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Domenica, 09 Agosto 2020

Spending Review, Proto: sono molto allarmato

I tagli previsti dal Decreto Spending Review, sono una delle armi più pericolose per la storia del nostro Paese. Sono decisamente allarmato per quanto sta consumandosi in danno della mia Regione, la Calabria. In maniera progressiva, sta decidendosi per decretare la fine dei nostri territori. Dai tagli dei tribunali, fondamentali presidi di legalità, alla riduzione per alcune province, dei luoghi deputati alla vita democratica, ed all’ulteriore impoverimento del sistema infrastrutturale. Sono purtroppo certo, che le scelte scellerate, mal ponderate e che non tengono conto delle diverse esigenze di un Paese che è lungi dal poter essere concepito come omogeneo, provocheranno devastanti conseguenze, i cui effetti modificheranno il corso degli eventi futuri. Ritengo, che questo sia causato da un motivo base, principio assoluto di incapacità rappresentativa. Manca, in questo momento, in Italia, la politica. Manca chi possa supportare le ragioni delle diverse aree del Sud e dunque anche della Calabria. E’ questo un Governo eletto da alcuno e sia quest’ultimo, sia il Parlamento, soffrono di un problema di rappresentatività, frutto di un lungo processo di delegittimazione dell’azione politica, che ha portato ad una totale mancanza di autorevolezza nei confronti dei cittadini da parte di tutte le istituzioni e dei soggetti politici costituzionalmente previsti e garantiti.  In 150 anni di storia, lo Stato è riuscito a stento a far comprendere la sua funzione ed a legittimare la sua presenza in territori complessi come quello calabrese. Ma soprattutto, i cittadini hanno percepito in maniera crescente una latitanza del potere democratico, il tutto a vantaggio di una criminalità organizzata che sempre più ricca ed invasiva, ha sostituito lo Stato nella maggior parte delle sue funzioni. Pensare di procedere con tagli lineari su tutto il territorio nazionale, incuranti delle differenze e delle rispettive caratteristiche e necessità delle tante italie esistenti, equivale, in Calabria, ad incrementare questo senso di sfiducia e di scollamento  definitivo dalla liberta e dalla vita democratica, basata su leggi e su regole certe. Questi tagli, si tradurranno necessariamente in una impossibilità di garantire risposte alle istanze dei cittadini, mettendo in seria difficoltà coloro i quali dovranno continuare ad amministrare questa regione. Ed è sempre e  comunque la politica la grande responsabile, poiché è la politica  che deve tornare a riassumere il proprio ruolo ed in maniera chiara e decisa, impedire che si compiano scelte deleterie. Se riprenderà a farlo, le nostre comunità, i loro rappresentanti non faranno mancare il proprio apporto, in altre condizioni, il rischio è la deriva sociale ed economica del Sud prima e del resto del Paese successivamente. Che senso hanno ancora le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha ricordato come affinché cresca Italia si debba ripartire dal Sud. Cosa significa il suo attuale silenzio? Dal Sud, chi lo vive e lo amministra, ha oggi un dovere improrogabile, quello di denunciare quanto vede e tentare di impedire che per questi territori non vi sia alcun futuro possibile.

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