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Giovedì, 20 Febbraio 2020

È stata inaugurata stamane, alla stazione centrale di Lamezia Terme, la prima delle tredici tappe del Treno Verde 2020, la storica campagna itinerante promossa da Legambiente e dal Gruppo FS Italiane, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La trentaduesima edizione vede come tema portante la sfida Change Climate Change: raccontare le cause e gli effetti della crisi climatica, ma soprattutto raccontare come sia possibile cambiare il cambiamento climatico a partire dalle buone pratiche avviate sui territori. 

È la prima volta che il Treno Verde sosta nella città calabrese. Al taglio del nastro hanno partecipato Katiuscia Eroe, portavoce del Treno Verde,  Domenico Scida, direttore regionale di Trenitalia, Caterina Cristofaro, direttrice di Legambiente Calabria, Francesco Carluccio dell'area tecnica del consorzio Ricrea, Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme, Franco Dattilo, assessore comunale all'Ambiente, Domenico Pappaterra, direttore generale di ARPACAL, Elenio Avolio, del CNR ISAC Lamezia e Francesco Belmonte, direttore generale della CIA.

Il convoglio ambientalista – il cui viaggio è reso possibile anche grazie ai partner sostenitori AzzeroCO2 e Ricrea (Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi acciaio), e i partner Ecowell, Formaperta, Zeropac, Italia Zuccheri, con il media partner La Nuova Ecologia – sarà in sosta a Lamezia fino a martedì 18 febbraio.

“I cambiamenti climatici vanno trattati come una vera e propria emergenza – ha dichiarato la portavoce del Treno Verde, Katiuscia Eroe – oltre alle azioni concrete e lungimiranti dobbiamo interpretare questa emergenza anche come un'opportunità di rilancio per i territori del nostro Paese. Oggi ci sono strumenti per riqualificare le nostre città, risorse per uscire dalla dipendenza da fonti fossili. L'Italia necessità di coraggio”.

“Il tema dei cambiamenti climatici ci coinvolge tutti, nessuno escluso – ha affermato Caterina Cristofaro, direttrice di Legambiente Calabria – occorre cambiare radicalmente mentalità, adottando strategie che ci permettano di sostituire l'uso di combustibili fossili con le fonti rinnovabili. Una di queste strategie dev'essere incentrata sul forte incentivo all'agricoltura biologica, che non sfrutta e impoverisce il nostro sottosuolo con l'eccessivo uso di sostanze chimiche, e può contribuire alla trasformazione del sistema economico attuale in economia circolare. In Calabria esistono realtà virtuose, come Fattoria della Piana, che ha associato la tradizione casearia alla tecnologia, producendo biogas dagli scarti del caseificio e dal letame, e divenendo la più grande centrale agro energetica della Calabria. Ma possiamo menzionare anche Calabria Maceri che ha ideato un impianto per trasformare il rifiuto organico in biogas”.

Educazione ambientale, monitoraggi scientifici approfondimenti caratterizzano il percorso a bordo del treno, al cui interno è allestita una speciale mostra per la formazione e la sensibilizzazione di studenti e cittadini di tutte le età. Le quattro carrozze espositive saranno aperte di mattina per le scuole prenotate, mentre dalle 16 alle 18.30 l'ingresso è libero. 

Quattro temi del percorso-mostra sul treno – tra loro complementari e legati alla crisi climatica – caratterizzeranno le attività su ciascuna carrozza. Nel primo vagone, l'emergenza climatica è globale e interconnessa, con uno spazio dedicato all'analisi generale delle cause e degli effetti del fenomeno; a bordo della seconda, invece, la soluzione è locale e interconnessa, e vede sul tavolo le risposte per fronteggiare l'emergenza sui singoli territori; sulla terza, una #rievoluzione ci salverà, con uno spazio dedicato alle nuove generazioni scese in piazza per salvare il Pianeta; la quarta, infine, parte dalla domanda – cosa possiamo fare noi? – per riflettere sull'importanza delle scelte nella vita quotidiana, dai nostri consumi e comportamenti all'importanza dell'informazione e dell'impegno diretto.

