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San Marco Argentano - La Consulta giovanile si riunisce per la prima volta

foto Consulta Giovanile a Strambino

 

Il 14 Aprile del 2011 è stata una data storica per la comunità di San Marco Argentano, poiché si è tenuta la prima riunione del Consiglio Direttivo della Consulta Giovanile, nel corso della quale è sono stati designati come presidente Rosanna Bruno, vicepresidente Egidio Fasano, segretario Alessandro Di Cianni, vicesegretario William Aiello. L'importanza di questo evento non è stata condizionata dai reiterati tentativi di turbare i lavori della Consulta da parte di 5 giovani che, pur eletti nel CD, hanno posto in essere iniziative di disturbo, tanto sterili nei contenuti quanto chiassose e scomposte nella forma. Sin dalla prima assemblea, i 5 hanno dato vita ad una vera e propria gazzarra nel tentativo di invalidare l’elezione di un membro eletto sulla base di pretestuose e grossolane argomentazioni, che non appartengono né al diritto né al buon senso. È singolare che tutto questo sia accaduto dopo che, nel corso della medesima riunione, gli stessi avevano manifestato – a parole ma non nei fatti! – la volontà di interpretare il percorso della Consulta Giovanile come momento di aggregazione e di condivisione. Un atteggiamento ostativo da interpretare chiaramente come un peccato di gioventù per quanti, in maniera prematura e inopportuna, si erano autoproclamati come i rappresentanti e i portavoce di tutti i giovani, arrivando addirittura ad istituire su un noto social network una pagina a nome della Consulta stessa. Nei giorni scorsi, i 5 hanno comunicato le loro dimissioni dal CD, scelta che per la bizzarria formale e la singolarità dei tempi e dei modi, non può che essere dettata da un chiaro intento “distruttivo”, oltre ad essere considerata come l’ultima trovata arrivista di un gruppo di giovani che tentano ormai da tempo di strumentalizzare la Consulta per farne mezzo dei propri interessi. Noi tutti speravamo in un sano e opportuno ripensamento, soprattutto in considerazione delle sempre dichiarate buone intenzioni, ma queste sono rimaste lettera morta. L'assenza dei 5 dalla prima riunione del CD rappresenta l'ennesimo rifiuto di collaborazione. Se ne prende atto e si attribuisce solo ed esclusivamente a loro l’onore di tale irresponsabile gesto. Se questi sono davvero i rappresentanti di tutti i giovani del nostro paese, allora dobbiamo seriamente preoccuparci. La maggioranza degli eletti, invece, continuerà a garantire entusiasmo, impegno e onestà intellettuale nell’adempiere a questo incarico, senza tradire la fiducia riposta da parte di quei tantissimi giovani che hanno espresso democraticamente la propria preferenza. Al contrario degli altri pochi, che predicano demagogicamente l'interesse supremo, salvo poi preoccuparsi esclusivamente di fare bella mostra di sé. La Consulta è un’opportunità importante, offerta alla nostra generazione da parte di tutta l’amministrazione comunale e in particolar modo dall’assessore alle Politiche Giovanili, Glauca Cristofaro, cui va il ringraziamento nostro e di tutti i giovani iscritti. A questo proposito, ci preme sottolineare che collaborare con gli amministratori comunali non significa esserne i burattini, bensì cooperatori critici del loro operato. Quella della Consulta è un’occasione da cogliere con spirito costruttivo, senza inutili e spocchiose manie di protagonismo. È del tutto evidente come le azioni poste in essere dai 5 dimissionari siano solo goffi e maldestri tentativi di rallentare i lavori della Consulta creando, queste sì, un clima irrespirabile. Pertanto, d’ora in avanti non riteniamo utile dar seguito a sterili polemiche di tal guisa, poiché è nostro intento lavorare nel rispetto dei ruoli e delle istituzioni per la realizzazione di iniziative e progetti che vedano protagonisti i giovani, a partire da quanti fanno parte dell’Assemblea fino a quelli che finora della Consulta non hanno fatto parte e di cui va stimolata la partecipazione. Riteniamo i giovani di San Marco Argentano una realtà bella, importante, ricca e variegata di talenti da valorizzare e non elementi da “usare” come strumento di bassa propaganda politica.

 

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