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Sabato, 11 Luglio 2020

La protesta del sindaco Di Leone per l’esclusione di Morano dal riconoscimento di potenziale pericolo chiesto dalla regione al Governo nazionale

Vibrata protesta del sindaco Francesco Di Leone a seguito dell’esclusione di Morano dalla richiesta che la Regione Calabria ha formulato al Governo nazionale per “il riconoscimento dello stato di attenzione per il potenziale pericolo in atto e la conseguente emanazione di una specifica ordinanza di prevenzione per i comuni di Mormanno, Laino Borgo, Castrovillari e Laino Castello” interessati dalla sequenza sismica del Pollino.
Il primo cittadino moranese martedì 17 gennaio, a stretto giro ha vergato una circostanziata missiva al presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti, al sottosegretario Franco Torchia e al dirigente generale Francesco Zoccali, per contestare la decisione assunta e le motivazioni dalle quali essa scaturisce. Nella nota stampa diramata dalla Regione, evidenziata nell’ultima assise cittadina anche dal gruppo consiliare “Riparti Morano”, cui va il ringraziamento del Sindaco, si legge infatti che tali comuni sarebbero stati scelti data la loro “prossimità all’area epicentrale” e dal momento che, “sino ad oggi, risentono maggiormente gli effetti al suolo di questa fenomenologia”. Ma Di Leone non ci sta: “La ragione – sbotta - è semplicemente incomprensibile, se si pensa che Morano è praticamente interposto tra i centri di Mormanno e Castrovillari e si trova esattamente tra due linee di faglia attive e quindi ad alto rischio”.
“Mi risulta – afferma il sindaco dell’antico centro del Pollino - che il Comune di Morano non è stato inserito nell’elenco dei centri per i quali è stata richiesta al Governo centrale specifica adozione di ogni necessaria misura urgente in favore delle popolazioni interessate dai continui eventi sismici. Mi ritengo particolarmente amareggiato per il modus operandi (ad escludenti) adottato dalla Giunta regionale nei confronti della comunità che amministro. Non possiamo assolutamente tacere o negare lo stupore e la profonda delusione per essere stati lasciati soli in un momento in cui gli eventi in corso si ripercuotono pesantemente sulla popolazione suscitando inquietudine e preoccupazione. Chiediamo che la Regione riveda la sua posizione e corregga quello che vogliamo sperare sia solo un errore materiale. Per questo – conclude Di Leone – nel domandare il riconoscimento dello stato di attenzione abbiamo anche chiesto un incontro urgente ed improrogabile per discutere la delicata problematica e tentare di avviare iniziative appropriate. Speriamo che il Governatore Scopelliti ci convochi al più presto, sì da poter manifestare direttamente a lui le nostre perplessità circa un provvedimento che consideriamo fortemente discriminante ed iniquo”.

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