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Giovedì, 19 Luglio 2018

La bellissima Sala Tuke di Palazzo San Bernardino, a Rossano, sabato 5 maggio, ha ospitato, grazie alla collaborazione del Comune, la scrittrice Elisabetta Sala autrice dei saggi L’ira del re è morte (Ares, 2008); Elisabetta la sanguinaria (Ares, 2010); L’enigma di Shakespeare (Ares, 2011).

La Sala ha presentato la sua ultima fatica letteraria, il bellissimo romanzo L’esecuzione della giustizia (D’Ettoris Editori), ed è stata ospitata grazie alla collaborazione della dott.ssa Benedetta De Vita, e del Comune di Rossano, con la Biblioteca comunale di Rossano e la sua direttrice Patrizia Corrado.

L’evento è stato organizzato dalla Fondazione D’Ettoris. Le collaboratrici di Rossano hanno infatti accolto la scrittrice insieme alla dott.ssa D’Ettoris, direttrice della biblioteca Pier Giorgio Frassati. Hanno preso parte all’evento anche le classi del liceo linguistico di Rossano.

Elisabetta Sala, cultrice del periodo storico dell’Inghilterra Elisabettiana, ha presentato il suo libro mettendo in luce particolarmente i fedeli riferimenti storici del romanzo.

I ragazzi del liceo hanno potuto osservare bene i riferimenti contestuali anche grazie alla proiezione di alcune slide. La scrittrice non ha parlato solo del suo romanzo, ma proprio per i ragazzi ha proiettato alcune stampe, per illustrare come la storia che conosciamo attraverso i manuali non sia mai esclusiva.

Esiste una storia alternativa, silenziosa, che non è quella dei vinti, ma è quella che attinge direttamente alle fonti e alle testimonianze.

Riguardo all’Inghilterra di Elisabetta I per esempio, siamo tutti abituati alla lettura positiva che ne danno i manuali di storia, eppure la figura di questa regina non può essere presentata come immagine esclusivamente positiva. L’immagine della regina Elisabetta è anche quella di una donna dura, intransigente, che ha condotto l’Inghilterra dalla fedeltà alla Chiesa di Roma verso l’epoca del Protestantesimo non senza evitare contrasti e violenze. L’Età elisabettiana è anche un periodo di persecuzioni e di torture, per tutti quei cattolici che non si sottomettevano alla volontà della corona britannica.

È stata illustrata anche una stampa, che ritraeva lo scontro con l’Invincibile Armada, dove risulta caratteristica la raffigurazione della tempesta, intesa come simbolo della benevolenza di Dio a favore dell’Inghilterra. Dunque la storia, attraverso i manuali scritti dai vincitori, può divenire immaginario comune come anche stereotipo.

Un’appassionata di storia come Elisabetta Sala ci tiene a sottolineare che, al contrario di quanto comunemente s’intende, per tutte le vicende storiche esiste il lato nascosto della medaglia.

L’autrice è un’esperta di storia e di letteratura inglese, ha condotto opere di ricerca e ha scritto dei saggi storici. Ha scelto poi di passare al romanzo per vivere, e regalare ai lettori, un’esperienza completa e totalizzante. Nel suo romanzo “L’esecuzione della giustizia” emerge questo interesse per la storia in sé.

La vicenda trae origine dal 5 novembre 1605, quando fu sventato a Londra l’attacco al Parlamento inglese, noto come Congiura delle polveri.

La congiura viene presentata come uno dei primi attacchi terroristici dell’era moderna.

Il protagonista, Jack, è un adolescente, figlio di un uomo condannato a morte perché accusato di aver preso parte alla congiura. Il libro può essere letto, oltre che come un romanzo storico, anche come un romanzo di formazione, per il percorso di crescita che Jack dovrà affrontare, da solo, lontano dal suo passato e dalla sua famiglia.

Emerge poi l’emblematica figura di William Shakespere, che mette in luce gli artefatti e gli inganni del teatro, come del resto anche quelli della storia.

