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Giovedì, 02 Luglio 2020

Pugliano: “Lo sviluppo della Calabria passa dal mare”

“Lo sviluppo della Calabria passa dal mare, uno dei beni più preziosi che la nostra regione possiede”. Questo è quanto ha affermato - informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta - l’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pugliano, nel corso del suo intervento durante la seduta del Consiglio Regionale dedicata al tema dell’ambiente, della depurazione e della difesa del mare.
“C’è bisogno di una stagione di concertazione istituzionale, un vero e proprio patto tra i calabresi per promuovere - ha dichiarato Pugliano - una nuova cultura e coscienza ambientalista. Occorre imprimere un’inversione di tendenza nel settore e il Presidente Scopelliti ha fortemente voluto un coinvolgimento dei sindaci della Calabria per una condivisione degli obiettivi ed una responsabilizzazione maggiore a tutti i livelli per colmare il ritardo nel settore ambientale. Oltre, al “disordine” normativo che ha impedito finora una programmazione ordinaria degli interventi, dobbiamo affrontare criticità significative come quelle infrastrutturali, gestionali e culturali. Dal 2008, infatti, gli interventi non hanno avuto una bussola, mentre la nostra amministrazione dal 2010 ha iniziato a perseguire un progetto di pianificazione ascoltando il territorio, le segnalazioni che giungono dalle periferie e in particolare dagli ambiti territoriali ottimali”.

“Il Cipe delibererà oltre 217 milioni di euro - ha comunicato l’assessore Pugliano - per coprire le infrazioni comunitarie di cui sono responsabili 82 Comuni calabresi. Cifra alla quale si aggiungerà un ulteriore impegno di spesa di 42 milioni di euro da destinare alla bonifica dei 42 siti inquinati. Poiché abbiamo la percezione che questa procedura non sia seguita da molte parti in maniera efficace”.

L’assessore all’Ambiente ha, inoltre, evidenziato “'il problema dello smaltimento dei fanghi. La Comunità europea ci ha chiesto dei dati in merito, e i Comuni, dopo nostre reiterate richieste, dopo due anni, per il 50% ancora non hanno dato risposta. Questo ci induce a pensare che non siano state adottate le corrette procedure di smaltimento e per tale motivo abbiamo impiantato in collaborazione con la guardia costiera e l'Arpacal una task force per individuare e verificare le anomalie segnalate”.

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