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Mercoledì, 02 Dicembre 2020

La rosa d’Oro di Michele Affidato per S.E. Vincenzo Bertolone

S.E. Vincenzo Bertolone e Michele Affidato

 

E’ del maestro orafo crotonese Michele Affidato la rosa d’oro che monsignor Vincenzo Bertolone, ha offerto alla Madonna delle Grazie nel santuario di Torre di Ruggiero, domenica 29 maggio, prima di insediarsi, nell’Arcidiocesi di Catanzaro Squillace. E’ sua volontà, infatti, entrare in diocesi passando dalle Vicarie di Serra e Chiaravalle sostando brevemente alla Certosa, al Santuario, e proseguendo verso Catanzaro, alla fondazione Betania. Tappe con le quali vuole dare un segnale chiaro della sua missione nella diocesi.

Nel santuario di Torre di Ruggiero, il neo eletto arcivescovo, ha affidato il suo ministero e l’intera diocesi alla Madonna delle Grazie, offrendo come voto alla Vergine la rosa d’oro che lui personalmente ha fatto preparare per l’occasione, unitamente al testo della preghiera pronunciata davanti alla statua di Maria.

Con questo gesto, come tanti pellegrini, ha inteso esprimere il suo amore filiale alla Vergine. Non è priva di significati, inoltre, la rosa d’oro, una struttura di circa trenta centimetri, realizzata dal maestro Michele Affidato, che si compone di una rosa centrale più ampia nella forma che rappresenta la tutta Santa, Gloriosa, Sempre Vergine Maria, circondata dall’affetto di altre tre rose più chiuse nel mistero della loro forma, significanti le tre Persone Divine: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. Le quattro rose sono legate fra di loro dallo stelo con ricco fogliame. Il tutto poggia su un’anfora che ne costituisce il piedistallo che la regge dove nella parte centrale è stato sbalzato lo stemma vescovile di S.E. Bertolone.

La rosa, che Michele Affidato ha avuto l’incarico di rappresentare per monsignor Bertolone, è un’immagine appropriata di una bellezza inarrivabile per forma, colore, profumo, espressione di dono e di amore, puro e liberante. Mistica perché necessariamente destinata a significare valori e realtà che la superano. Maria è invocata come rosa perché Vergine, Madre, Sposa, Regina. Da qui l’antica tradizione della chiesa di regalare una rosa d’oro a re o regine come segno di speciale distinzione, ed altresì ai santuari che venerano la Regina degli Apostoli, quale segno di pietà e devozione.

Alle tante importanti opere di arte sacra realizzate da Michele Affidato, l’ultima delle quali è la rosa d’oro realizzata per il neo arcivescovo di Catanzaro Squillace, si affiancano prestigiosi lavori per il mondo dello spettacolo. L’ultimo premio che l’orafo crotonese ha realizzato è quello con cui lo scorso sabato 21 maggio, presso il teatro Parioli di Roma, è stata premiata una giovane cantante brindisina, Elisa Grassi, nell’ambito della finale nazionale del concorso “Nuovi talenti festival”. Come è stato sottolineato nel corso della serata, Michele Affidato è tornato a premiare la Puglia: l’ultimo pugliese ad essere premiato con una sua creazione era stato Al Bano Carrisi che, lo scorso 17 febbraio, ha ricevuto sul palco del teatro Ariston di Sanremo l’opera realizzata da Affidato per i 150 anni dell’Unità d’Italia che ha premiato la canzone più votata della storia della musica Italiana “Và Pensiero “ del “Nabucco” di Verdi.

Rosa d'oro

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