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Proposte al Ministero soluzioni per affrontare la crisi del settore ortofrutticolo della Piana di Sibari

L’assessore regionale all’Agricoltura Foreste e Forestazione Michele Trematerra, in merito alla crisi del settore ortofrutticolo, in particolare della Piana di Sibari, fa sapere – attraverso un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta regionale - che sono state proposte al Ministro ed al coordinatore della Conferenza Stato Regioni in tema di agricoltura delle possibili soluzioni “coscienti che – dice Trematerra - il problema rischia di travolgere le aziende ortofrutticole di una delle più importanti zone agricole calabresi. Siamo assolutamente consapevoli – aggiunge - delle difficoltà attraversate dal settore ortofrutticolo, in particolare della Piana di Sibari, dove si concentra la produzione di pesche, nettarine e percoche, con 2400-2500 ettari, cosi come di altri ortaggi estivi. Proprio per questo, coadiuvati dal ruolo fattivo delle organizzazioni professionali agricole, Confagricoltura, Cia, Coldiretti e Copagri, ci siamo rivolti al Ministro dell’Agricoltura e alla Conferenza Stato Regioni. Anche altre Regioni, a vocazioni ortofrutticola nelle quali la Calabria si annovera, sono coinvolte nella grave crisi che, connessa alla sfavorevole congiuntura economica, rischia di compromettere in maniera definitiva i redditi degli ortofrutticoltori, già provati dalla ingiustificata e immotivata piscosi del batterio E. Coli, che sicuramente ha contribuito in maniera determinante al calo generalizzato di consumi anche per prodotti non coinvolti direttamente nelle errate notizie di stampa. Con tale logica - affermato ancora l’assessore regionale all’Agricoltura - abbiamo suggerito interventi concreti come, ad esempio, quello di elevare i limiti del ritiro di prodotto attraverso le misure di crisi del Piani Operativi delle Organizzazioni dei produttori ad un dato maggiormente significativo dell’attuale, cosa del resto già avvenuta durante il periodo di intervento straordinario per E. Coli”.

Secondo Trematerra “potrebbe anche essere di aiuto, con un supporto politico di ampia condivisione, un intervento straordinario di proroga del Reg. (UE) 585 del 17 giugno 2006, che includesse misure eccezionali a carattere temporaneo anche per pesche nettarine ed angurie, richiesta già avanzata in via ufficiale dall’Italia e sostenuta da Spagna e Francia, per superare le preclusioni del comitato di gestione dello scorso 12 luglio e del commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, non intenzionati ad adottare misure urgenti e transitorie per gestire la crisi delle pesche e nettarine o di altri prodotti”.

Infine, l’assessore Trematterra ribadisce che “di concerto con le organizzazioni professionali, abbiamo ulteriormente sollecitato il Ministero attivando insieme alle altre Regioni richieste di intervento urgente. Perché siamo convinti che la partita si vince o si perde rimanendo uniti, con senso di responsabilità, consapevoli che la crisi è indipendente da dinamiche locali e regionali”.

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