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Sabato, 05 Dicembre 2020

Campana - Un bando per salvare "la selvaggia"

Sviluppo e rilancio del centro agro-silvo-floro-faunistico “La Selvaggia”. Il consorzio Ca.Ve.Sa. (dei comuni di Campana, Verzino e Savelli) ha pubblicato un bando di gara per il completamento e la gestione della struttura, incastonata nel cuore della Sila Greca. Più di mille e cinquecento ettari di fondo boschivo e agricolo da destinare alle attività agrituristiche. L’obiettivo è creare lavoro, muovere economia ed incentivare il turismo.

E’, questa, la mission dell’Amministrazione Comunale di Campana, guidata dal sindaco Pasquale MANFREDI, il piccolo centro della Sila Greca dove ha sede il consorzio Co.Ve.Sa,.

 

Continua l’azione di valorizzazione del patrimonio storico, culturale, paesaggistico ed identitario del territorio della Città dell’Elefante di Annibale.

 

Lo sviluppo dell’entroterra jonico e della Sila Greca – dichiara MANFREDI – passa attraverso la valorizzazione delle eccellenze e delle caratteristiche peculiari di ogni singolo paese. Dall’Elefante di pietra, alla Fiera della Ronza, per finire oggi all’auspicata riqualificazione de “La Selvaggia”. Sono, questi, i punti di forza su cui CAMPANA punta per far conoscere ed inserire il suo brand nei circuiti turistici. Il centro agricolo polifunzionale, a cavallo tra tre comuni e ben due provincie, quella di Cosenza e Crotone, unico nel suo genere, è, purtroppo, ad oggi, una struttura caduta nell’oblio. Noi – conclude il Primo Cittadino - vogliamo rilanciarlo, rivalutandolo per metterlo a disposizione dei turisti e delle scuole.

 

Il CONSORZIO CA.VE.SA ottenne nel 1989 un finanziamento regionale di tre miliardi delle vecchie lire, finanziato con delibera Cipe per realizzare l’area attrezzata agro-silvo-floro –faunistica venatoria de “La Selvaggia”.

 

A settembre del 1993 vennero consegnati i lavori per essere ultimati entro il dicembre del 1994. Ad oggi, inoltre, quei lavori non sono stati ultimati e l’impresa appaltante ha, inoltre, abbandonato il cantiere senza giusta motivazione. Da qui, a distanza di diciassette anni, l’input del Consorzio e dell’Esecutivo MANFREDI ad avviare un bando d’affidamento dell’intera struttura all’intraprendenza dei privati.

 

Per i nuovi locatori non è previsto nessun canone di gestione da pagare al Consorzio, almeno per i primi cinque anni. Ciò per garantire maggiori investimenti nella struttura.

 

La durata minima di gestione – si legge ancora nel bando redatto dal Ca.Ve.Sa. - è di venti anni, in modo da garantire un progetto duraturo e costante di riabilitazione dell’intero impianto agrituristico.    

 

 

 

 

 

 

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