Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 20 Febbraio 2020

Cariati vince con il suo centro storico

ESTATE-CARIATI-169813 (1)


Mare, cultura e centri storici. Un connubio imprescindibile per una stagione estiva naturalmente di qualità. Aperitivi identitari, feste religiose, popolari e piccoli concerti per strada. Ma anche arte, mostre ed eventi culturali. Numeroso il pubblico che ha affollato i vicoli e le stradine della Città della Tarantella partecipando alle diverse iniziative messe in atto dalle associazioni e dalle attività commerciali. Il Corso XX Settembre, in particolare, è stato invaso da turisti e residenti di tutte le età, fino a notte fonda. Visitatori e viaggi-attori a caccia di emozioni che hanno trovato nel piccolo borgo medioevale affacciato sullo ionio una realtà, per certi versi, quasi immutata dalla storia, accogliente e ospitale: una destinazione turistica sostenibile.

A commentare con soddisfazione il successo registrato nella cittadella fortificata medioevale di Cariati è il giovane imprenditore cariatese Giovanni FILARETI, inventore della “A Cantina”, divenuto ormai ritrovo per tanti giovani e meno giovani che, tra un bicchiere di buon vino del territorio e un po’ di salsiccia e formaggio, trastullati da musica del mediterraneo, trascorrono serate piacevoli e cariche di emozioni, lontanissime da cliché di importazione, ovunque identici e senz’anima.

 

Lungo un percorso d’altri tempi – dice FILARETI – rivive il fascino antico di un borgo che non ha mai rinunciato alle sue tradizioni e che ancora oggi vuole proporre un modello vivo e appassionante di “buon vivere”. Stradine strette e caratteristiche, lampioni dalle luci soffuse, il centro storico di Cariati rappresenta il cuore antico e pulsante di tutta la comunità. Oltre ad essere ricco di meravigliosi palazzi e di tante testimonianze storiche – continua – è sede di diversi bar e piccoli locali adagiati nelle stradine che affluiscono sul Corso. Accoglienti locali a diretto contatto con l’originale atmosfera del borgo, dove vita quotidiana, arte, cultura, profumi, suoni, cucina, mondanità e riposo trovano continuamente un giusto e salutare equilibro. Sagre, feste, commercianti con il banchetto all’esterno dei negozi, applausi ai gruppi che si sono esibiti live davanti ai locali lungo il corso. Sono stati tanti – ricorda FILARETI – quelli che si sono riversati in centro, chiuso al traffico per l’occasione, e hanno partecipato alle numerose iniziative organizzate per animare le serate.

FILARETI si dichiara ottimista. Quello che è successo quest’anno – spiega –  è merito di una nuova generazione di imprenditori appassionati attenti alla materia prima, ma anche alla cultura, alla musica e alla tradizione. Non tutte le rivoluzioni sono tumultuose e popolari. Quella in atto nell’offerta del nostro centro storico – va avanti – è silenziosa, ma assolutamente autentica. Là dove era diventato difficile immaginare un centro turistico d’eccellenza, oggi si consolida l’attività di strutture ricettive, locali per giovani e luoghi del cibo messi in piedi da professionisti motivati ma soprattutto innamorati, territoriali, attenti, curiosi. Niente che faccia urlare al miracolo – precisa il giovane imprenditore – Cariati non è piazza da miracoli, ma un insieme di locali gradevoli, di diverse tipologie, dove soggiornare, mangiare, degustare vini mescolando il buon cibo, quello tipico, con proposte culturali, musicali o d'intrattenimento. È praticamente impossibile –continua FILARETI – non restare affascinati da questo mondo, dall’idea di tante persone e soprattutto giovani che trasformano il centro storico e a cui regalano una nuova linfa. Ragazzi che si scambiano idee, che si raccontano, che occupano le strade del corso anche quando d’inverno fa freddo. La sensazione più bella è che questo tipo di posti  – prosegue – sono stati sempre luogo di aggregazione giovanile. Lo è stato in epoca romana quando i ragazzi parlavano tra loro di conquiste, lo è stato in epoca medioevale quando sognavano mondi paralleli, nell'800 quando sognavano l'Italia unita e – conclude – in quest’epoca che le persone sognano una Città nuova. -(Fonte: Montesanto Sas – Comunicazione & Lobbying)

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI