una grande capacità di tenuta tecnica e di virtuosismo pianistico.

L’autore pur sentendo molto l’influsso delle nuove ricerche di Schoenberg, Alban Berg, Anton Weber, non rinuncia a difendere vigorosamente l’arte classica.

Un recital veramente molto bello è stato quello offerto dalla Cerchiara al quale  il pubblico ha risposto con calorosissimi applausi e richiesta di bis.

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