Rossano - Enel, credibilità di Filareto sotto zero

Dopo aver tolto dal cilindro un nuovo cimitero imperiale da fare in due mesi ed un nuovo superassessore all’ambiente prendendo in giro la stessa persona interessata oltre che i cittadini, è sulla questione Enel che si consuma l’ulteriore pessima figura di un Sindaco che ormai va pericolosamente a ruota libera. Dicendo e facendo tutto ed il contrario di tutto, pur di tenersi a galla, ridicolizzando fino in fondo l’immagine di questa Città.

 

Se l’attendibilità di questa Amministrazione Comunale è sempre stata a livelli bassissimi, sulla vicenda Enel la credibilità del Sindaco è sotto zero. Per cinque anni FILARETO ha letteralmente chiuso nel cassetto la complessa problematica, con pregiudizio, teoremi e preconcetti di ogni tipo, come se a Rossano non fosse ubicato da un trentennio quel sito energetico. Per cinque anni non è stato capace di assumere nessuna iniziativa, a nessun livello, per intavolare con i vertici dell’Enel un confronto alla pari, forte ed a muso duro sul destino della centrale di S.Irene.

 

I rossanesi hanno assistito ad un quinquennio di vergognosa latitanza istituzionale sul problema e/o sulle opportunità connesse al futuro dell’impianto; un silenzio irresponsabile disturbato qua e là da propositi e idee fuori dal mondo, stravaganti e prive di lucidità: dalla trasformazione del sito in museo allo smantellamento. L’ultimo momento di confronto autorevole e serio tra la Città e l’Enel è anteriore a FILARETO, quando l’esecutivo di centro destra pretese di confrontarsi, alla pari ed alla luce del sole, con l’amministratore delegato della Società, per capire come condividere un progetto sostenibile. Di FILARETO i rossanesi ricordano e ricorderanno soltanto le barricate ideologiche e le campagne per il no a tutto, anche soltanto a parlare di Enel. Ed oggi, a pochi mesi da quel voto che lo manderà definitivamente a casa, il Sindaco pensa di avere ancora un briciolo di credibilità per richiedere urgenti incontri sull’Enel e con l’Enel, perché sarebbe preoccupato del silenzio calato sulla vicenda. Siamo all’assurdo e al ridicolo.

 

Dopo cinque anni passati ad indossare la fascia tricolore ed a prodigare sermoni, con una maggioranza sempre cangiante, un via vai incessante di assessori, gravi sconfessioni pubbliche da parte degli stessi esponenti della maggioranza, revisionismo e menomazione di progetti, opere e programmi già tutti avviati dal centro destra (dai Contratti di Quartiere ai numerosi finanziamenti ereditati, tra i quali quelli per l’abbattimento degli ecomostri al Piano Strategico), FILARETO oggi si sveglia dal profondo letargo politico e si ricorda di non aver fatto assolutamente nulla. – L’orologio politico e dello sviluppo di questa Città, modello di riferimento territoriale e regionale negli anni passati, è fermo purtroppo al 2006. Ed oggi, a distanza, lo ribadiamo, di 2 e non di 6 mesi dall’inevitabile cambio di stagione per le sorti di questa comunità, come se fosse atterrato ieri da Marte, chiuso nel suo bunker falsato e isolato da quanto succede fuori, FILARETO ancora immaginare la sua inesistente capitale imperiale da costruire, incaricando progettisti e architetti di lasciare il segno. Ma fuori vi sono soltanto macerie. Le macerie dell’inerzia e del non governo che ha scandito questi pessimi anni di centro sinistra cittadino. Le macerie dell’indifferenza e della distrazione, della confusione e del disfattismo, anche sulla questione Enel. – Dopo il patto scellerato con LOIERO che ha trasformato Rossano in pattumiera regionale e lo scandalo recente della falsa differenziata, dopo esser stato sbugiardato per aver ululato alla Luna contro SCOPELLITI additato come manovratore di inventati e paranoici complotti per bloccare i fondi PISU o per le zone ASI, dopo aver perso tempo in tutti i settori di intervento senza affrontare e programmare alcunché, questi amministratori della confusione pensano ancora di poter ingannare i rossanesi confezionando proclami ed intenzioni che calpestano il buon senso di tutti. Ma il tempo delle chiacchiere è ormai scaduto.

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