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Coldiretti: confermare il confezionamento in campo cipolla di Tropea

Stiano calmi gli alfieri del protezionismo a senso unico agitare, lo spauracchio della sicurezza alimentare per cercare di impedire il confezionamento in campo della Cipolla Rossa di Tropea IGP, sostenuto da coldiretti Calabria appare fuori luogo e a dire poco ingenera sospetti. Il presidente della Coldiretti Calabria Pietro Molinaro, non usa giri di parole e va dritto al cuore del problema, anche perché Coldiretti della sicurezza alimentare e dell’alleanza sociale ed economica con il cittadino-consumatore ne ha fatto una bandiera. Partiamo dai dati. Ad oggi sono 13 i produttori agricoli che confezionano il prodotto in campo per ottomilacinquecento quintali di prodotto certificato, altri 18mila quintali di prodotto li conferiscono ai soli confezionatori. I produttori agricoli di cipolle di Tropea IGP “di qualità e coltivata come si deve” –precisa Molinaro – hanno continue visite ispettive da parte dell’organismo di controllo. La rinomata IGP i produttori agricoli la vendono direttamente ai cittadini a circa 0,80 cent. di €uro Kg, i confezionatori la comprano dagli agricoltori mediamente a 0,35cent. di €uro kg. e poi la rivendono ai mercati generali ed alla GdO a circa 1,10 €uro kg, il consumatore in ultimo, la compra, sugli scaffali a circa 2 €uro al Kg. Quasi sette volte in più del prezzo pagato ai produttori. Quindi vi è un evidente interesse a mantenere la filiera lunga ma a vantaggio di chi? Certamente non dei produttori che hanno da sempre un diritto storico a confezionare in campo la cipolla, come accade anche per altre tipologie di prodotti in Italia, mettendoci direttamente la faccia e il lavoro, ma nemmeno dei consumatori. Un altro dato chiarisce i delicati confini e gli interessi che qualcuno tenta di proteggere. In Calabria si producono 200mila quintali di Cipolla di Tropea IGP certificata, sul mercato se ne trovano 800mila quintali, ci viene difficile pensare –sottolinea Molinaro- che siano gli agricoltori a mettere in commercio cipolla contraffatta. Forse sarebbe auspicabile qualche controllo in più, da parte degli organi deputati, a chi commercializza la gran parte di cipolla. Senza agricoltori –chiosa Molinaro –non vi è futuro per la cipolla di Tropea. Con i loro sacrifici si tiene viva l’attività anche turistica di un intero territorio che da questo prodotto trae una forte identità. Certamente non vogliamo alimentare –continua Molinaro –nessuna guerra santa con i meri confezionatori, ma non si può pensare di bloccare un paese,una regione e tante imprese che stanno investendo nella vendita diretta nelle varie tipologie, con un indubbio vantaggio per i cittadini. Nel corso del 2010 ben 8,3 milioni – oltre 200mila nella sola Calabria -di italiani hanno fatto acquisti nei mercati degli agricoltori e nei punti vendita. Con la crisi, l’affermazione degli acquisti diretti dagli agricoltori è il frutto della ricerca della combinazione ottimale tra qualità, sicurezza e prezzo, ma anche della crescente percezione della responsabilità sociale ed ambientale che ha ogni atto di acquisto. Nei mercati degli agricoltori e nei punti vendita si trovano prodotti locali del territorio che non devono affrontare lunghi trasporti con mezzi inquinanti, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo. Con queste precisazioni la coldiretti ribadisce la richiesta di confermare il confezionamento in campo, il Ministero che ha dato la disponibilità, la Regione Calabria e gli altri enti –conclude Molinaro - facciano presto il proprio dovere, per garantire pari opportunità a tutti.

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