Shakespeare è una figura che rimane ambigua, ancora ai nostri giorni. Lo conosciamo come il poeta della corona, che scrive il Macbeth, la tragedia scozzese, per condannare la congiura delle polveri, ma che scrive anche il dramma di Amleto. Proprio di quell’Amleto che sembra tanto un moderno Orlando, il tormentato paladino cristiano dell’opera di Ariosto; e in questa stessa opera il drammaturgo sembra collocare il padre di Amleto nel Purgatorio, secondo una visione che non è certamente legata al Protestantesimo.

E così come Shakespeare anche la storia ha i suoi segreti.

Di bene in meglio. Vola sempre più in alto l’Istituto di istruzione superiore Itas - Itc di Rossano. Un’ultima azione, in ordine di tempo, riguarda un’esperienza realizzata a Roma. Stavolta gli alunni della scuola guidata dal dirigente scolastico Anna Maria Di Cianni, hanno effettuato un’attività formativa di grande valenza. I giovani allievi, infatti, nei giorni scorsi hanno attuato un percorso di alternanza scuola - lavoro presso varie strutture della Camera dei Deputati. Un compito impegnativo che ha consentito agli studenti della scuola rossanese un concreto arricchimento formativo. Essi, infatti, per alcuni giorni hanno lasciato i banchi di scuola per prendere posto tra i banchi istituzionali e occupare le poltrone dei parlamentari.

Ben 155 studenti delle classi quarte e quinte di tutti gli indirizzi dell’Itas – Itc di Rossano si sono recati a Roma.

Gli alunni hanno svolto un percorso di alternanza scuola – lavoro. Sono stati protagonisti nelle sale delle massime istituzioni. Hanno simulato il lavoro degli europarlamentari e, come ogni buon parlamentare, in giacca e cravatta, nella capitale, gli studenti ionici hanno letteralmente vestito i panni degli europarlamentari e hanno lavorato in varie Commissioni politiche per la stesura di una proposta di legge sui diritti degli immigrati. Hanno votato i relativi emendamenti e l’approvazione della stessa utilizzando anche la lingua inglese. Gli studenti, preparati in fase propedeutica, nel corso dei mesi, dai propri docenti, ora sono stati guidati da un team preposto. Inoltre, hanno avuto l’opportunità lavorare in commissioni politiche formate da studenti provenienti da varie scuole d’Italia. La possibilità, quindi, di confrontarsi con i propri coetanei di altre realtà territoriali.

Il lavoro è stato svolto nella Sala dei Mosaici della Commissione Europea – Rappresentanza in Italia-; nella Biblioteca della Camera dei Deputati; nella Protomoteca del Campidoglio e nell’Aula Magna dell’Istituto Eastman per concludersi con l’approvazione della proposta di legge nell’Auletta dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati alla presenza di vari deputati. Gli studenti hanno dato prova di maturità, responsabilità e interesse, partecipando con entusiasmo e non senza qualche difficoltà, ai lavori delle quattro giornate. Grande è stata la soddisfazione e l’emozione quando alcuni di loro sono stati premiati con una menzione speciale e altri per l’impegno profuso. Agli studenti Giacomo Basso – V B SIA-, Mattia Rizzuto –V C Afm- ed Alessia Smurra –V A AFM- è stata riconosciuta una menzione speciale; gli studenti Alessandra Caravia – V B Afm-, Giuseppe Pignataro – V C Afm- e Vincenzo Arcidiacono – V A Sia- hanno ricevuto un encomio per l’impegno profuso durante tutti i lavori di commissione. Ancora una volta, l’Iis Itas Itc di Rossano, guidato dalla dirigente Di Cianni, si conferma una scuola che dà ai propri studenti opportunità reali di crescita e di acquisizione di competenze spendibili e richieste dal mondo del lavoro. Una scuola che orienta e che ha fatto anche dell’alternanza scuola - lavoro un proprio fiore all’occhiello.

Anche quest'anno il "Kilimangiaro come consuetudine ha attraversato per tutta la stagione in lungo e largo la nostra penisola in cerca dei borghi più affascinanti e caratteristici d'Italia.

