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Domenica, 22 Settembre 2019

Saracena - L'olio che porta i turisti

Turismo, non solo mare e montagna. Anche l’olio può essere attrattore di grandi flussi turistici. Umbria docet. Il Sindaco di Saracena, Mario Albino GAGLIARDI, lo sa bene e continua  a promuovere questo messaggio, anzi tutto ai produttori del territorio, e a chi rappresenta le istituzioni e deve avere come riferimento utile l'esperienza vincente di altri territori italiani.

Dalle nuove offerte turistiche ad una migliore gestione della risorsa agricola olivicola fino alla costituzione di una rete di marketing e di comunicazione consorziate tra le aziende. Sono, questi i passaggi fondamentali sui quali dovranno confrontarsi a breve le realtà calabresi associate all’Associazione nazionale “Città dell’Olio” che nei giorni scorsi ha fatto tappa nella Città del Moscato Passito.

«Dobbiamo intraprendere – questo l’appello del coordinatore regionale di “Città dell’Olio”, Mario Albino GAGLIARDI -un percorso nuovo, innovativo che ci porti al rilancio e allo sviluppo del nostro territorio e del suo prezioso patrimonio enolivicolo. In Calabria come in Umbria e Toscana si può investire sull’agri-turismo di qualità. Anzi per il rilancio economico della nostra regione saper capitalizzare su questo è un passaggio cruciale quanto determinante».

 

Per il Coordinatore regionale di “Città dell’Olio” serve da subito l’istituzione di una cabina di regia che veda protagonisti al suo interno più attori di un ampio progetto: produttori e istituzioni espressione dei tanti, variegati e particolari territori calabresi. Prendendo spunto dalla consolidata e rodata esperienza della “Strada dell’Olio Dop Umbria” l’area compresa tra il Pollino e lo Stretto di Messina, suddiviso in singole e peculiari zone di produzione storica, può dare vita ad una catena unica, forse la più importante, del panorama elaioturistico italiano ed europeo.

 

«Abbiamo un inestimabile potenziale di ricchezza olivicola che – aggiunge  – se valorizzato potrebbe superare di gran lunga quello espresso dalle Regioni del centro Italia, alle quali va il merito di aver fiutato e potenziato il loro prodotto».

 

Da apprendisti a capomastri, si può. A questo mira l’Associazione “Città dell’Olio”. Una rete unica di consulenza per gli imprenditori che snellisca le trafile burocratiche; una linea di produzione di frantoi ed elaiopoli suddivisa per territori, che aumenti la qualità, la quantità e la commercializzazione dell’olio autoctono; un’innovativa campagna di comunicazione che riesca ad attrarre turisti, curiosi e specialisti del settore: sono le linee guida da seguire.

 

«Attraverso le “Città dell’Olio” – dice ancora Mario Albino GAGLIARDI - miriamo a migliorare ed incrementare la qualità dell’offerta turistica mediante l’introduzione e l’applicazione di standard qualitativi, con attenzione a produzioni dell’economia ecocompatibile. Punteremo, inoltre, alla valorizzazione delle peculiarità elaioturistiche storiche, culturali e ambientali presenti negli ambiti territoriali inseriti nel circuito associativo». In questo contesto avranno un ruolo di primo piano le aziende ed i produttori affiliati. I quali potranno contare – così come l’esempio dell’Umbria - su una linea di assistenza aziendale e di promozione del brand incastonate nel complesso delle attività dell’organismo associativo, attraverso il circuito turistico, economico e commerciale.

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