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Giovedì, 19 Settembre 2019

Nei giorni scorso il personale della Polizia di Stato - Questura di Crotone, ha eseguito controlli amministrativi presso un esercizio commerciale cittadino ed uno insistente nel Comune di Isola Capo Rizzuto riportando i seguenti risultati:

-          Elevate sanzioni amministrative per un valore totale edittale di € 2.064,00 perché il titolare dell’esercizio commerciale esercitava l’attività di sala giochi senza la prescritta licenza del Sindaco, nonché somministrazione di alimenti e bevande ai non soci;

-          sequestro amministrativo nr. 06 (sei) apparecchi automatici di gioco non conformi alle disposizioni dell’AAMS, nonché veniva elevata sanzione amministrativa per un valore edittale pari ad euro 18.000,00.

La Camera di commercio di Crotone esprime il proprio plauso a Leonardo Sacco eletto in rappresentanza delle Misericordie, nel coordinamento nazionale del Forum del terzo settore, lo scorso 4 febbraio a Roma, nel corso dell'assemblea del Forum Nazionale.

“Tale ennesima nomina rappresenta un riconoscimento per il lavoro svolto sinora dal giovane governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto che, con grande impegno ricopre anche il ruolo di coordinatore regionale delle Misericordie della Calabria e Consigliere nazionale di Presidenza della Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia – è il commento del Presidente dell’Ente camerale Fortunato Roberto Salerno – da anni Sacco partecipa attivamente ai vari ambiti associativi del panorama nazionale apportando un sostanziale contributo basato sull’esperienza maturata nei campi del sociale, della protezione civile e dell'immigrazione”.

“La nomina di un giovane del nostro territorio in un organismo così importante a livello nazionale richiama l’attenzione non soltanto sulla positiva esperienza delle Misericordie locali ma anche sull’importanza che il terzo settore potrebbe assumere per il nostro territorio, non soltanto per i valori universalmente riconosciuti di cui tale ambito è portatore, primi tra tutti legalità e giustizia sociale, ma anche per un’economia civile molto più prossima al nostro modello territoriale e basata sulla partecipazione dei cittadini”.

“Il Forum Nazionale del Terzo Settore, con cui ieri l’Unione regionale delle Camere di commercio della Calabria ha stipulato un protocollo d’intesa, rappresenta oltre 100 organizzazioni che operano negli ambiti del volontariato, dell'associazionismo, della cooperazione sociale, della solidarietà internazionale, della finanza etica, del commercio equo e solidale del nostro Paese – ricorda Salerno – e valorizza le attività e le esperienze che i cittadini autonomamente organizzati realizzano, ispirati da valori quali equità, giustizia sociale, sussidiarietà e sviluppo sostenibile, per migliorare la qualità della vita delle comunità”.

“Da tempo stiamo sostenendo che lo sviluppo e la qualità della vita non possono essere misurati solamente mediante indicatori di reddito – conclude Salerno – E’ necessario prendere in considerazione indicatori molto meno semplici da valutare ma molto più utili per restituire valore e potenziale ai nostri territori, uno tra tutti le molteplici e profonde relazioni sociali e volontaristiche che la provincia di Crotone già da tempo esprime”.

