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Sabato, 11 Luglio 2020

Cassano Ionio - Il Comune ricorda Giuseppe Cirigliano

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“Lavorare tanto per riaffermare a Cassano All’Ionio la legalità ed il vivere civile, superando anche le divisioni politiche e di partito, dando l’esempio proprio dagli organi di governo del Comune”, questo in sintesi il messaggio che il Sindaco di Cassano All’Ionio Gianni Papasso ha voluto lanciare a termine di una giornata molto significativa per la comunità di Lauropoli e di Cassano tutta.

Stamani, infatti, a distanza di quindici anni, dal tragico episodio criminoso, in cui Giuseppe Cirigliano, di soli trentanove anni, perse la vita durante una rapina ai danni della sua rivendita di tabacchi, ubicata nel rione Capolanza a Lauropoli, la Città di Cassano All’Ionio, con le sue massime espressioni istituzionali, con una cerimonia ufficiale e solenne, ha intitolato l’area di circolazione compresa tra via Paolino Chidichimo e via Paolo Borsellino, a Lauropoli, proprio alla memoria di Giuseppe Cirigliano, barbaramente ucciso il 25 febbraio del 1998. Il monumento, ideato dall’Assessore municipale all’Urbanistica, Paola Grosso, rappresenta una mano aperta, sotto la quale è scritta una celebre frase di speranza e lotta alla mafia, pronunciata da Paolo Borsellino: “Ci ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

La manifestazione pubblica, è stata promossa e organizzata dal Sindaco Gianni Papasso e dall’Amministrazione comunale della città delle Terme e delle Grotte. Subito dopo lo scoprimento della targa, presso l’auditorium “Toscano” della parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, è seguito un momento di riflessione sul tema: “Io sono libero! Il coraggio di vivere e morire per difendere la legalità”. Testimonianze forti e messaggi verso la legalità sono venuti dal Vescovo della Diocesi di Cassano All’Ionio, mons. Nunzio Galantino; dal Comandante della Guardia di Finanza di Sibari, capitano Antonio Taccardi; dal consigliere regionale Gianluca Gallo, dal vice prefetto di Cosenza, Vito Turco; dal legale della famiglia Cirigliano, l’avv. Franz Caruso; dal magistrato cassanese Gino Bloise e dall’assessore municipale alla cultura, Alessandra Oriolo. Un messaggio di speranza, nonostante il dramma vissuto in questi quindici anni, è venuta anche dalla vedova del povero Giuseppe Cirigliano, la sig.ra Carmela Rugiano, che con coraggio porta avanti la stessa attività del marito a Lauropoli.

“Bisogna fare in modo che queste cose non capitino più, ma per fare ciò occorre educare i giovani alla cultura ed alla legalità – ha affermato – bisogna rompere il muro di omertà che in quell’occasione vi è stato. Gli unici che mi hanno dato sostegno sono state le forze dell’ordine. L’illegalità si batte vedendo le forze dell’ordine non come i nostri antagonisti, ma i nostri alleati nella comune battaglia per una esistenza pacifica e serena”.

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“Abbiamo inteso realizzare quel piccolo monumento, ma grande nel valore, nell’area a ridosso la tabaccheria in cui fu ucciso Giuseppe, proprio per ricordare una persona onesta. Era giusto che la città ricordasse una persona perbene – ha ribadito il Sindaco – Vogliamo che il suo ricordo rimanga vivo, affinchè il suo sacrificio non venga dimenticato, ed anzi serva alla città tutta per mandare un messaggio di onestà, legalità   libertà. Questa iniziativa cade in un momento particolare per la città: nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una recrudescenza preoccupante dei fenomeni criminosi e mafiosi, che io ho prontamente denunciato e segnalato per sollecitare maggiore presenza delle forze dell’ordine, che pur, nelle loro difficoltà. svolgono a Cassano un lavoro encomiabile. Ma per arginare i fenomeni criminosi – ha ribadito il Sindaco Papasso – occorre maggiore presenza dello Stato. Anche noi facciamo la nostra parte, cercando di dare esempi positivi di buon governo e di lavoro al servizio dei cittadini, azionando meccanismi di sobrietà e trasparenza per cercare di costruire un futuro diverso per i nostri giovani. Proprio in quest’occasione – ha concluso il primo cittadino di Cassano All’Ionio – vorrei nuovamente invitare tutti, uomini di cultura, forze sociali, cittadini, politici, superiamo le divisioni e diamo un segnale forte per aiutare la nostra Cassano ad avere un futuro fatto di legalità e pace sociale”.

Per completezza di informazione ricordiamo che Giuseppe Cirigliano, era nato in Brasile, a Rio de Janeiro, il 23 agosto del 1958. Il 21 giugno 1987, aveva contratto matrimonio con Carmela Rugiano. Padre di tre figlie, di cui due gemelle di nove anni e una di appena diciotto mesi, all’epoca del tragico evento criminoso, venne ucciso nel corso di una rapina che fruttò agli autori un misero bottino di 665 mila lire, la sera del 25 febbraio 1998, mentre fuori dal locale si festeggiava il carnevale. Il delitto scosse l’opinione pubblica cassanese e numerose furono le iniziative antimafia messe in campo dalle istituzioni locali e sovra comunali, tra cui il Patto per la legalità contro la criminalità organizzata, sottoscritto in prefettura, dai sindaci della Sibaritide e del Pollino. Per l’omicidio di Giuseppe Cirigliano, venne arrestato a condannato R. P., che dopo avere espiato la pena comminategli attualmente è in regime di libertà.

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