Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 04 Dicembre 2021

Pentone - Il prete che ha sfidato la 'Ndrangheta

Un prete, un uomo. La paura: sua compagna. Agire fino in fondo: viatico e atto spontaneo. Agire con gli altri: irrinunciabile. La parola “insieme”, i verbi declinati al plurale, cadenzano le sue analisi e le sue storie. Quasi che a una ‘ndrangheta ramificata non si possa rispondere se non con una rete. Di persone e di progetti. E’ Don Giacomo Panizza, ospitato a Pentone dal Comitato civico “L’Arco”. Il prete, in dialogo con Vincenzo Marino, uno dei membri del comitato, per la Calabria ha tratteggiato un futuro che è già presente. Per dirla con l’elenco da lui letto a “Vieni via con me”: i giovani che si “sbattono” coi partiti politici e le donne «attente e appassionate», le «madri che supplicano i boss» per sapere dove hanno seppellito i loro figli e «quelli che in tribunale si ricordano facce e nomi di chi ha chiesto loro il pizzo». Anche questo è Sud.

L’incontro con Don Giacomo, tra le iniziative del comitato civico “L’Arco”, «inaugura un filone tematico in cui la cultura della legalità sia al centro – introduce la serata Vincenzo Marino – nel tentativo di riflettere, condividere e agire comunemente». Il dialogo tra il moderatore e il prete prende le mosse dal libro-intervista di Goffredo Fofi e Don Giacomo Panizza, “Qui ho conosciuto Purgatorio, Inferno e Paradiso”.

Purgatorio, Inferno e Paradiso. Perché “Inferno” si attaglia solo a un pezzo di Calabria. La regione in cui Don Giacomo – bresciano - è chiamato ad aiutare una comunità di ragazzi diversamente abili. Nel 1976, quindi, si trasferisce a Lamezia Terme. Dove fonda la comunità autogestita “Progetto Sud”. Negli anni, le iniziative, i gruppi, i progetti, si moltiplicano. Tra questi “Àlogon” – è greco, vuol dire “senza parole”, “non contato” - una rivista per dare voce a chi non riceve spazio o crede di non avere nulla da dire. Don Giacomo, insieme a quanti collaborano con lui, si scontra con le logiche – incomprensibili – della ‘ndrangheta («perché io devo lavorare e un altro prende i soldi?», si domanda durante l’incontro). Nel 2002 comincia a utilizzare un bene confiscato ai Torcasio: da allora è sotto protezione.

Don Giacomo ha uno sguardo doppio, metà lombardo, metà calabrese. Della Calabria, durante la serata, legge criticità e semi buoni. Nella nostra regione, secondo il prete, la scuola, l’Università, lavorano bene, ma la cultura non è realmente promossa. I cartelloni dei teatri, ad esempio, preferiscono i belli spettacoli ai progetti e ai lavori, meno noti, dei calabresi che fanno cultura: «la cultura viene anche quando tu la fai – afferma - la cultura è anche elaborazione che viene dal basso».

E i disabili? La società – complici i messaggi veicolati dai media – ancora li considera diversi, inferiori. Eppure, in Calabria, sono proprio le persone con difficoltà ad insegnare che i diritti non sono un regalo. «A Lamezia Terme è nato il primo gruppo di advocacy calabrese – racconta Don Giacomo - volontari e volontarie in carrozzina, di solito reputati bisognosi, aiutano gli altri a ottenere ciò che gli spetta».

In Calabria, fa notare, anche il lavoro viene considerato un dono che obbliga a ringraziare chi te lo conceda. All’opposto, nel pubblico, c’è chi pretende di ricevere uno stipendio senza rendere. D’altra parte, non mancano uomini e donne in gamba. I giovani si impegnano in politica, le donne sanno quello che vogliono e sono più forti: entrambi potrebbero giocare un ruolo importante per il futuro della regione. E la Chiesa? Per il prete emigrato a rovescio, nella chiesa calabrese, i temi sociali sono poco presi in considerazione.

Letture e stimoli, alla riflessione e all’azione, quelli di Don Giacomo accomunati da una parola: insieme. Per una logica diversa da quella della ‘ndrnagheta.

 

 

Rita Paonessa

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI