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Isola Capo Rizzuto - Nota del sindaco sul Pd

Eppur si muove … il PD a Isola di Capo Rizzuto c’è e finalmente si fa sentire.

 

Esprimo così il mio vivo apprezzamento per l’interesse alle sorti del nostro territorio   manifestato dal coordinamento locale del Partito Democratico nell’articolo apparso nei giorni scorsi sulle testate locali.

 

Dispiace però il metodo e il modo di approcciarsi ai problemi del territorio, soprattutto da parte di questo coordinamento che dovrebbe esprimere il nuovo ma che in realtà continua a perpetrare metodi ed atteggiamenti che sono espressione di un modo vecchio e superato di fare politica.

Dispiace che, dopo un lungo periodo di assoluta quanto sentita mancanza di partecipazione , le questioni non vengano affrontate seriamente nelle sedi opportune ed invece si preferisca sbandierare sui giornali inutili risentimenti, affermando tra l’altro cose non vere, utilizzando etichette non attinenti e frasi fatte, tanto desuete quanto continuamente abusate anche dalla minoranza.

Non è vero anzitutto che il partito di maggioranza in seno al consiglio comunale non sia stato consultato in merito alla delega dell’assessore Pascuzzi.

Può darsi invece, e sono convinta della sua buona fede, che il nuovo coordinamento non sia a conoscenza del fatto che della delega a Pascuzzi, quale espressione di una forza politica che da sempre ha sostenuto la lista Girasole, si parla e discute ormai da quasi due anni; che la decisione è sempre stata rimandata a causa dell’atteggiamento “attendista” del PD locale, perennemente in attesa del congresso cittadino e dei suoi nuovi organi rappresentativi e che comunque ho avuto modo di dialogare e concertare la nomina di Pascuzzi con eminenti rappresentanti del Partito locale.

A cominciare dall’allora commissario Liotti, il quale in apposita riunione di maggioranza e quindi anche alla presenza di tutti i consiglieri comunali e delle altre forze politiche, ebbe a rimettere nelle mie mani la scelta definitiva sul nome del nuovo assessore, sottolineando espressamente la piena ed incondizionata fiducia del PD nel mio operato. Ciò nonostante proprio per garantire una condivisione più ampia possibile sulla scelta del nuovo assessore, ho più volte formalmente invitato il nuovo coordinamento cittadino, per il tramite della dott.ssa Muraca, dirigente nazionale del Partito e più che qualificato componente dello stesso coordinamento, a discutere della suddetta nomina e del programma di fine mandato.

A tutt’oggi purtroppo il coordinamento non ha in alcun modo risposto a detti inviti.

Non solo, della nomina di Pascuzzi, ho avuto modo di parlare, concertare e dialogare anche con i componenti della giunta, tra i quali ben quattro assessori del PD, ed infine, prima di conferire la stessa delega, ho convocato di nuovo tutti i rappresentanti dei partiti di maggioranza (per il PD ancora una volta la dott.ssa Maria Teresa Muraca, in quanto indicatami dal Commissario Regionale del PD come referente del partito locale).

 

Dispiace ancora che il nuovo coordinamento resti interdetto di fronte alla nomina di un assessore, sulla persona del quale peraltro e quindi nel merito, non ha assolutamente nulla da eccepire, e si lamenti che “A Isola di Capo Rizzuto accada, ormai, anche questo” e non si accorga invece che, a proposito di agibilità democratica, accade anche di peggio. Accade per esempio che alcuni consiglieri del PD (tra i quali in primis quello di cui il coordinamento lamenta la mancata nomina a Presidente del Consiglio) disertino sistematicamente il Consiglio comunale; accade ancora che i presidenti di commissioni consiliari del PD non convochino e non partecipino agli incontri delle commissioni stesse; accade, infine, che il capo gruppo del PD si presenti in ritardo alla seduta di bilancio e poi vada via (con la minoranza che abbandona il consiglio), senza fornire alcuna spiegazione, né al sindaco, né ai consiglieri di maggioranza, ne ai consiglieri del PD e né tantomeno ai cittadini.

Dispiace il dubbio che il nuovo coordinamento in realtà non esprima la posizione ufficiale del partito, ma piuttosto quella di qualcuno che ha maturato risentimenti personali nei miei confronti e che in tal modo spera di crearmi difficoltà; che tale posizione non sia pienamente condivisa all’interno del PD (tanto da indurre i redattori dell’articolo ad inviarlo ai giornali molte ore prima dell’apposita riunione convocata con assessori e consiglieri proprio al fine di concertare lo stesso articolo), circostanza confermata dal fatto che a questa presa di posizione non sono seguite coerenti azioni di sfiducia nei miei confronti.

Purtroppo i problemi del paese non si risolvono con i proclami e le buone intenzioni espresse sui giornali, ma con l’impegno e la presenza costante sul territorio (anche a costo di sacrificare le vacanze estive).

I problemi non si risolvono nemmeno, a vacanze finite, proponendo e alimentando inutili quanto sterili discussioni, ma prendendo decisioni concrete e assumendosene la piena responsabilità.

Il dialogo e la concertazione sono il sale della democrazia e per essa fondamentali, ma quando vengono utilizzati in maniera strumentale al solo fine di evitare l’assunzione di scelte concrete, rischiano di risolversi nell’immobilità amministrativa, che è invece la morte della democrazia.

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