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Martedì, 07 Luglio 2020

Iniziato a Capo Rizzuto il “Caffè filosofico”

Il rapporto arte, bellezza e verità tra antico e moderno. Questa la linea guida della relazione di Romeo Bufalo, professore associato di estetica presso il dipartimento di studi umanistici dell’Unical, che mercoledì sera ha dato il via presso il Centro culturale “Antonio Rosmini” di Capo Rizzuto, al ciclo di incontri filosofici intitolati “L’uomo e la ricerca di senso nel mondo contemporaneo”. Un caffè filosofico che nasce da un’idea dello stesso Bufalo e promosso per tramite del professore Luigi Rocca, dalla Miser.Icr, impresa sociale partecipata della Misericordia di Isola Capo Rizzuto.“Oggigiorno la bellezza ha completamente perso il proprio senso poetico – ha detto Bufalo - i giovani attraverso le nuove tecnologie esasperano immagini e contenuti, senza distinguere più ciò che è giusto da ciò che è sbagliato”. Un percorso nella storia, che dall’età greca ai giorni nostri ha sviscerato attraverso l’arte, la poetica, la letteratura e la fotografia, il senso della bellezza non solo come fattore estetico ma come esperienza emozionale capace di indicare la strada della verità. “Nel mondo antico la bellezza, nasce insieme alla verità– ha sottolineato Bufalo - bellezza come oggettività (Platone) e bellezza come téchne (Aristotele), entrambe queste forme hanno a che fare con l’esseree la conoscenza”. Bufalo ha poi continuato spiegando: “Tra la fine del medioevo e l’inizio della modernità, la sfera della bellezza tenderà ad autonomizzarsi, almeno fino al Rinascimento”. “Col Barocco invece – ha continuato - rispunterà la bellezza come al di là del sensibile. Un tema che ritornerà, in termini drammatici, nel Novecento”. Il riferimento di Bufalo al bello che entra in rapporto con il brutto, l’orrido, la morte: “Il mutamento - ha detto Bufalo - avviene nel cinema e nella fotografia con l’avvento della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte, l’arte (non più bella) si sposta sempre più decisamente su un terreno etico-politico”. Partecipato l’incontro, al quale hanno preso parte gli studenti dell’Unical la cui presenza sarà valida come tirocinio esterno riconosciuto in base alla convezione biennale di formazione ed orientamento, stipulata nei giorni scorsi tra Unical e Miser.Icr. “Questo Centro culturale – ha concluso don Edoardo Scordio, direttore del centro Rosmini – punta ad essere promotore di proposte utili ad affrontare le problematiche del territorio e della società per poter progettare un futuro migliore”. “Trovare un senso è sempre importante – ha continuato – e chi non lo cerca non può reputarsi persona soprattutto in questo periodo di forte crisi culturale, sociale, politica ed economica”.

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