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Domenica, 20 Ottobre 2019

Cariati - Dissesto, Montesanto: silenzio sugli effetti

Solvibilità provata dalle esecuzioni forzate definite e regolarizzate al 15.11.2011 con pagamento della Tesoreria; impossibilità del dissesto finanziario a porre rimedio ai ritardi nei pagamenti, derivanti da inefficienza della società di riscossione; residui attivi già “ripuliti” dall’Esecutivo SERO già nel 2006 e nel 2011; impegno nel risanamento di bilancio e responsabilità assunte rispetto all’intera cittadinanza; volontà di pagare tutto, e non una parte, dell’ammontare dei crediti vantati dalle aziende, attraverso adeguati ripiani.

E’ quanto ha sottolineato il Vicesindaco Leonardo MONTESANTO, intervenendo nel corso dell’ultimo consiglio comunale (30 novembre) che ha bocciato, perché priva di presupposti, la proposta di dissesto finanziario del comune, avanzata dai consiglieri di minoranza.

 

Per MONTESANTO, tra gli aspetti certamente conestabili della proposta di dissesto, la cui infondatezza lo stesso Vicesindaco ha motivato in fatto ed in diritto, vi è stato anche l’atteggiamento omissivo dei consiglieri della minoranza, oltre che su numerose circostanze evidenziate nel verbale del Revisore, anche e soprattutto sulle conseguenze drastiche che sarebbero cadute sulla testa di cittadini e soprattutto degli imprenditori. – Rispetto ad una evidenziata e dimostrata difficoltà finanziaria, che non era e non è insolvenza dell’ente e quindi impossibilità dello stesso a fare fronte ad esempio ai debiti fuori bilancio, tra l’altro ereditati per la quasi totalità dalle gestioni precedenti alle due giunte SERO (dal 2006), la minoranza – ha detto MONTESANTO – ha proposto il dissesto, del tutto incurante delle ricadute gravissime sui cariatesi. I consiglieri dell’opposizione – ha aggiunto il Vicesindaco – si sono comportati come colui il quale, ad un’azienda in stato di sofferenza finanziaria e crisi di liquidità, propone, come unico rimedio, il fallimento, anziché la verifica e la ricerca di fonti di finanziamento, per far fronte a debiti, onorare impegni e, quindi, rimettersi in movimento. Nessuno, dall’opposizione – ha detto – si è preoccupato ad esempio di spiegare meglio gli effetti funesti, connessi ad un dissesto finanziario, in termini di aumento dei tributi o di sicuro taglio dei crediti vantati da professionisti e imprese.

 

Prudenza e veridicità della contabilità comunale – è stato poi ribadito dal Sindaco – sono principi ai quali continuiamo a sentirci vincolati ma che, pur raccomandati dalla Corte dei Conti, sono stati in passato trascurati da chi, oggi, si ammanta di un preteso, ma mai predicato, rigore. Sulla legittimità, infine, dell’iscrizione ICI 2005 nel rendiconto 2010, SERO ha richiamato l’Art.179 del TUEL, laddove viene stabilito che, per le entrate di carattere tributario, l’accertamento avviene a seguito di emissione di ruoli o di altre forme ex lege. Nella vicenda ad esame del consiglio – ha aggiunto il Sindaco – vi è una lista di carico, con l’individuazione del tributo evaso e di ciascun contribuente debitore, inviata all’Ente dalla società affidataria della riscossione, con richiesta di approvazione del ruolo. Ruolo – ha proseguito SERO, definendo capziose la argomentazioni avanzate – prontamente approvato dall’ufficio competente entro il 2010 per poi dar luogo alla successiva fase della riscossione coattiva. Non si capisce dunque su quale esercizio si sarebbero dovute iscrivere, se non su quello in corso del quale le medesime sono state accertate, ex Art.174 TUEL, e cioè il 2010. Né si vede, infine, in quale altra fase le stesse entrate si sarebbero dovute iscrivere in bilancio, se non nell’unica fase ancora in itinere, quella appunto – ha concluso il Primo Cittadino – del rendiconto.

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