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Giovedì, 12 Dicembre 2019

Meo: per Spanò l'elettore è un pezzo di legno

Mi vedo mio malgrado costretto a replicare all’ennesimo comunicato di Cesare Spanò nel quale lo stesso si produce nei confronti del sottoscritto in una serie di scomposte, offensive invettive che ben qualificano il personaggio.

Tale sua speriamo conclusiva esternazione risulta talmente povera di contenuti da non meritare per la verità la minima considerazione, del resto, l’unica possibile scusante per il suo firmatario è che probabilmente, stante lo stile forbito, il pezzo gli sia stato scritto da qualche suo prezzolato correttore di bozze.

Quanto agli addebiti che mi vengono mossi, non ritengo di aver fatto nulla di diverso da quanto già fatto prima di me da centinaia di Consiglieri comunali d’opposizione, ossia ho votato contro un bilancio preventivo indifendibile ed inaccettabile nei contenuti e nelle premesse.

Insisto nell’affermare che il Consigliere Spanò deve pur essere venuto a conoscenza durante la sua non breve permanenza nella Giunta Vallone di illegittimità di varia natura, salvo che non fosse cieco e sordo. Ma di tali magagne evidentemente non conserva memoria, se è vero che piuttosto che informarne l’opinione pubblica ha preferito alla vigilia dell’ultima campagna elettorale inondare l’etere con i suoi spot inconcludenti deputati a suscitare semmai l’ilarità piuttosto che la riflessione.

Non mi dilungherò oltre su questo personaggio. Non intendo fornirgli altro ossigeno e lascio perciò l’ex assessore della Giunta Vallone, per come accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale, ad invocare la concessione in proprio favore di “deleghe” dai suoi ex “compagni”, per quanto, a giudicare dalle recenti esternazioni degli stessi, persino loro lo qualificano come politicamente irriconoscente e lo tacciano di essere un assessore assenteista.

Ugualmente, per quanto politicamente squalificato, al Sig. Cesare Spanò, un’affermazione non può essergli in nessun caso consentita, ed ovvero che delle motivazioni che hanno legittimato il proprio voto, un Consigliere comunale, un eletto dal popolo, non debba pubblicamente parlare, posto che a detta di Spanò:

la carta stampata non è ..il luogo più adatto per dichiarazioni che potrebbero solo ingenerare confusione nei cittadini”.

Si tratta di una mentalità e di una concezione della politica svilente, superata ed improponibile che guarda all’elettore come ad un pezzo di legno o ad una pecora. Un modo di ragionare non più accettato, ormai vissuto in tutto il mondo come un abominio.

Personalmente è sempre stato e continuerà ad essere un mio preciso dovere rendere conto ai cittadini di quelle che sono le motivazioni che animano le mie scelte e non sento proprio l’esigenza per come preteso da questo vecchio arnese della politica, di sottoporre al suo preventivo vaglio voti e determinazioni che possano trovare come contradditorio soltanto la mia coscienza e l’interesse della comunità.

 

Consigliere del Comune di Crotone

avv. Fabrizio Meo

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