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Mons. Vincenzo Bertolone fa il suo ingresso in Diocesi

Un giorno di festa quello vissuto ieri dalla comunità diocesana di Catanzaro-Squillace per l’ingresso in diocesi del nuovo Arcivescovo metropolita, monsignor Vincenzo Bertolone.

Nel primo pomeriggio, accompagnato da centinaia di fedeli della diocesi di Cassano all’Jonio, da una delegazione della sua diocesi di origine, da parenti e amici provenienti da più parti d’Italia, il Presule è giunto a Serra San Bruno, atteso dal vice- priore della Certosa, Padre Paolo Pedretti; dal clero foraniale, dalle autorità civili e militari e dai fedeli, per la recita dell’ora media. «Sono davvero lieto - ha detto il Presule - di cominciare il mio cammino di Metropolita dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace da questo luogo di fede e cultura, dove tutto ci parla di san Bruno. Ed è proprio a questo sant’uomo ed alla sua spiritualità che desidero rendere omaggio, attingendo da essa luce per il mio ministero episcopale».

Lasciata Serra San Bruno, il neo Arcivescovo ha raggiunto il Santuario diocesano “Madonna delle Grazie”, a Torre di Ruggiero, per un altro momento di preghiera, culminato nella consegna alla Vergine di una rosa d’oro. Quindi, a seguire, la prima sosta a Catanzaro, alla “Fondazione Betania”, per un saluto agli ammalati. Infine, l’arrivo nel centro storico: qui, in piazza dell’Immacolata, monsignor Bertolone è stato accolto dall’Amministratore Apostolico di Catanzaro-Squillace, monsignor Antonio Ciliberti; dagli altri Arcivescovi e Vescovi della Calabria (Mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, Mons. Santo Marcianò, arcivescovo di Rossano-Cariati, Mons. Domenico Graziani, arcivescovo di Crotone-S. Severina, Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri-Gerace, Mons. Luigi Cantafora, vescovo di Lamezia Terme, e Mons. Vincenzo Rimedio, vescovo emerito); dalle massime autorità civili, militari e religiose e dalla comunità diocesana.

È toccato all’onorevole Michele Traversa, fresco sindaco della città, dare il benvenuto al nuovo Arcivescovo. «Sarò tra voi e con voi – ha risposto monsignor Bertolone - parte d’una comunità che potrà dirsi veramente tale solo se, con l’aiuto di ognuno, continuerà ad essere, e sarà ancor più, simbolo dell’identità del bene comune. Per questo la Chiesa universale e quella particolare, rappresentata dalla mia umile persona, sono al vostro fianco per incoraggiare ed appoggiare ogni progetto che risponda a questi nobili intendimenti». Successivamente, dopo i saluti rivolti al Presule dal sindaco di Cassano all’Jonio, Gianluca Gallo, e dal primo cittadino di San Biagio Platani (paese natìo di monsignor Bertolone), Carmelo D’Alba, l’Arcivescovo ha guidato il corteo processionale verso la Cattedrale per la celebrazione eucaristica, introdotta dal saluto liturgico di monsignor Ciliberti. Subito dopo, l’Amministratore Diocesano ha consegnato al decano dei consultori, monsignor Raffaele Facciolo, la Lettera Apostolica con la quale Sua Santità Papa Benedetto XVI lo scorso 25 marzo nominava monsignor Bertolone Arcivescovo Metropolitana di Catanzaro-Squillace. Monsignor Ciliberti ha così solennemente annunciato all’assemblea l’insediamento del nuovo Arcivescovo, consegnandoGli il Pastorale ed invitandoLo a prender posto sulla Cattedra Episcopale, mentre tutto il clero, i religiosi e le religiose, i diaconi ed i rappresentanti delle organizzazioni laicali, sulle note del “Tu es Petrus” intonate dalla Schola Cantorum, professavano l’atto di obbedienza. «La Cattedrale – ha poi affermato monsignor Bertolone, iniziando la Sua prima omelia - pare sottolineare, con la sua solennità, l’avvio del mio ministero episcopale nella diletta e nobile Chiesa di Catanzaro-Squillace. Per me, ma credo per tutti, quella odierna è una giornata particolare. E lo è anche sia per padre Giuseppe Civiletto, Superiore Generale della Congregazione dei Servi dei Poveri, alla quale appartengo, sia per il Superiore Provinciale, padre Gaetano Rinaldi, sia per la superiora Generale e le consorelle delle Serve dei Poveri, sia per gli associati alla famiglia Cusmaniana».

Aprendo poi una finestra sulla realtà contemporanea, il Presule ha proposto il ricorso ad una fede crescente, capace di testimoniare con credibilità il Vangelo di Cristo alla stregua dei Beati Giacomo Cusmano, Francesco Spoto e Pino Puglisi. A ruota, le parole di incoraggiamento destinate ai diaconi ai seminaristi ed ai consacrati ed il messaggio ai presbiteri: «Insieme ameremo il Signore Gesù, come san Francesco pregandolo di donarci fede retta, speranza certa e carità perfetta». Significativo pure il pensiero per i giovani: «Voi avete il cuore pieno di speranza, noi abbiamo la nostra esperienza: camminiamo insieme, voi con le vostre ansie ed aspirazioni; noi con il patrimonio dell’esperienza e della lealtà». Spazio nell’omelia hanno trovato anche le famiglie, «nucleo di promozione e formazione umana e sociale», invitate «a proclamare il Vangelo dell’unità e fedeltà nell’amore». Vibrante pure il passaggio riservato ai disoccupati ed agli emarginati: «Ovunque vi sia qualcuno da difendere e sostenere nei suoi diritti; ovunque vi siano emarginati, rifiutati o disagiati; ovunque sia necessario favorire lo sviluppo della cultura, dell’arte e di una comunicazione sociale vera e corretta; ovunque, infine, vi sia da operare per la libertà religiosa, per la solidarietà e la pace tra i popoli, la Chiesa di Catanzaro-Squillace sarà presente».

In coda, prima del congedo e dell’affettuoso abbraccio simboleggiato dal fragoroso applauso delle migliaia di fedeli presenti, l’auspicio: «Desidero essere con voi cristiano, sacerdote e vescovo - ha concluso monsignor Bertolone - portatore di quella speranza che è in Cristo Signore e che, nonostante tante situazioni complesse, mi fa guardare ai nostri tempi con ottimismo e fiducia, nella certezza che la Parola di Dio risponda alle vere e più profonde attese del cuore di ogni persona e sia in grado di orientare i processi storici e il cambiamento culturale e sociale in atto».

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