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Mercoledì, 12 Agosto 2020

Cassano Ionio - Caritas e Diocesi impegnati per il reinserimento lavorativo di ex detenuti ed ex tossicodipendenti

Il reinserimento sociale? Passa attraverso il lavoro. Ne è convinta la Caritas diocesana di Cassano all’Jonio, che col suo direttore don Pierfrancesco Diego ha promosso diversi progetti volti all’inserimento lavorativo di ex detenuti ed ex carcerati, in ciò sostenuta dall’attivismo e dalla volontà del vescovo della Chiesa particolare cassanese, monsignor Nunzio Galantino.

Parlano le cifre e le storie dei progetti della speranza, tutti finanziati attraverso i fondi dell’8 per mille destinati alla diocesi ionica. Si comincia dalle borse lavoro: di durata pari a 3 mesi, sono in tutto 5: due per ex tossicodipendenti, 3 per giovani usciti dal carcere. Quattro di loro si occupano della cura dei giardini dell’Episcopio e della Via Crucis realizzata al santuario della Madonna della Catena, il quinto assicura la pulizia dei locali e degli uffici diocesani. «Lavorano 24 ore a settimana, dal lunedì al venerdì», commenta don Diego, «ma più che altro ciò che importa è il sorriso tornato a risplendere sul loro volto: è questa la moneta che più d’ogni altra ci ripaga d’ogni sforzo e ci fa comprendere quanto importante sia insistere su questa strada e fare sempre di più e meglio nell’ottica della carità, che non deve essere soltanto aiuto, ma soprattutto accompagnamento e amore fraterno».

In quest’ottica si inquadrano pure l’attivazione di un laboratorio di ceramica, allestito d’intesa tra la Caritas, la parrocchia dei Sacri Cuori di Lauropoli e la comunità terapeutica “Saman”, affidato ad un maestro d’arte, e le attività lavorative promosse in collaborazione con la direzione della casa circondariale di Castrovillari: con le risorse economiche messe a disposizione dalla Diocesi, è stato infatti ampliato il numero dei detenuti che, di volta in volta, saranno avviati al lavoro già durante la detenzione carceraria. Nello specifico, rispettando un criterio di rotazione, per un mese 40 detenuti potranno dedicarsi al lavoro, percependo anche il relativo salario, nella prospettiva di un loro pronto reinserimento una volta scontata la pena loro assegnata. «L’uomo, ogni uomo, è una persona da amare, valorizzare e responsabilizzare, qualunque sia la sua condizione, qualunque sia il suo stato», commenta il Pastore della Chiesa cassanese, monsignor Nunzio Galantino. «Per questo massimo sarà il nostro impegno in direzione del reinserimento lavorativo di ex detenuti o giovani alle prese coi problemi della tossicodipendenza. In particolare, con la Caritas, ed attraverso i fondi dell’8 per mille, siamo impegnati a sostenere e moltiplicare progetti di accompagnamento al lavoro perché crediamo che questa, come del resto Cristo ha dimostrato, sia l’unica via per ricostruire identità spezzate e riallacciare canali di comunicazione tra la comunità ed i tanti che ne sono ai margini».

«Il contesto culturale contemporaneo, il panorama mediatico, offrono ai giovani strade che non hanno quasi mai al loro centro Cristo. Eppure, in questo mondo che pare schiudere la via ad una libertà senza limiti né appartenenze, forte è la censura sulle grandi domande sul senso della vita. Quelle sulle quali le giovani generazioni sono invece chiamate ad interrogarsi ed a dare risposta».

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