Cinema e musica un binomio inscindibile, una liaison che si “nutre” vicendevolmente. I commenti sonori in molti casi hanno segnato scene famose dando loro una “luminosità” maggiore che le ha consegnate alla storia. Ieri sera al Teatro Comunale di Catanzaro è andato in scena un interessante progetto dedicato a Federico Fellini nel centenario della sua nascita. “Satyricon”, ideato da Mauro Campobasso e Mauro Manzoni, inserito nel cartellone della rassegna catanzarese di AMA Calabria, diretta da Francescantonio Pollice, può essere considerato un coraggioso atto d’amore nei confronti del regista riminese.

Le appassionate parole di Campobasso hanno introdotto il concerto in cui è apparsa evidente la cura con cui è stata pensata la sonorizzazione e l’estrema attenzione nel montaggio delle immagini. Un rispetto profondo quello del quartetto composto da Campobasso, alle chitarre, Manzoni, al sassofono tenore e soprano, Gaia Mattiuzzi, alla voce, e Walter Paoli, alla batteria. Ognuno di loro ha integrato effetti elettronici che hanno caratterizzato maggiormente l’esibizione.

Su un palco quasi privo di luce il tema di “Amarcord” in versione originale, non eseguita dal quartetto, ha catturato da subito l’attenzione del pubblico. In ogni immagine, montata come fosse un unicum, è stato proposto il mondo onirico e surreale raccontato da Fellini nei suoi film, alternato da frasi di Baudelaire e Jung, tra gli altri. Una proiezione sottolineata da una sonorizzazione completamente pensata per esaltare il fascino di ogni sequenza. Alle composizioni raffinate e descrittive del duo Campobasso e Manzoni sono stati aggiunti brani di altri autori riletti in modo del tutto personale.

Di grande impatto “Big in Japan”, di Tom Waits, con il suo arrangiamento percussivo e la sofisticata “Harvest moon”, molto più vicina per concezione alla versione di Cassandra Wilson che a quella originale di Neil Young. In entrambe la voce di Gaia Mattiuzzi ha saputo dare le giuste vibrazioni, legandosi perfettamente alle immagini. Così come l’elettrica “Lady Marmalade”, lontana dai canoni disco delle Labelle.

In ogni frame di “La dolce vita”, “I vitelloni”, “Casanova”, “Lo sceicco bianco”, “Satyricon”, “Ginger & Fred”, “I clowns”, solo per citarne alcuni tra quelli proposti, sono emerse reminiscenze di un cinema indimenticato. I volti di Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Giulietta Masina, Roberto Benigni, Claudia Cardinale, sono ancora oggi ben impressi nei ricordi di tutti, quanto la scena notturna delle moto. Memorie che appartengono alla nostra cultura.

La matrice jazz dei musicisti si è fatta apprezzare anche per l’eclettismo con cui hanno affrontato generi diversi o, comunque, meno affini. Tutto creato per interagire in maniera perfetta con le immagini. A dimostrazione che l’arte del cinema e della musica sono fatte per creare superbe emozioni. Le stesse vissute dal pubblico che alla fine ha tributato un caloroso e lungo applauso.

La stagione catanzarese di AMA Calabria continuerà giorno 20 febbraio con “Dall’Inferno all’Infinito”, che vedrà Monica Guerritore impegnata sul palcoscenico del Teatro Comunale di Catanzaro in uno spettacolo che unisce testi tra loro apparentemente inconciliabili. Da Dante a Flaubert fino a Leopardi sarà un viaggio che condurrà lo spettatore all’interno di un viaggio intimistico nell’animo umano.

 

Anno nuovo, nuove intese per Fondazione Astrea. Dopo un 2019 ricco di incontri, partnership ed accordi istituzionali, anche il 2020 si apre all’insegna della collaborazione con Enti ed Istituzioni che insistono sul territorio, in particolare quello calabrese.

E’ stato siglato quest’oggi, difatti, il protocollo d’intesa con l’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Catanzaro. Il direttore amministrativo di Fondazione Astrea, Massimo Ranieri, per delega del presidente Manlio Caruso, ha incontrato il presidente dell’Ordine dei Commercialisti ed esperti contabili di Catanzaro, Rosamaria Petitto, presso la sede dell’Ordine, per l’ufficializzazione di un documento alla cui intesa si era giunti già nella scorsa primavera.

