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La Polizia di Stato risolve i casi degli ordigni contro il Municipio e la sede Equitalia di Crotone

La Polizia di Stato di Crotone, in brevissimo tempo, ha scoperto l’autore del grave episodio intimidatorio contro il Comune di Crotone, verificatosi il 1° luglio 2012, intorno alle ore 22.25, allorché venne lanciato nel cortile posteriore del Municipio e fatto esplodere uno zaino contenente dei grossi petardi e del liquido infiammabile, con la conseguente deflagrazione che provocava, altresì, l’accensione di una grossa fiammata che, solo per pura causalità, non provocava danni a persone o cose.

In particolare, il personale della Sezione Investigativa della DIGOS della Questura di Crotone, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, dopo laboriose ed ininterrotte indagini, è riuscito ad individuare l’autore del gesto criminoso, che veniva identificato per:

*A. L., Crotonese, classe 79, disoccupato.

Dall’attività investigativa, che si è fondata soprattutto sull’analisi dei dati ricavati dalle immagini di alcune telecamere a circuito chiuso collocate nella zona del Comune e individuate dagli uomini della DIGOS con un paziente e certosino lavoro di setacciamento del territorio, è stato possibile ricostruire i movimenti dell’autore dell’attentato, fissato dalle riprese nell’atto della consumazione del reato e in alcune fasi del successivo allontanamento dal luogo.

Grazie all’attento esame delle immagini acquisite e alla perfetta conoscenza dell’ambiente e delle persone, la DIGOS ha rintracciato l’indiziato, che, su mandato della Procura della Repubblica di Crotone, nel tardo pomeriggio di ieri, 5 corrente, veniva sottoposto a perquisizione domiciliare.

Nel corso di tale atto di P.G. venivano rinvenuti alcuni capi d’abbigliamento, che l’indagato indossava la sera in cui ha consumato l’attentato dinamitardo, ben visibili in alcune delle immagini di videosorveglianza acquisite.

Successivamente, l’autore del reato veniva condotto negli Uffici della DIGOS ove veniva escusso a sommarie informazioni con le garanzie difensive, e, in tale sede, si assumeva la responsabilità del fatto contestato, illustrando dettagliatamente le modalità dell’azione e i motivi che lo avevano indotto a compiere il gesto criminoso, spiegando, in particolare, che la sua azione era stata dettata dalla rabbia contro le istituzioni, che non lo avrebbero aiutato a trovare un lavoro, trovandosi, altresì, in una situazione economica di forte disagio.

Successivamente, lo stesso si attribuiva anche la paternità dell’attentato a “Equitalia”, avvenuto il 28 dicembre scorso in questa via Mediterraneo.

Anche per tale atto forniva dettagli e modalità di esecuzione, specificando che, in questo caso, aveva compiuto il gesto in segno di “protesta” per aver ricevuto da Equitalia delle cartelle esattoriali.

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