La pagina più dolorosa della storia della II^ Guerra Mondiale è senza dubbio quella che riguarda le stragi di civili. In esse si rivelò tutto l’orrore di una guerra combattuta non solo contro gli eserciti nemici, ma contro l’intera popolazione. Certamente, anche i bombardamenti aerei contro le città, che negli anni 1940-1945 raggiunsero livelli di straordinaria intensità, possono essere considerati come stragi di civili, culminate nei massacri di Hiroshima e Nagasaki. Ma gli uomini, le donne ed i bambini che morirono in quei bombardamenti furono vittime di strumenti bellici guidati, sì, da uomini, ma che colpivano a caso, e da lontano. Ci furono invece altre stragi, compiute dalle SS e dalla Wehrmacht, nel corso delle quali gli uccisori ebbero davanti a sé le loro vittime, che avevano scelto essi stessi, spesso in base alla razza o a una ideologia. Le responsabilità individuali, perciò, furono molto gravi. E nessuna di quelle stragi avvenne per errore, come accadde invece, frequentemente, nel corso dei bombardamenti aerei. Le stragi non finirono con la guerra. Si era nutrito troppo odio perché esse potessero cessare di colpo. In tale contesto si viene ad inserire la tragedia delle “foibe”. Migliaia di italiani uccisi e gettati nelle grandi fenditure carsiche ed altre centinaia di migliaia di persone costrette ad abbandonare le loro case, le loro occupazioni, la loro terra segnata dal sacrificio del lavoro di anni, esprimono una tragedia di dimensioni immense che ha inciso indelebilmente sulla geografia umana delle terre giuliano-dalmate. Per decenni, il dramma complessivo, vissuto dalle genti della Venezia-Giulia, non è stato adeguatamente rappresentato e doverosamente inserito nella memoria della società e nella storia del Paese. Per lungo tempo, di questa vicenda si parlava solo a Trieste e nelle comunità dei profughi. Da poco, si è compreso che essa è un capitolo importante della nostra storia nazionale. Oggi, gli studiosi stanno ancora cercando di fare chiarezza sulle ragioni di questo silenzio, interrogandosi sul perché e sul come l’Italia democratica e repubblicana non si sia preoccupata per lungo tempo dei suoi “desaparecidos”. L’argomento non era, forse, “politicamente corretto”, meglio dunque ignorarli, i nomi non erano degni di una corona di fiori. Trascorsi più di 60 anni dalla fine della guerra e caduto il Muro di Berlino, gli assetti internazionali appaiono profondamente mutati e sono venuti meno tutti quei condizionamenti ideologici che hanno così a lungo pesato nei giudizi sul passato recente. Il 10 febbraio ricorre l’anniversario della firma del Trattato di pace di Parigi che nel 1947 ha fissato i confini tra Italia e Jugoslavia. Con legge dello Stato italiano, del 2004, questa data è stata scelta come “Giornata del Ricordo”, dedicata agli avvenimenti che si consumarono tra il fine del 1943 ed i primi mesi del 1947 lungo i confini orientali. Parlare di “foibe” e di “esodo”, analizzare il contesto nel quale i fatti sono maturati, capire anche le ragioni del silenzio, che ha circondato questa carneficina, può essere d’aiuto per rafforzare in tutti noi il senso d’identità e di appartenenza alla propria nazione. Ma che cosa sono le “foibe”, questi luoghi ormai tristemente noti per essere divenuti enormi cimiteri naturali: sono le tombe degli italiani vittime della prima «pulizia etnica» slava, torbido e selvaggio giustizialismo frutto del nazionalismo slavo misto al comunismo messo in atto dalle truppe del maresciallo Tito. Le loro gole paurosamente nere davanti a uomini, donne, giovani, vecchi, preti, povere comparse di un «olocausto» volto ad uccidere l’italianità. E’ importante ricordare che le atrocità perpetrate dai partigiani “titini” non si limitavano agli “infoibamenti”. Ci furono anche gli affogamenti, soprattutto a Zara, dove le vittime venivano gettate in mare con una pietra al collo. C’erano poi altri a cui veniva risparmiato questo supplizio, ma dovevano subire la deportazione e l’internamento nei campi della Slovenia e della Croazia, per morire di stenti e malattie. Oggi, nessuno storico nega che sia avvenuto questo “Olocausto”. Oggi, è l’Europa che può e deve liberarci da un passato del quale siamo stati troppo a lungo prigionieri. Purché ci resti sempre «di monito» la coscienza che la tragedia degli italiani di Venezia-Giulia, Istria e Dalmazia fermentò dalla piaga dei nazionalismi, della gretta visione particolare e disprezzo dell’altro, della acritica transazione della propria identità etnica o storica. Oggi, seppur ancora non si può parlare di memoria condivisa, di sicuro si può affermare che gli steccati  sono cominciati  a cadere.

