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Domenica, 24 Ottobre 2021

Corigliano - Crisi economica, l'usura bancaria è emergenza sociale

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C’è ancora molto da fare per ristabilire equità tra correntisti e sistema bancario. Tuttavia, la Sentenza della Corte di Cassazione depositata lo scorso 15 marzo (la N. 5091/16), obbligando le banche a fornire la documentazione necessaria, come ad esempio gli estratti conto mensili o la Consulenza Tecnica di Ufficio (CTU), rappresenta un passo avanti enorme. É rivoluzionaria nel senso che sconfessa la giurisprudenza di alcuni giudici di merito. Essa ridisegna le condizioni di chiaro svantaggio finora vissute dai clienti nei confronti delle banche che, pur nell’era digitale, offrono continuamente ostacoli al cliente, addirittura nel fornire documenti di cui ha diritto di ottenere il possesso.

È quanto ha ribadito stamani (venerdì 8 aprile) a Corigliano il Presidente di SDL Centrostudi di Brescia, l’ex magistrato Piero CALABRÒ alla giornata regionale di attenzione, formazione e sensibilizzazione su quella che è stata definita l’emergenza sociale nazionale dell’usura bancaria, dell’anatocismo e degli illeciti finanziari a danno di imprese e cittadini. – Co-organizzato dalle due agenzie mandatarie di SDL RO.GE. S.R.L.S di COSENZA e CONVART Consulting di Rossano, patrocinato da Unindustria Calabria, dall’Ordine dei Commercialisti di Rossano, dalla Camera di Commercio di Cosenza, dai Comuni di Corigliano e Rossano, dalla Regione Calabria e dalla Provincia di Cosenza, l’evento è stato ospitato in un’affollatissima Sala degli Specchi del Castello Ducale nel centro storico. – Ad aprire il confronto è stato il vicesindaco di Corigliano con delega agli affari istituzionali, Francesco Paolo ORANGES che ha portato i saluti della Città, ha sottolineato l’importanza del momento formativo e di informazione per le aziende e per i cittadini soprattutto in una perdurante fase di crisi economica ed ha ringraziato SDL per aver scelto Corigliano come location dell’evento regionale. Si sono alternati, quindi, i saluti del presidente dell’ordine dei dottori commercialisti di Rossano Carlo PLASTINA (in rappresentanza anche dei due presidenti degli ordini di Cosenza e Castrovillari, Andrea MANNA e Mario STRATICÒ), il presidente di Federimprese Calabria Francesco BERALDI, il presidente dell’ordine degli avvocati di Castrovillari Roberto LAGHI, Daniele SMURRA in rappresentanza di Unindustria Calabria e Pierfelice MINOIA direttore commerciale SDL Italia.

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Coordinati da Lenin MONTESANTO, sono intervenuti, attraverso articolate relazioni seguite da un vivace dibattito con l’attenta platea, il Senatore Enrico BUEMI, che tra le altre cose ha sottolineato la necessità di avere leggi migliori e più efficaci a tutela del cittadino su questo fenomeno; la presidente del Tribunale di Castrovillari Caterina CHIARAVALLOTI che ha richiamato l’importanza delle consulenze tecniche soprattutto in tema di usura bancaria per anticipare la risoluzione dei contenziosi; l’avvocato Biagio RICCIO che ha evidenziato, inoltre, la mancanza di una classe di magistrati specializzati in diritto bancario ed i danni irreversibili derivanti alle aziende dal sistema attuale di segnalazione alla centrale rischi; il vicepresidente di CONFAPI Calabria Pietro Luigi LANZONE che ha rimarcato gli effetti della mancanza di dialogo tra aziende e sistema bancario e l’eccessiva e spesso fatale lunghezza dei tempi in questo genere di contenziosi.

Esiste tra l’altro una legge – ha aggiunto CALABRÒ, commentando l’ultima importante pronuncia della Cassazione in materia – ovvero il Testo Unico Bancario, che impone alla banca di fornire al cliente i documenti di cui ha diritto dietro richiesta formale. Ma giungiamo al paradosso di tanti giudici che avevano fino ad oggi imputato al cliente di non avere inviato alla banca questa richiesta formale e, quindi, si sono ben guardati dall’ordinare alla banca di esibire in giudizio questa documentazione. Questa valutazione negativa della Suprema Corte – ha proseguito – investe anche le così dette cause considerate temerarie, i casi in cui le domande sono state respinte per motivi procedurali perché si riteneva non fosse prodotta sufficiente documentazione e non potesse ordinarsi alla banca l’esibizione di altri documenti o che la perizia di parte fosse presumibilmente inadeguata, ovvero ancora che la richiesta di una perizia tecnica d’ufficio fosse esplorativa. Grazie a questa sentenza della Cassazione – ha concluso il Presidente di SDL – i giudici di merito dovranno dimostrare più coraggio rispetto al passato.  – (Fonte: Montesanto Sas – Comunicazione & Lobbying)

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