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Domenica, 29 Novembre 2020

Morano Calabro - Querelati per diffusione di notizie false a mezzo web due utenti di un noto social network

Uno scritto diffamatorio, che ha generato stupore e incredulità tra gli amministratori locali a causa della sua infondatezza, è apparso in rete domenica 22 luglio scorso, postato da un cittadino di San Basile e commentato da un suo compaesano.

 

Il libello riferisce di un episodio che sarebbe occorso ad un gruppo di turisti stranieri nei giardini comunali di Viale Gaetano Scorza, nei pressi del chiostro di San Bernardino da Siena. I visitatori, si legge nel post, “entrando nella vasta e bella villa” si sarebbero trovati di fronte ad uno “stato d’incuria, di abbandono e di sporcizia”. I valorosi visitatori “dimostrando un grande senso civico e una grande sensibilità, dopo circa un’ora di lavoro” l’avrebbero “ripulita a dovere da cartacce, buste, cicche di sigaretta e da tante altre porcherie”. Non contento, il contestatore sanbasilese aggiunge con sarcasmo, che i turisti, “resisi conto che anche altre zone del più bel borgo d’Italia erano ridotte allo stesso modo, in maniera assai rumorosa” avrebbero “incominciato a contestare a fischi e buuuuu l’amministrazione della città e forse anche i suoi cittadini”.

 

Critiche ingiuste e del tutto infondate, per il sindaco Di Leone. Il quale per tutelare l’immagine dell’antico borgo del Pollino, pluridecorato e ampiamente apprezzato per le sue caratteristiche paesaggistiche e culturali, ha immediatamente riposto la vicenda nelle mani degli avvocati e avviato le procedure per una querela di parte contro gli autori del

pamphlet.

 

“Siamo sorpresi e offesi – afferma il primo cittadino moranese. La villa comunale non è abbandonata né lasciata in uno stato d’incuria. Non lo accettiamo! Semplicemente perché non corrisponde al vero. Del resto, tutti possono facilmente constatare le condizioni del sito e rendersi conto di quanto sia falso ciò che è stato riportato su internet. Il consenso per il nostro borgo e i nostri monumenti, poi, è palese e dimostrato dai tanti servizi fotografici che immortalano fauste ricorrenze e dalle numerose lusinghiere valutazioni che riceviamo dagli operatori del settore e dalla stampa. Siamo costretti, nostro malgrado, a procedere per via giudiziaria, al fine di difenderci da un attacco che riteniamo del tutto immotivato e per ristabilire la verità. Un messaggio distorto non può offuscare anni di impegno e attenzione per le nostre risorse. Crediamo oltremodo opportuno, prima di divulgare informazioni mediante la rete o altri mezzi, riflettere a fondo sulla valenza e le ricadute che talune affermazioni possono avere sulle persone e su di un’intera comunità impegnata da decenni a valorizzare l’immagine di un borgo d’eccellenza”.

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