Con questa firma, Fondazione Astrea apre le porte della sua sede, a Palazzo Mottola nel cuore di Catanzaro, e del suo salone intitolato al giudice Livatino, oltre che mette a disposizione le sue risorse didattiche e scientifiche, per ogni iniziativa dell’ODCEC di Catanzaro. Altrettanto i Commercialisti svilupperanno varie forme di collaborazione con la Fondazione tra cui percorsi di aggiornamento professionale, attività di alta formazione, progetti di ricerca e tavoli di concertazione.

Il sodalizio troverà concretezza già nel prossimo mese di febbraio, durante il quale L’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili e Fondazione Astrea organizzeranno congiuntamente un convegno dedicato ad imprese e legalità ed un importante corso di aggiornamento professionale.

Magnetico, non si può descrivere diversamente Tano Grasso docente di Storia e dinamiche della mafia all’università Magna Grecia di Catanzaro nonché presidente della federazione nazionale antiracket. Sabato mattina con il suo carisma ha letteralmente catturato gli studenti che lo hanno tampinato anche nei dieci minuti di pausa, che tale alla fine non è stata, che avrebbe voluto fare durante la lezione che ha tenuto presso i locali dell’istituto Trasporti e logistica Mario Ciliberto di Crotone. I saluti sono stati portati dalla professoressa di Diritto Giuseppina Conci che con il suo impegno ha reso possibile l’evento, inoltre ha fatto le veci del dirigente Scolastico Girolamo Arcuri impegnato a Catanzaro, con una nutrita delegazione di studenti, alla manifestazione svoltasi a favore e sostegno del Procuratore antimafia Nicola Gratteri.

“Sconfiggere la mafia si può” è chiaro il messaggio mandato dal carismatico professore che ha richiamato e ribadito il tema della giornata. La chiarezza e la sicurezza di quello che può succedere sono state la chiavi per fare breccia nella teste degli studenti che da questo convegno escono più arricchiti e più convinti che il male che affligge la società contemporanea non è invincibile, tutt’altro.

Grasso ha portato l’esempio di quanto successo nella sua città, Capo d’Orlando (in provincia di Messina), dove il racket è stato debellato. Come? Restando uniti. Da solo nessuno ha la forza di fronteggiare la criminalità organizzata, ma l’unione fa la forza. Un gruppo di commerciati una volta taglieggiati si è unito ed insieme hanno portato avanti una battaglia difficile che con l’aiuto delle forze dell’ordine hanno vinto. Un’isola felice Capo d’Orlando, un esempio da seguire.

“È possibile, non è facile, ma è possibile” è su questo che Grasso ha battuto, ha insistito con gli studenti, è possibile battere la mafia ed ha esortato ad unirsi, a crederci e non sentirsi sconfitti in partenza. Ha voluto anche ricordare la vicinanza dello Stato a chi subisce danni con atti intimidatori, verso chi denuncia e chi collabora. Non bisogna sentirsi soli, solo così si può uscire vincitori da una partita difficile contro un avversario forte che vuole invece dividere per disperdere le forze e intimorire.

Una lezione di vita, anche per come è stata svolta, ha interagito con gli studenti ha voluto conoscere i nomi, non si è esentato del fare battute sui telefonini, sulla sua calvizie e di utilizzare termini siciliani anche forti quando è stato necessario per corroborare i concetti.

Ha poi risposto ad una serie interminabile di domande poste da una platea particolarmente attenta e partecipe che ha dimostrato di avere tanta voglia di conoscere, lottare e voler cambiare le cose.

 

 

 

 

Bel successo per lo spettacolo in vernacolo cosentino Come si rapina una bancadi SamyFayad, regia di Alessandro Chiappetta portato in scena dalla Compagnia Quinta Scenica di Castrolibero (Cosenza) nell’ambito della rassegna Vacantiandu 2019.2020 con la direzione artistica diDiego Ruiz e Nico Morelli e la direzione amministrativa di Walter Vasta.

