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Domenica, 29 Novembre 2020

Rossano - PMI, più sussidi a fondo perduto

Sussidi a fondo perduto fino al 50% alle piccole medie imprese. Più incentivi ai brand di nicchia che investono sulla manifattura di qualità. Riduzione dell’enorme gap produttivo con le realtà industriali e artigianali del nord Italia. Un incentivo alla creazione di nuovi posti di lavoro. Nuove possibilità di interscambio commerciale con i paesi dell’Ue e nel mercato mondiale. A questo ha portato il brillante esempio tedesco di Brandeburgo: una regione arretrata all’inizio degli anni ’90 e che attraverso una politica di sviluppo virtuosa oggi è fuori dalla crisi

Il Presidente di FEDERIMPRESE Calabria – CLAAI, Francesco BERALDI, commenta il miracolo economico avvenuto in Brandeburgo e lo indica come esempio positivo, sul quale riflettere. «In questa area della Germania – dice BERALDI – la pubblica amministrazione ha invertito la rotta. I sussidi statali a fondo perduto sono inversamente proporzionali alla dimensione della società». Si passa dalla concessione fino al 50% dell’investimento fatto da una piccola impresa, al 40% nel caso di una media azienda, fino al 30% della copertura finanziaria senza nulla a pretendere per grossa società. «Un metodo economico-sociale per equiparare – ha aggiunto – il divario economico tra le diverse tipologie d’azienda. Ma anche per offrire maggiori incentivi alla produzione di qualità».

 

Tali agevolazioni, nella Germania del nord est – quella che ha dovuto colmare il vuoto creatosi con la caduta del muro di Berlino – sono rivolte soprattutto ai settori dell’industria primaria e terziaria, di fornitura delle materie prime e del trasporto. C’è di più. «Grazie ad una virtuosa cooperazione tra le piccole categorie produttive ed il governo – afferma Francesco BERALDI – Brandeburgo offre garanzie statali alle imprese che chiedono finanziamenti alle

banche».

 

Il piano di agevolazioni attuato dai tedeschi, inoltre, favorisce la cooperazione e prevede aiuti a chi investe sullo sviluppo. Tanto che una piccola impresa che intende puntare su progetti di ricerca industriale può ottenere addirittura l’80% dell’investimento. «Una panacea per la Calabria che si troverebbe non solo a dare impulso alle proprie attività economiche, perlopiù piccole medie imprese, ma anche di farle interagire con il mondo dell’ Università garantendo così un rilancio economico di estrema qualità». L’esperimento Brandeburgo ha garantito la rinascita dell’intera regione garantendo un’importante forza lavoro, e attraendo nuovi investimenti statali e privati esteri. «Grazie alla costante crescita del PIL le piccole medie imprese sono diventate il vero cuore pulsante dell’economia territoriale. Il processo di sviluppo settoriale, incentrato su particolari ambiti produttivi, ha creato manodopera qualificata apprezzata nell’intera Germania e ricercata nel resto del continente, e aperto nuovi canali di commercializzazione». Da qui la necessità da parte del governo centrale di garantire all’area la costruzione di un nuovo aeroporto civile-commerciale, che sarà attivo dal prossimo giugno 2012, che aprirà un ponte importante tra l’ occidente e l’Europa dell’Est. Inoltre, negli ultimi quattro anni oltre 185 imprese straniere hanno investito hanno investito nel Brandeburgo, investendo nel totale circa 1,8 miliardi di euro e creando quasi 3.300 posti di lavoro in diversi settori.

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