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Costituzione, i Riformisti lavorano alla proposta di legge

Il rischio che le proposte di modifica della Carta costituzionale restino impantanate nel dibattito parlamentare e che la stessa riforma istituzionale possa non essere pienamente adeguata all’esigenza di un efficace funzionamento dei poteri dello Stato o, addirittura, non nascere per via parlamentare, a causa di ostruzionismi da parte dei blocchi conservatori che sono la maggioranza nell’assemblea parlamentare, ci ha spinto a scendere in campo e, quindi, a contribuire, assieme al costituzionalista Giovanni Guzzetta ed a personalità di diverso orientamento e schieramento politico, alla costituzione del comitato promotore “Scegliamoci la Repubblica”, impegnato, su tutto il territorio nazionale, nella raccolta di firme per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per l’elezione popolare diretta del Capo dello Stato sul modello francese, l’eliminazione del bicameralismo, la riduzione dei parlamentari e la riforma della legge elettorale in senso uninominale a doppio turno.

Sentiamo la necessità di ricercare i più larghi consensi possibili, attraverso la petizione popolare, suggeriti dalla natura stessa e dalla portata della riforma che si vuole mettere in atto per un radicale cambio della forma di governo. Si tratta, quindi, di riesaminare metodi di elezione, struttura dei poteri, composizione degli organi, procedure e articolazioni funzionali.

L’elezione diretta da parte del popolo può rafforzare l’istituto del Presidente della Repubblica che continua ad esercitare la sua funzione di arbitro e di garante della vita istituzionale con il massimo grado di prestigio e di autorità che può conferirgli un sistema democratico. Il modello di tipo presidenziale rafforzerebbe l’autorità della Repubblica, si innesterebbe nella democrazia parlamentare come un fattore di sostegno e non di indebolimento delle prerogative e dei poteri del Parlamento.

Inoltre, una riforma del Parlamento che semplifichi, razionalizzi, aumenti la capacità e la tempestività delle decisioni e dei controlli nonché un ampio processo di delegificazione costituiscono nell’insieme un passaggio obbligato, destinato a dare maggiore autorevolezza ed efficacia all’intero sistema. L’attuale modello, basato su due camere che hanno gli stessi poteri e svolgono le stesse funzioni, con l’una che, però, condiziona, se non addirittura sterilizza l’operato dell’altra e viceversa, presenta numerosi difetti, soprattutto per quanto concerne il procedimento in sede legislativa perché produce veri e propri ingorghi e rende farraginosi i tempi di approvazione: un progetto di legge è spesso soggetto a vari passaggi da una camera dall’altra in quanto qualsiasi modificazione al testo dello stesso progetto comporta il ritorno all’altra camera, senza che ci sia alcuna procedura formale per eventualmente interrompere questo “su e giù”, noto con il termine francese “navette”. Un progetto di legge rischia, pertanto, di essere una tela di Penelope! Il miglior funzionamento del Parlamento e la maggiore autorità del potere legislativo dovrebbero essere perseguiti attraverso una correzione, o meglio, un superamento dell’attuale sistema bicamerale “perfetto”, mantenendo il bicameralismo con una diversa articolazione di funzioni. L’equipollenza tra le due camere deve essere superata da un modello di rappresentanza parlamentare che contempli la modifica della seconda Camera, sia in termini di struttura che di funzionamento, assegnando alla stessa le sole funzioni di rappresentanza e di espressione degli interessi regionali, facendone un organo di raccordo tra lo Stato e le Regioni, e pertanto privandola della facoltà di incidere sui testi di legge di interesse nazionale.

È, altresì, necessaria una riforma dell’attuale legge elettorale che ha creato una mostruosità, ossia un parlamento di soli nominati, e ha eluso principi sacrosanti in democrazia, quali la libertà di scegliere i propri eletti e la rappresentatività democratica. Urgono, pertanto, correttivi alla stessa legge e la soluzione potrebbe essere l’elezione dei deputati a suffragio universale e diretto, con il sistema maggioritario uninominale a doppio turno.

I cittadini possono, attraverso il sostegno convinto alla nostra petizione, partecipare ad un radicale processo di cambiamento, scegliere direttamente la forma di governo da dare al Paese, rilegittimare le istituzioni repubblicane e rivendicare il proprio diritto di eleggere direttamente i propri rappresentanti in parlamento! In questo momento storico cruciale, i cittadini colgano questa opportunità, utilizzino lo strumento della petizione per aprire una breccia nella muraglia alzata dai conservatori che hanno bloccato l’evoluzione del sistema istituzionale ed i processi di crescita e di modernizzazione del Paese.

Riformisti Italiani

Il coordinatore

Michele Calvo

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