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La solidarietà dell'arcivescovo al prefetto

«E’ l’ennesimo episodio di barbarie ed inciviltà. Chi in Calabria rappresenta le varie articolazioni dello Stato deve essere sostenuto perché possa svolgere fino in fondo e senza timori il proprio mandato».

È quanto afferma l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, in relazione all’atto intimidatorio subito dal Prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci. «La lettera minatoria con tanto di cartucce recapitata al Prefetto - commenta il Presule catanzarese – è atto che va condannato senza esitazioni né incertezze. Quanto accaduto ripropone drammaticamente la necessità di un’inversione di rotta da un punto di vista culturale oltre che istituzionale e politico, per sconfiggere chi pensa di poter piegare a logiche diverse da quelle della trasparenza e della buona amministrazione le scelte riguardanti il presente ed il futuro dei territori calabresi».

Conclude Monsignor Bertolone: «La Chiesa particolare che è in Catanzaro-Squillace auspica uno scatto d’orgoglio ed un’azione sinergica che portino a voltare pagina, col contributo convinto di tutte le istituzioni e forze politiche e sociali, ed a profondere un impegno sempre maggiore in vista della realizzazione del bene comune. Determinante in questo è finora stato, e deve continuare ad essere, l’encomiabile lavoro svolto dalla Prefettura: l’augurio sincero è che al Prefetto ed ai tanti, troppi che purtroppo come lui sono rimasti vittima di intimidazioni, sia garantita la possibilità di svolgere serenamente il proprio dovere istituzionale, specie in una terra, quale la Calabria, che di riferimenti istituzionali limpidi ed esemplari avverte il bisogno costante».

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