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Lunedì, 03 Agosto 2020

Eternit, i Rifromisti scrivono al sindaco

Al Signor Sindaco del Comune di Crotone

Avv. Peppino Vallone

 

Al Signor Direttore Generale dell’ASP di Crotone

Dr. Prof . Rocco Antonio Nostro

Al Signor Assessore Regionale all’Ambiente

On. Dr. Francesco Pugliano

 

Nella città di Crotone, numerosi edifici privati, anche quelli adibiti a civile abitazione, presentano manufatti in eternit (coperture di tetti, tubi di aerazione, canne fumarie, tubazioni e cassoni per acqua potabile, tubazioni di scarico, ecc.) che, poiché suscettibili di danneggiamento in quanto esposti a fattori di deterioramento (vibrazioni, infiltrazioni d’acqua, correnti d’aria, ecc.,), rappresentano un serio pericolo per la salute degli occupanti a causa delle fibre e della polvere di amianto che possono rilasciare nell’aria e nell’ambiente circostante. D’altronde, è ormai accertato il rischio d’esposizione per coloro che risiedono o frequentano ambienti in cui è presente l’amianto sotto forma di manufatti.

Al riguardo, vorremmo sapere se, a seguito della mappa aerofotogrammetrica, sia stato istituito un registro nel quale sono stati censiti tutti gli edifici della città che presentano i suddetti manufatti in eternit (legge 27/03/1992 n. 257, art. 10, lettera L del comma 2, nonché Legge Regione Calabria 27/04/2011 n. 14, art. 5, lettera A del comma 1, ed art. 8, lettera A del comma 1) e se le istituzioni preposte abbiano eseguito l’analisi del rivestimento dei suddetti edifici (legge 27/03/1992 n. 257, art. 12, comma 1), in applicazione delle disposizioni di legge vigenti in materia. La stessa legge regionale, recependo quella nazionale, impone ai soggetti pubblici e privati proprietari di edifici contenenti manufatti e materiali in amianto di darne comunicazione agli uffici territoriali delle ASP competenti per territorio (art. 6, comma 1, lettera A).

Inoltre, per il senso civico che ci contraddistingue, riteniamo doveroso far rilevare che, in più edifici, le coperture dei tetti si presentano a dir poco usurate, con il rischio che le fibre di amianto si sprigionino nell’aria, rappresentando un fattore di rischio per la salute dei cittadini, e pertanto invitiamo chi di competenza ad obbligare i proprietari degli stessi immobili ad adottare un programma di controllo, manutenzione, bonifica e messa in sicurezza (verifica periodica delle condizioni del manufatto, incapsulamento o confinamento dello stesso) o, ancor meglio, a provvedere alla rimozione qualora le stesse coperture si trovassero in uno stato di degrado e/o con presenza di crepe e rotture.

Le coperture dei tetti sono, tra i manufatti in eternit, quelle più soggette a degrado in quanto, poiché esposte ad agenti atmosferici, subiscono un progressivo danneggiamento e deterioramento per azione delle piogge acide, sbalzi termici, erosione eolica ed insediamento di microrganismi vegetali.

Vogliamo, infine, che l’Amministrazione comunale prenda esempio da quella imolese che, con ordinanza del sindaco n. 938 del 24/12/2012, ha richiamato, nel recente passato, i propri amministrati all’obbligo, ove fosse stato rilevato il rischio di dispersione delle fibre, di rimuovere materiali contenenti amianto.

Ci auguriamo che, nel nostro territorio, le istituzioni preposte programmino e mettano in atto una seria e concreta politica ambientale, nel precipuo fine di bonificare il territorio e tutelare la salute dei cittadini.

Come Riformisti Italiani continueremo ad entrare nel merito dei vari ed irrisolti problemi che riguardano la città e la sua comunità, al fine di sensibilizzare e chiamare alle proprie responsabilità i nostri amministratori e l’attuale classe politica che, in più occasioni, hanno manifestato disattenzione ed insofferenza nonché pigrizia.

 

Franco Porcelli

Componente del coordinamento provinciale dei Riformisti italiani

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