Il borgo vincitore è stato annunciato la domenica di Pasqua nel corso di una prima serata su Rai 3 condotta da Camila Raznovich, durante la quale sono stati presentati i venti borghi partecipanti, uno per ogni regione italiana.  In gara anche Altomonte CS, che pur non aggiudicandosi il  titolo di Borgo dei Borghi, che è stato assegnato a Gradara nelle Marche, si è posizionato all’undicesimo posto.

Il borgo vincitore è stato decretato dalla somma dei voti espressi on line dal pubblico sul sito web del Kilimangiaro e da una giuria di esperti, composta dalla chef stellata Cristina Bowermann, dallo storico dell’arte Philippe Daverio e dal geologo Mario Tozzi.

L'elenco completo degli ammessi alla finale del Borgo dei Borghi 2018:  Pescocostanzo (Abruzzo),   Tursi  (Basilicata),   Altomonte (Calabria), Furore (Campania),   Bobbio (Emilia Romagna),    Sesto al Réghena (Friuli Venezia Giulia ),   Sermoneta (Lazio),   Noli (Liguria),  Monte Isola (Lombardia),  - Gradara (Marche), Bagnoli del Trigno (Molise), Barolo (Piemonte), Rodi Garganico (Puglia), Stintino (Sardegna), Castroreale (Sicilia), Chiusdino (Toscana), Vigo di Fassa (Trentino Alto Adige), Bevagna (Umbria),  Arnad (Valle D’Aosta), San Giorgio di Valpolicella (Veneto).

L’Assessore al Turismo e Cultura  Avv. Lina Fittipaldi ha sottolineato l’importanza della trasmissione che ha  premiato anche quest'anno il programma,  visto da oltre un milione e mezzo di persone, dando una grande visibilità  ai borghi partecipanti.  L’assessore ringrazi  il pubblico e i cittadini calabresi che hanno votato il borgo di Altomonte, complimentandosi con il comune di  Gradara che ha vinto la competizione,  che celebra la bellezza dei piccoli centri del nostro

Le comunità di San Marco Argentano e dei paesi limitrofi in cui ricade l’intervento sanitario offerto dall’attuale Casa della Salute, per moltissimi anni Ospedale di riferimento del territorio ma ormai declassato e riconvertito a tale diversa funzione, reclamano un forte miglioramento nell’erogazione dei servizi e nella presenza di altro personale medico e di strutture e attrezzature necessarie a fornire ai cittadini un livello adeguato di assistenza sanitaria.

A tal proposito, Antonio De Caprio, coordinatore provinciale di Forza Italia per Cosenza, e Luca Belmonte, coordinatore cittadino di San Marco Argentano del partito del presidente Berlusconi, hanno incontrato il direttore generale dell’ASP di Cosenza, Raffaele Mauro, per verificare lo stato dell’arte e tutte le azioni possibili in vista della paventata sostituzione del laboratori di analisi in punto di prelievo, ma soprattutto per promuovere un acceleramento dei tempi amministrativi al fine di consentire una prossima installazione della TAC.

Il risultato dell’incontro è andato ben oltre la cordialità istituzionale, vista l’ampia disponibilità garantita dai vertici manageriali dell’ASP nei confronti delle istanze avanzate dai due rappresentanti di Forza Italia e rispetto a quanto sollecitato dalle popolazioni locali, soprattutto rispetto alla conoscenza dei servizi che saranno potenziati e di quelli che saranno realmente attivati ex novo nella struttura sanitaria.

Teniamo al benessere psico-fisico di tutti i cittadini di questo territorio, che non devono essere pazienti se non soltanto nel momento in cui necessitano realmente di cure - ha dichiarato il coordinatore provinciale De Caprio - e non certamente per l’esercizio di infinita pazienza che si richiede loro a seguito di un continuo e logorante depauperamento di strutture e risorse umane valide per la qualità della vita e per la tutela della salute. Abbiamo ricevuto assicurazioni circa un pronto intervento di riqualificazione della Casa della Salute, ma noi vigileremo affinché alle parole seguano presto i fatti”.