L’adattamento scenico di Alessandro Chiappetta, preservando l’impianto del testo originale, ci restituisce una commedia divertente e surreale attraversata da quella vaga indolenza che caratterizza il dialetto cosentino.

La scenografia “mutante”, ideata da Aldo Curcio, ricrea visivamente l’indigenza della famiglia Capece protagonista della pièce per poi trasformarsi, nel secondo atto, nell’elegante e funzionale ufficio del direttore di una banca. Così, nel primo atto, l’aspetto “sgarrupato” di quell’unico ambiente che funge da cucina e da camera da letto, con le “reste” d’aglio e le collane di peperoncino appese alla parete, rivela una forte matrice identitaria. E sono la miseria vera e la fame eterna i temi centrali della commedia attorno a cui si innestano gli altri bisogni che il capofamiglia Agostino, su suggerimento del figlio, cerca di soddisfare organizzando una rapina in banca.

L’andamento narrativo segue un ritmo quotidiano e facilmente riconoscibile. Regina (una bravaDaniela Aragona) è la moglie/madre della tradizione che deve badare alla casa e alla famiglia. Il padreAgostino (un convincenteAlessandro Chiappetta) è il prototipo del maschio medio con i suoi piccoli orgogli, le sue debolezze e i sogni mai realizzati. Nullafacente, in qualche modo ha ceduto lo scettro del capofamiglia al figlioTonino (ben caratterizzato da Fabio Contino)il quale deve procacciare il cibo per tutti mentre la figliaGiuliana (una vivace Alessandra Bianchi), incinta, è in “trattative” col padre del bambino nella speranza di un futuro miglioree il nonnoGaspare (unarzillo e burberoAldo Curcio) è il patriarca senza più potere. Una famiglia sui generis, divisa tra tradizione e modernità nella quale si insinua l’inconsolabile vedova Altavilla,una gattaravociante e svitataben interpretata da Maddalena Molinaro, premio FITA Bronzi di Riace 2019 come Miglior attrice caratterista. L’ultimo atto introduce il direttore di banca,un distinto signore di mezza età (ottimamente reso da Fulvio Stoja) che si rivelerà poi esserel’uomo della provvidenza, il personaggio chiaveche risolverà l’intera vicenda. Accanto a lui un vecchio cameriere un po’ svagato a cui Nino Muoio conferisce un tocco cabarettistico. 

La commediatutta giocata, in apparenza, sulla corda della leggerezzasecondo i canoni classici della comicità popolare, mostra poi un inaspettato spessore attraverso una serie di rimandi incrociati a tematiche quali la famiglia, l’amore, la maternità, la vecchiaia ma anche il legittimo desiderio di benessere e la ricerca della felicità.

Nata nel 2013 a Castrolibero, la Compagnia Quinta Scenica annovera nel proprio repertorio spettacoli appartenenti alla tradizione teatrale italiana e a quella popolare cosentina. Tra gli autori rappresentati Pirandello, Goldoni, Erba, Feydeau e Wilde. Dal 2015 organizza la rassegna “MaMa Teatro” che si svolge ogni estate all’anfiteatro di Marano Marchesato (Cosenza).Ha ottenuto molte nomination nelle edizioni 2015/2016/2017/2018 del Premio FITA Bronzi di Riace vincendo per due volte il Premio Miglior attrice protagonista a Maria Morabito nel 2015 per lo spettacolo “Gli Innamorati” di Goldoni  e a Tiziana Migliano nel 2018 per “Margarita e il Gallo” di Edoardo Erba. Nel 2015, lo spettacolo Gli Innamorati ha vinto anche il Premio Ausonia comeMiglior attrice protagonista (Maria Morabito) e Miglior attrice caratterista (Emanuela Gaudio).

Al termine dello spettacolo il consueto omaggio della tradizionale maschera, simbolo della rassegna Vacantiandu, ideata dal graphic designer Alessandro Cavaliere e realizzata dal maestro Raffaele Fresca, che il direttore artistico Nico Morelli e il direttore amministrativo Walter Vasta hanno consegnato adAlessandro Chiappetta.

 

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