 

Il Presidente

Avv. Stano ZURLO

La Segreteria Provinciale dell’UGL Polizia di Stato di Crotone, con la presente, intende ringraziare tutti i propri iscritti per l’ottimo risultato ottenuto nell’anno 2010/2011.

Dalla disamina delle deleghe ricevute, è risultato che il sindacato maggioritario all’interno della Questura di Crotone è proprio l’UGL Polizia di Stato, ma non solo questo, infatti questa Segreteria Provinciale risulta essere la prima Provincia in Italia ad aver ottenuto questo primato sindacale. Per l’occasione si rinnovano i ringraziamenti a tutti e in particolare a quanti credono nel lavoro svolto dai vertici Provinciali Sindacali.

 

Un ringraziamento particolare e sentito va agli Assistenti Capo della Polizia di Stato DI MARTINO Pietro e MESSINA Leo, entrambi in servizio presso la Questura di Crotone, che con il loro tempestivo intervento hanno bloccato in tempo il tentativo di una donna di togliersi la vita nei pressi di località Capocolonna.

I poliziotti, accorsi sul posto grazie alla nota di ricerca della locale sala operativa, hanno subito individuato l’auto su cui la donna si era allontanata da casa. La stessa dopo aver assunto un notevole quantitativo di medicinali si chiudeva nell’interno dell’auto per cui ogni tentativo di salvarla risultava vano. Nel frattempo venivano allertati il 118 e il centro antiveleni, e dopo tanti tentativi si riusciva ad aprire l’auto. Ancora una volta la Polizia ha salvato una vita umana, un importante risultato un impegno che contraddistingue ogni giorno tutte le donne e gli uomini della nostra amministrazione, le cui qualità e non comune doti professionali, che si rilevano non solo in questa circostanza eccezionale ma sono soprattutto dalle tante azioni quotidiane d’indagine e di presidio del territorio.

Ed è per questo motivo che noi abbiamo la convinzione che oggi la sicurezza, la qualità della vita e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sono senz’altro rafforzati, grazie alla concretezza di questi fatti.

Qualche giorno dopo la donna ripresasi dall’evento ha inteso ringraziare personalmente gli agenti operanti definendoli i suoi “ANGELI”. Infatti ha consegnato una lettera di ringraziamento al Sig. Questore che noi oggi alleghiamo alla presente per far conoscere questi Angli che a nostro modesto parere vanno premiati.

 

IL SEGRETRARIO GENERALE PROVINCIALE

Gianfranco DE CARLO

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Trentanni e oltre, di attività culturale a Crotone, Provincia e Regione tutta, senza considerare i vari impegni artistici, oltre Regione della Orchestra “O.Stillo” , non potevano certamente  passare inosservati.

Domenica 30 Gennaio 2011, presso la chiesa dell’Immacolata, messa a disposizione dell’infaticabile e sempre disponibile Don Pino Covelli, davanti ad un pubblico entusiasta, la Società Beethoven ha voluto inaugurare la Stagione Concertistica 2011 e ricordare i trentanni di attività con un vero grande concerto.

A realizzarlo sono stati invitati famosi artisti che ne hanno scandito, con la loro costante presenza, quasi tutti i trentanni di attività.

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L’orchestra “O.Stillo” voluta e gestita dall’Associazione, coadiuvata dal Soprano Ginevra Schiassi, dal pianista Stefano Malferrari e dal violinista Giuseppe Arnaboldi, ha eseguito un programma bello ed interessante che comprendeva: L.V.Beethoven- “Romanza op. 50” per violino e  orchestra; J.Haydn “Concerto in Re Magg.” per pianoforte e orchestra; P.Mascagni - “Intermezzo” da “Cavalleria rusticana”; G.Puccini - “Mi chiamano Mimì” da “Bohème”; G.Verdi - “Pace mio dio” da “La Forza del destino”; G.Puccini - “Quando m’en vo” da “bohème”; A.Vivaldi - “Concerto in la magg. F XI n.4” per archi e cembalo; G.Puccini - “Vissi d’arte” da “Tosca”; G.Puccini - “Un bel dì vedremo” da “Madame Butterfly”.

