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Cia, la democrazia è un optional

Riceviamo e pubblichiamo

Qualche giorno fa oltre il 50% dei componenti l’assemblea provinciale della CIA hanno chiesto a norma di statuto la convocazione dell’Assemblea con all’Ordine del Giorno “ la sfiducia al Presidente Podella e le sue relative dimissioni”. Per tutta risposta viene convocata un’assemblea con all’ordine del giorno “i problemi dell’agricoltura crotonese”. Guarda caso dopo 18 mesi di gestione autoritaria si ricorda di parlare di agricoltura. Quando, per tutto questo periodo si sono interessati di mettere da parte tutti i membri dell’Assemblea che la pensano in maniera diversa, sia dal presidente,che dallo stesso direttore Rapagnetta. Gli agricoltori, i dirigenti di organizzazioni collaterali,regolarmente vengono espulsi oppure privati della tessera, in modo tale da non poter intervenire nel dibattito e nel dialogo ma anche e soprattutto nell’esprime il proprio voto. Utilizzando in modo personalistico la gestione delle tessere e non come un fatto di grande apertura e crescita. Evidentemente, i due, sono convinti che la CIA è una proprietà privata, e in quanto tale possono fare quello che voglio in barba allo Statuto, al codice Etico e a qualsiasi altro rapporto umano. Evidentemente non conoscono la storia di questa Grande Organizzazione. La CIA nel suo presidente Politi che stimiamo ed apprezziamo, che ne incarna le scelte, è l’unica organizzazione che predica fortemente l’unità del mondo agricolo. Nel firmare il documento l’oltre il 50 % aveva chiesto di parlare, di dialogare, di capire, perché non si convocano addirittura le Giunte, le Direzioni Provinciale, le Assemblea, per discutere di politica agricola, di bilanci, di Piano di Sviluppo, programmazione delle politiche agricole del nostro territorio. Mentre non si perde occasione per andare sulla stampa per denigrare uomini e donne che hanno contribuito alla storia della CIA. Per domani 17 luglio è stata convocata l’assemblea della CIA (l’ultima è stata tenuta il 04/12/2010 per l’elezione di Podella), l’oltre il 50% ha deciso per protesta di non partecipare perché con questo atto si è voluto offendere la dignità degli agricoltori firmatari e si è voluto soprattutto perpetrare un atto di forza contro la democrazia del confronto e della partecipazione. Per queste ed altre ragioni al Presidente Nazionale Politi ed al presidente Regionale Dacri chiediamo di fermare queste manifestazioni di violenza intellettuale di ripristinare le elementari regole della democrazia e del dialogo dell’agibilità degni di questa Organizzazione così come siamo stati abituati in questi ultimi 60 anni.

In rappresentanza dei firmatari il documento assembleare

FIRMATO

GAETANO MANCUSO,GENNARO MARRAZZO, SCALISE SANTO E SCARPINO FRANCESCO

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