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Giovedì, 21 Ottobre 2021

La vicenda del sistema allevatori della Calabria, Coldiretti scrive a Scopelliti

E’ mai possibile che l’agricoltura che è il fulcro dell’economia della Calabria e che assicura beni primari di qualità, scrigni di autentici “beni pubblici”, che rispondono alle pressanti regole della sicurezza alimentare in termini di sanità pubblica e di risposta alla maggiore richiesta di alimenti assicurando nel contempo una essenziale azione di difesa ambientale e garantendo altresì stabilità occupazionale alle famiglie e ai lavoratori anche immigrati debba continuare a scontare i ritardi e le strozzature di un sistema amministrativo regionale impiega ben 32 passaggi burocratici che Coldiretti Calabria ha tracciato che dimostrano la complessità ed i tempi che intercorrono dall’impegno di spesa alla effettiva liquidazione dei contributi regionali. Questo è l’inizio di una articolata lettera, che il presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro ha scritto Presidente della Giunta Regionale Giuseppe Scopelliti. Molto spesso –prosegue nella missiva - le conseguenti potenzialità le disperdiamo perché non accompagnate adeguatamente con le dovute politiche. Pur se in questi due anni, l’agricoltura è stata pesantemente colpita dalla grave crisi – si legge - con una percepibile mancanza di reddito, le imprese agricole non sono scappate da luoghi e responsabilità, ma sono rimaste “nei campi e nelle stalle” , reagendo in modo convinto e “stringendo la cinghia” hanno continuato a spendere risorse proprie ed energie con investimenti in grado di garantire la crescita e lavorando con sacrificio hanno tenuto fede agli impegni pubblici assunti: insomma , non hanno delocalizzato la produzione. A gran voce Molinaro chiede al Governatore “che a questi sforzi, occorre garantire una giusta e competente attenzione dando garanzia di strumenti e procedure contabili-economiche essenziali ed indispensabili. Non usa giri di parole Molinaro: non è più rinviabile attardarsi in prassi amministrative che non vanno nella direzione della reale semplificazione: le distorsioni presenti sono tangibili ed aggravano la situazione. Quando diciamo della necessità di Politiche di accompagnamento, che sono alla nostra portata, ci riferiamo alla necessità di velocizzare le liquidazioni spettanti alle imprese, riducendo, beninteso nella trasparenza, l’eccesso di burocrazia che penalizza imprese e la stessa pubblica amministrazione, che affronta costi che sono ormai antistorici. Appellandosi al suo essere stato sindaco Molinaro fa presente che a questo eccesso di burocrazia, si aggiungono i vincoli derivanti dal Patto di Stabilità e di gestione dei fondi perenti, con la conseguenza di ritardi nei pagamenti, nonostante i soldi in cassa, e non per spese imprudenti: un meccanismo infernale che arreca gravi danni al sistema delle imprese. Di rinvio in rinvio poi si giunge a fine anno e i decreti di liquidazione proposti non vengono liquidati per il superamento dei limiti della spesa. Esempio emblematico di tutto questo è quanto sta accadendo nel settore zootecnico, ovvero, al sistema allevatoriale della Calabria (Associazione Regionale Allevatori e Organizzazioni di Prodotto). Questo patrimonio organizzato degli allevatori calabresi, è impegnato ad attuare un programma di assistenza pluriennale agli allevatori e di valorizzazione dei prodotti, approvato dal nostro Consiglio Regionale. Pur a fronte di impegni presi e di servizi resi, le distorsioni, sopra evidenziate, non permettono il recupero delle risorse necessarie alla copertura finanziaria del triennio 2010-2012; il rischio concreto è di disperdere tutta la progettualità di riorganizzazione nazionale del sistema, attuata in Calabria e voluta dalla Conferenza Stato- Regioni. Si perdono altresì anche gli effetti della valorizzazione delle produzioni zootecniche, di cui adiamo fieri, e per tutti l’utilizzo del circuito nazionale Italia Alleva, che assicura una proiezione commerciale di larga scala. L’Assessore Trematerra, ha già individuato i capitoli di bilancio per garantire le risorse per il 2010 e 2011 recuperando economie per far fronte saldo delle attività realizzate e rendicontate, questo serve in prima battuta per evitare il collasso del sistema allevatoriale e conseguenti rischi di rivalsa anche verso la Regione, oltre a rigurgiti preoccupanti sull’occupazione diretta del sistema e indiretta. Di fronte a tale situazione chiede uno straordinario impegno per affrontare queste esigenze indispensabili e   garantire la definizione e l’assegnazione delle risorse necessarie per l’annualità 2012 apportando le conseguenti variazioni al bilancio. Sarebbe utile ripristinare l’assegnazione della parte delle risorse finanziarie già trasferite alla Regione in attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59 e s.m.i., al Dipartimento Agricoltura per le attività derivanti l’esercizio delle funzioni conferite/delegate. Auspichiamo che insieme agli Assessori Trematerra e Mancini si possano definire con l’urgenza che il caso richiede, parte delle risorse spettanti al settore agricolo trasferite dal Ministero dell’Economia sulle funzioni delegate, rendendole disponibili nei diversi capitoli del bilancio dell’agricoltura, evitando l’utilizzo in altri settori, per poi procedere con celerità alla definizione degli atti per il successivo impegno e la relativa liquidazione. Determinante e fondamentale è il ruolo del Governatore che vincendo la sfida della modernizzazione, può apportare modifiche per correggere le evidenti strozzature e i difetti del nostro sistema rivedendo la macchina organizzativa che fa capo al Dipartimento della Giunta Regionale per andare sulla strada della reale sburocratizzazione.

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