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Sabato, 16 Ottobre 2021

Coldiretti: Legalità pre-condizione dello sviluppo

“Legalita’ strumenti di sviluppo della filiera agroalimentare e tutela del consumatore”.Un tema impegnativo ma essenziale per le imprese agricole e per i cittadini, ha aperto la parte pomeridiana del settimo Forum Coldiretti calabria in corso a Campora San Giovanni di Amantea (CS). Il sostituto procuratore della Procura Generale della Repubblica di Napoli Donato Ceglie autore di un libro sulle Agromafie e impegnato in questo settore con indagini che hanno fatto luce su gravi irregolarità e contraffazione non le ha mandate certamente a dire. “Esiste ha affermato un accordo tra mafia, camorra e n’drangheta per spartirsi affari a danno dei cittadini e del territorio. Per oltre 40 anni, ha denunciato, il Nord ha riempito di rifiuti il Sud, un elemento sistemico – ha aggiunto il magistrato – sistemico alle gestioni aziendali”. Gli eco mafiosi di turno, hanno distrutto il territorio, con costi gravissimi, aggressioni all’ambiente e alla salute dei cittadini in questi casi è stato rilevato impennate di malattie tumorali fino al 400%. Ha denunciato altresì un abusivismo che è la parte terminale del ciclo illecito, con cave abusive, sfruttamento della manodopera. Ma un richiamo forte lo ha fatto richiamando la responsabilità di tutti con lo stile della coldiretti, e non solo affidarsi alla azione della magistratura e delle forze dell’ordine, che sono comunque sempre a fianco dei cittadini. Il Comandate NAF del CFS col. Giuseppe Vadalà ha illustrato le azioni poste in essere testimoniando che laddove la filiera è lunga ci sono spazi per l’illegalità e davanti allo scaffale, manca la libertà di scelta. La mancanza della legalità rende la vita difficile perché manca la libertà di scelta. L’avv. Stefano Masini, capo area ambiente e territorio della Coldiretti Nazionale, ha affermato che se l’economia della Calabria vuole crescere, deve diventare attraente ed essere attraente significa rispettare la legge, perchè la mafia è incultura. Ha denunciato la metastasi imprenditoriale della contraffazione citando dati di mezzene, prosciutti, carne in genere ed altro che arriva in Calabria in tutte le province che confermano la stima di un milione di euro di contraffazione a danno delle produzioni calabresi. Il presidente della Commissione Regionale sulla Criminalità Organizzata on. Salvatore Magarò, richiamandosi alla ispirazione ai valori della Chiesa, ha rivendicato l’impegno della commissione sul fronte non solo della denuncia ma anche delle azioni concrete poste in essere “l’impegno deve essere continuo per estirpare la gramigna e mettere da parte le mele marce”. Magarò, ha proposto alla coldiretti di gestire un bene confiscato alla mafia che come poi ha precisato il magistrato Ceglie “può diventare la casa della legalità contro le agromafie”.

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