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Lunedì, 29 Novembre 2021

Morano Calabro - L’assessore Rosanna Arnone abbandona il Partito della rifondazione comunista

A seguito della missiva pervenuta al protocollo del Comune martedì 6 novembre scorso, con la quale il segretario della locale sezione di Rifondazione comunista comunica al sindaco l’uscita dal gruppo di maggioranza e il conseguente abbandono della carica di assessore da parte di Rosanna Arnone, arriva a stretto giro la risposta della diretta interessata, che sconfessa letteralmente ogni affermazione contenuta nel documento.

Mediante una nota trasmessa al direttivo del Prc, spogliata di qualsiasi circonlocuzione equivoca, chiara e perentoria nel contenuto e nella forma, Arnone restituisce la tessera all’ormai ex suo partito e smentisce categoricamente ogni iniziativa anticipata dal segretario della compagine moranese di Ferrero, ribadendo la sua “convinta permanenza nell’esecutivo guidato da Francesco Di Leone”.

Nessuna frizione dunque, né problemi di sorta alcuna tra l’amministrazione dell’Olmo e il suo assessore alle Politiche del lavoro. Che scrive: “In seguito alla riunione del 04/11/12, considerando ormai insanabili le diverse posizioni che nella stessa sono ampiamente emerse, ritenendo la decisione che ne è scaturita un atto di mera sfiducia nella mia persona, con la presente rimetto la tessera del Prc.

Ribadisco che in questi tre anni e mezzo il mio operato ha avuto come principi basilari il bene per l’intera collettività e gli aspetti che hanno caratterizzato da sempre il mio modo di essere hanno avuto come elementi ispiratori gli ideali di sinistra. Preciso, inoltre, che il mio impegno politico continuerà al di fuori del Partito della rifondazione comunista in cui non rivedo più le mie posizioni.

Continuerò a svolgere, responsabilmente, il ruolo di consigliere e assessore all’interno della maggioranza, rammentandovi che la carica di assessore è il risultato dell’accordo preelettorale che prevedeva l’assegnazione in base ai consensi ottenuti nella lista dell’Olmo e non sulla scorta di rappresentanze dovute ai partiti che sostenevano la lista”.

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