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Domenica, 12 Luglio 2020

Il sindaco di Cassano allo Ionio ha incontrato la stampa ed ha lanciato una proposta politica all’opposizione

“Io voglio essere il Sindaco di tutta Cassano. Io voglio essere il sindaco lavoratore, il sindaco manovale al servizio del popolo”. Con queste parole si è presentato ufficialmente stamani alla città , nel corso di una apposita conferenza stampa, il neo eletto Sindaco di Cassano allo Ionio Giovanni Papasso. L’incontro con i media locali e non solo, in un clima di grande entusiasmo, visto che forte è stata la partecipazione anche di gente comune, giovani e meno giovani, operai ed imprenditori, professionisti ed impiegati, si è svolto   presso Palazzo di città, nell’Aula Consiliare “G. Bloise”. Presenti anche i neo consiglieri eletti del centrosinistra, ovvero Lino Notaristefano, Stefano Petrosino, Francesco Praino, Luigi Garofalo, Francesco La Regina e Salvatore Tricoci. Tornando al discorso del primo cittadino pronunciato in apertura di conferenza stampa, Papasso ha altresì detto: “Lavorare tutti insieme per me significa lanciare anche una proposta politica che vada al di là degli schieramenti. Bisogna che gli interessi generali prevalgano su quelli particolari. Il Sindaco farà di tutto per far sì che questi interessi prevalgano a prescindere. Vista la situazione venutasi a creare sento la responsabilità di avanzare all’opposizione una proposta politica importante – ha spiegato Papasso - Io propongo formalmente all’Udc la carica di vicesindaco di Cassano allo Ionio, così come mi piacerebbe, o meglio sarebbe giusto che il prossimo presidente del Consiglio comunale venga eletto all’unanimità. Scegliendo un presidente di garanzia per tutta la comunità. Un presidente del Consiglio che noi siamo disposti ad eleggere nelle fila dell’opposizione. Così come propongo a tutti i consiglieri comunali di centrodestra eletti di elaborare insieme una proposta programmatica condivisa che faccia camminare Cassano allo Ionio. Così come sono dell’idea di far tornare a funzionare le Commissioni consiliari e perché no, si potrebbe affidare la presidenza di queste all’opposizione. Io la proposta l’ho fatta. Superiamo divisioni e lavoriamo insieme per Cassano allo Ionio. Una cosa sarà certa però – ha tenuto a precisare il sindaco Papasso – il sindaco salvaguarderà fino in fondo la dignità della carica di Primo cittadino. Se progetto comune ci sarà, questo sarà esclusivamente per governare per il bene di tutta la comunità. Dunque il sindaco Giovanni Papasso chiama l’Udc ed il centrodestra a condividere un progetto politico comune: “Per avviare a Cassano allo Ionio un laboratorio politico, in specie con l’Udc – che faccia poi da esempio a tutte le altre realtà e oltre, in vista delle probabili alleanze politiche in vista delle politiche del prossimo anno, così come avviene anche a livello nazionale ed internazionali con esperimenti di governo partecipato ed aperto a schieramenti politici diversi ma accomunati dalla voglia di governare una comunità nell’interesse di tutti”. In apertura di conferenza stampa il Sindaco Giovanni Papasso ha voluto salutare innanzitutto il Vescovo di Cassano, con il quale proprio stamani ha avuto un incontro breve per un saluto, e ringraziare altresì gli organi di stampa intervenuti: “Vogliamo avviare con voi confronti periodici – ha annunciato il primo cittadino cassanese – per avvicinare la città al Palazzo. Ringrazio poi anche tutti i cittadini che mi hanno votato, onorerò la loro fiducia, ma anche tutti quelli che non mi hanno votato. Questi ultimi non si devono sentire isolati. Le elezioni sono finite lunedì 21 alle 15. Ora è il momento che sia il sindaco di tutti, ora è arrivato il momento non di Papasso ma di Cassano tutta. La politica in questa situazione di emergenza deve fare un passo indietro e deve avanzare Cassano. per tal ragione da lunedì 21 alle 15 abbiamo abbandonato ogni tipo di polemica proprio per il bene della collettività. Anche sulla decisione dell’Ufficio elettorale centrale di Cassano che ha attribuito erroneamente la maggioranza dei seggi all’opposizione non abbiamo fatto polemica, rispettiamo la decisione del Giudice chiamato a presiederla, non la condividiamo e nel rispetto di tutti l’abbiamo impugnata innanzi al Tar, perché convinti di aver ragione. Del resto i consulenti che abbiamo contattato – ha spiegato brevemente il sindaco Papasso - ci hanno confermato l’erroneo conteggio della cifra elettorale, o meglio l’errore nel non aver conteggiato, ai fine della percentuale di maggioranza. i voti validi delle liste e dei sindaci. Così come ci sono numerossissime sentenze del Consiglio di Stato che enunciano un principio importantissimo: la governabilità dell’Ente, che ci da ragione. Non ultimo il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza il 17.05.2012, n. 2823 che conferma le nostre tesi. Ma non facciamo polemiche, io voglio lavorare, ripeto ad una proposta politica comune”. Spazio poi ai primi interventi per la città: “Il nostro comune vive una situazione grave, Marina di Sibari è abbandonata, in questi primi giorni abbiamo approntato i primi interventi – ha annunciato Papasso - abbiamo disposto la rimozione di quella vergognosa discarica proprio all’ingresso del complesso, lunedì incontrerò il Procuratore capo del Tribunale di Castrovillari per concordare la possibilità di avviare azioni di risanamento serie ed eliminare per sempre quel cartello con la scritta “Villaggio posto sotto sequestro”. In questi primi giorni di sindacatura ho lavorato, abbiamo lavorato tanto. Dapprima ho voluto visitare le scuole, poi ci siamo messi seriamente a studiare la situazione dell’ente. Ebbene abbiamo riscontrato una situazione finanziaria drammatica, il 50% dei ruoli è inevaso, noi puntiamo a che chi ha di più contribuisca in misura maggiore rispetto a chi ha meno. Così come in questi giorni abbiamo lavorato ai Pisl, il cui bando scade il 5 giugno. Se non si presenteranno progetti entro tale data perderemo questi importanti finanziamenti. Io ho tanta voglia di lavorare – ha concluso Papasso così come i rappresentanti della mia coalizione, sta a tutte le forze politiche ora superare divisioni inutili e condividere un progetto politico per la città e non per il potere”.

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