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Domenica, 05 Luglio 2020

Evento FSE 2011. L’importanza per la Calabria del Progetto “Unioni di Comuni”

Si è conclusa positivamente la giornata evento FSE 2011 organizzata dalla Regione Calabria, a dispetto delle inclementi condizioni atmosferiche che hanno interessato la Calabria nelle ultime ore.

A margine della sezione dedicata agli Enti Locali, che ha visto la Fondazione Field  protagonista con il tema sulle “Unioni di Comuni” inserito come progetto virtuoso e prioritario nell’azione regionale, il Presidente Mimmo Barile ha innanzi tutto sottolineato «la lungimiranza della Regione Calabria sul tema del riordino istituzionale dei Comuni polvere, anticipando l’attuale contesto normativo resosi necessario ed ineludibile soprattutto alla luce della pesante crisi economica che ha investito il Paese».

Per il Presidente Barile, «le condizioni in cui versano i conti pubblici imponevano ed impongono una rapida e drastica riduzione della spesa pubblica, che può essere realizzata solo attraverso un serio e deciso riordino istituzionale propedeutico per l’attuazione del federalismo fiscale e per l’equilibrio di costi e benefici nell’erogazione dei servizi pubblici locali.

L’art. 23 della “Manovra Salva Italia” si è del resto presentato quale corollario coerente di un disegno di architettura istituzionale efficiente e moderna. La dirompenza del comma 11, relativo al riordino delle Province, è di quelle emblematiche: svuotate di poteri, funzioni e rappresentanza, alle Province restano esclusivamente le funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni. Di conseguenza, il riferimento territoriale locale rappresentato dai Comuni va necessariamente organizzato attraverso le Unioni per la gestione dei servizi fondamentali, non solo nell’ottica dell’economicità ma anche e soprattutto di una migliore qualità della vita dei cittadini. Ciò è ancora più importante e decisivo per lo sviluppo del territorio calabrese, in cui la rilevanza dei cosiddetti “comuni polvere”  e la loro inadeguatezza dimensionale ed organizzativa rappresenta uno dei principali rischi di dispersione delle risorse all’interno del sistema delle autonomie locali. È una sfida di democrazia e di civiltà, in direzione della garanzia dei diritti di cittadinanza a tutti i cittadini calabresi».

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