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Dopo una breve e sintetica prolusione del M° Fernando Romano, in sostituzione del Presidente Prof.ssa Mariarosa Romano, durante la quale ha ricordato le tappe più importanti e caratteristiche della Associazione e fatto scorrere i nomi più conosciuti nel panorama artistico internazionale che sono stati chiamati a tenere concerti dall’Associazione. Pianisti come: Fausto Zadra, Francesco e Vincenzo De Stefano, Alexander Lonquic, Yoko Kikuchi, Olaf Laneri, Fred Hersch, Richard Trythall, John Taylor, Georgy Gromov;  Violinisti del calibro di Bruno Pignata,  Marco Fornaciari, Jennifer Pike, Markus Placci, Laura Marzadori, Masha Diatchenko;  Violoncellisti come: Rocco Filippini, Wen Sinn Jang;  Flautisti: Severino Gazzelloni, Mario Ancillotti;  Chitarristi: Fabio Montomoli, Giorgio Mirto; Voci come: Katia Ricciarelli, Lyudmila Porvatova, Diana Torto. Gruppi da Camera, Trii, Quartetti: “Quartetto d’archi della Scala”, “Altenberg Trio”,  “Trio di Torino”, “I Fiati di Parma”, “Ensemble Nuovo Contrappunto”,”Soranno Sax Quartet”, Duo Pepicelli. Orchestre Sinfoniche provenienti da varie parti del mondo: Moldava National Philharmonic of Kisinev” , " kiev National Symphony Orchestra” , “Timisoara National Philharmonic Orchestra” , “Ladies Orchestra Sofia” , “Kiev String’s Orchestra”,                      “Zaparozhie Symphony Orchestra”,”Orchestra Filarmonica di Roma”, “Orchestra Polis Sinfonica di Vibo Valentia”. Prime ballerine: Carla Fracci, Diana Ferrara, Liliana Cosi, Elisabetta Terabust.

Ha aperto il concerto il violinista Giuseppe Arnaboldi, eseguendo con grande professionalità, enfasi e soprattutto da grande interprete quale egli è, la “Romanza op. 50” di Beethoven , sostenuta da una orchestra calibratissimo e con un bellissimo colore del suono.

Subito dopo il M° Stefano Malferrari, molto raffinato, ha presentato un Haydn veramente molto suggestivo e scevro da ampollosità inutili e a volte dannose.

Tocco superbo, interpretazione coerente con stile e chiarezza timbrica, ha offerto momenti veramente magnifici. Avevamo già avuto modo più volte di ascoltare, apprezzare e stimare il M° Malferrari, non possiamo però non sottolineare che ogni volta riesce a trasmetterci sensazioni ed emozioni sempre nuove.

Il Soprano Ginevra Schiassi avevamo avuto modo di applaudirla in altre occasioni, durante le quali ci aveva deliziato con la sua splendida voce.

Sentirla però, sostenuta da una vera orchestra, e dopo esperienze maturate in tutto il mondo, la cui presenza artistica ci sta imponendo in un panorama non facile, è stato un vero godimento.

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Sonorità calde, voce bella e ben calibrata, con una estensione magnifica, sempre ricca di armonici; una interpretazione delle romanze veramente unica che faceva rivivere e ne vivificava i personaggi da vera grande interprete, ci ha regalato veramente momenti indimenticabili. Una serata le cui ovazioni da parte del pubblico sembrava non finissero mai. Una orchestra costituita  da moltissimi giovani formatisi nel Liceo Musicale “O.Stillo” , gestito sempre dall’Associazione che con l’esecuzione di un Vivaldi molto scintillante ed un Ma scagni veramente sentito, ha creato una serata all’insegna dei grandi momenti storici della vita artistica di Crotone.

Ci auguriamo che gli anni trascorsi possano essere di stimolo e da esempio per tantissimi anni a venire che vedano la comunità di Crotone crescere sempre più per e fra le cose belle dell’arte e della cultura.

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