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Ance: positivo il piano regionale Infrastrutture e Mobilità

Nell’attuale frangente di profonda crisi, il programma presentato apre uno squarcio di cauto ottimismo per l’economia e l’occupazione locale per la giusta scelta di abbandonare l’eccessivo frazionamento delle risorse e degli interventi e di concentrarli invece su opere destinate ad incidere positivamente e strategicamente sulla mobilità e sulla dotazione infrastrutturale della provincia – questo il commento del Presidente di ANCE CROTONE Luigi D’Alessandro al Piano presentato dalla Giunta regionale.

 

Le infrastrutture ci vedono all’ultimo posto in Italia, solo per la presenza e  non certo per la operatività, di un aeroporto e di due porti, e la mobilità, su gomma e su ferro, è pari a zero e blocca sul nascere ogni iniziativa imprenditoriale.

 

Se la Regione, contemporaneamente,  si attiverà anche per lo sblocco dei finanziamenti  dei 10 milioni di euro in favore del Comune di Crotone per la realizzazione delle opere già appaltate previste dal Contratto di Quartiere 2, dell’anticipazionedella prima trance dei fondi PISU già erogata ad altri Comuni e delle decine di milioni di euro provenienti dalle Royalty, alle grandi opere si potranno affiancare anche quelle medio piccole ed i benefici complessivi non tarderanno a concretizzarsi essendo, come a tutti noto, l’edilizia il solo comparto industriale in grado di dare risposte immediate all’economia ed all’occupazione.

 

Per ottenere questo, tutti i soggetti operanti nella filiera delle opere pubbliche dovranno garantire responsabilità, legalità e professionalità, per giungere rapidamente dalla programmazione alla consegna delle opere attraverso il necessario apporto di una burocrazia finalmente snella ed efficiente, una progettazione finalmente esecutiva che coniughi qualità ed innovazione ed una classe imprenditoriale edile sana e strutturata che troppo spesso e molto superficialmente viene etichettata con i soliti stereotipi negativi che, per quanto ci riguarda,  stiamo concretamente combattendo in prima fila e con impegno a fianco delle Istituzioni. Del resto la nostra realtà provinciale, connotata da grandi e gravi ritardi ed emergenze, testimonia tristemente, che nessuno, per assioma, è immune da comportamenti illegali o fraudolenti.

 

Le imprese edili devono eseguire di norma  i lavori progettati ed appaltati e, se mancano i fondi, se ritardano i pagamenti e se le opere necessitano sistematicamente di correttivi qualitativi e quantitativi per essere portate a compimento, non hanno altra strada che tutelare i propri interessi attingendo alle normative di legge.

Sarà un caso se il 90 % dei contenziosi si concludono a loro favore ?

Ed allora  occorre uno sforzo comune verso la capacità, la responsabilità e la legalità dopo di che, – conclude D’Alessandro – consentitemi la battuta… controllateci tutti…. senza pietà.

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