Una politica del fare quella di Forza Italia che non può essere certamente rinviata o delegata all’ascolto di semplici proclami, mentre le popolazioni di un territorio vasto come quello della valle dell’Esaro attendono da anni di essere rispettati e serviti parimenti a quelli di altre regioni d’Italia.

Sentiamo dire continuamente che la salute è un bene comune, che non ha colore politico o che può rifarsi a un’appartenenza di classe, ma non vediamo seguire i fatti alle parole che si usano - il commento del coordinatore cittadino azzurro Luca Belmonte -. Non possiamo che dare fiducia alle parole pronunciate dal direttore generale dell’ASP di Cosenza, ma non vogliamo neanche dare l’idea di essere disposti ad attendere ancora altro tempo prima di vedere questo territorio considerato e trattato per come merita. Noi saremo sempre accanto alle istituzioni, ma saremo soprattutto al fianco dei cittadini di questo territorio, da troppo tempo illusi e da troppo tempo vittime di vere e proprie disuguaglianze nell’offerta di prestazioni sanitarie”.

Si paventa che presto, proprio a San Marco Argentano, si potrebbe promuovere un dibattito pubblico e far partire una serie di azioni di sensibilizzazione con la partecipazione di molti soggetti pubblici e privati interessati realmente alla tutela della salute pubblica, affinché la politica e i manager da essa nominati non si distraggano ancora rispetto a temi di priorità ed emergenze, che necessitano di un’adeguata ed efficiente risposta attraverso i servizi sanitari dislocati sul territorio.

Sarebbe auspicabile, ad esempio, un modello basato sulla reciprocità  tra cittadino e servizi, in cui si attivi una gestione comune e sociale tra le parti con percorsi assistenziali integrati tra territorio e struttura sanitaria, dando ai cittadini poteri di valutazione, azione e scelta delle priorità.

 


Venerdì 6 Aprile a Cosenza, nel Salone degli Stemmi di Piazza Parrasio, organizzato dalla Fondazione “il Cuore in una Goccia Onlus”, da Alleanza Cattolica e dalle Acli, si terrà un incontro dal titolo "La tutela della vita, dai diritti dell'embrione al testamento biologico" I lavori che inizieranno alle 16, ed a cui presenzierà mons. Francesco Nolè, Arcivescovo Metropolita di Cosenza–Bisignano, saranno incentrati sulla trattazione, dal punto di vista scientifico e giuridico, dei delicati problemi che ruotano attorno al valore della vita, dal concepimento alla morte naturale. Di stringente attualità il dibattito sull'autodeterminazione nel fine vita, anche alla luce della recente approvazione della Legge 219/2017, “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”.

Dopo i saluti di Vittorio Gallucci, presidente dell’Ordine degli Avvocati e Gregorio Crudo, membro della delegazione nazionale dei giovani delle ACLI, coordinati da Giovanni Gigliotti, esponente di Alleanza Cattolica, interverranno il prof. Giuseppe Noia, direttore dell’Hospice Perinatale–Centro Cure Palliative Prenatali “Santa Madre Teresa di Calcutta” del Policlinico Gemelli di Roma e presidente della Fondazione promotrice, Domenico Airoma, magistrato e vicepresidente del Centro Studi “Rosario Livatino”, Giancarlo Cerrelli, consigliere centrale “Unione Giuristi Cattolici Italiani” e Gennaro Cera, docente di Bioetica all’Università di Foggia e dirigente medico nella “Casa Sollievo della Sofferenza” di s. Giovanni Rotondo. 

La partecipazione al convegno darà diritto a 3 Crediti Formativi per gli iscritti all’Ordine degli Avvocati. Il convegno è patrocinato dalla Città di Cosenza, dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati e dall’Ordine dei Medici di Cosenza, dal Policlinico “A. Gemelli” di Roma e dall’AIGOC Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici.

 

 

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