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Domenica, 09 Agosto 2020

Luigi Ciotti, Giancarlo Caselli, Aldo Pecora, Rosanna Scopelliti: un grande impegno antimafia

Un momento del reading letterario-musicale Abate-Perri

 

Due eventi di grande rilevanza, ieri. Sono stati protagonisti, all’interno e all’esterno dello stand della Regione Calabria, personaggi di notorietà e importanza nazionali.

Uno stand che si sta caratterizzando per un afflusso di pubblico davvero notevole.

 

Carmine Abate e Cataldo Perri: parole e musica

 

L’evento “tra parole e musica” è stato oggetto di una vera e propria invasione.

“La Calabria a 150 anni dall’Unità: viaggi e musiche nella memoria e nel presente”: questo il titolo dell’evento, organizzato dalla Regione Calabria, che ha portato nello stand una ventata di buona musica, accompagnata dalle suggestive letture di Carmine Abate. Un reading letterario-musicale, quindi, tratto dai due libri dello stesso Abate – Vivere per addizione e altri viaggi (edito da Mondadori) e Terre di andata (edito da Il Maestrale) – e da Guellarè, il nuovo disco di Cataldo Perri.

Carmine Abate (che tra l’altro ha trascorso gran parte della giornata nello stand regionale, partecipando ai diversi eventi che lì si sono tenuti) ha allietato il pubblico molto numeroso, mentre in sottofondo la travolgente musica di Cataldo Perri, accompagnato da Lo Squintetto, ha richiamato l’attenzione dei passanti catalizzandone l’attenzione.

Viaggi e terre sono stati gli spunti di riflessione di questo particolare appuntamento, che si è configurato come un percorso di riflessione sui temi, tanto attuali, dell’“andare” e del “tornare”, del ricordare il passato e di vivere, in pienezza, il presente. I due protagonisti dell’evento, Abate e Perri, sono una testimonianza della filosofia del “vivere per addizione”, alla costante ricerca dell’identità che affonda le proprie radici nella memoria e che coltiva la propria ricchezza nel futuro.

 

Pecora e Scopelliti, con Caselli e Ciotti

 

Grande attenzione poi ha suscitato la presentazione di Primo sangue, libro edito da Rizzoli e scritto da Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti.

Un libro che denuncia l’oblio nel quale è caduto l’omicidio di Antonino Scopelliti. Una riflessione, effettuata a vent’anni dall’assassinio, effettuata da personaggi di rilievo, con l’obbiettivo di “riaprire il caso”. Com’è noto, Aldo Pecora – giornalista e autore televisivo – è il fondatore del Movimento antimafie “Ammazzateci Tutti”; Rosanna Scopelliti è, invece la figlia di Antonino, magistrato ucciso dalla mafia nel 1991, nonché presidente della fondazione a questi intitolata. Rosanna, che è stata privata all’età di sette anni della presenza fisica della figura paterna, ma ne ha ereditato gli importanti esempi della libertà e della dignità che appartengono solo a chi non è disposto a trattare e a scendere a compromessi. Valori, questi, che Rosanna Scopelliti ha voluto, in questa occasione, condividere con il pubblico. Per non dimenticare, insomma: perché, in effetti, il Salone ha dedicato questo 2011 dell’Unità nazionale alla “memoria” che deve essere il “seme del futuro”: così recitano i cartelloni che pubblicizzano il Salone stesso per tutta Torino, come una sorta di costante monito che calza proprio a pennello nel caso dell’evento che la Regione Calabria ha voluto dedicare al ricordo – tramite un libro – di una delle vittime di quel “cancro sociale” rappresentato dalle mafie.

Attraverso la presentazione di questo libro, quindi, si è voluto innanzitutto ricordare e poi anche riflettere su una tragica vicenda, che ha ancora sete di verità e di giustizia. Verità e giustizia: principi ispiratori della lotta nella quale Luigi Ciotti è da diversi anni impegnato. Personalità estremamente influente nel campo religioso e sociale, Ciotti – com’è noto – ha fondato “Libera”, una rete di coordinamento nell'impegno della lotta alle mafie di ben oltre 1.500 associazioni e gruppi nazionali e non. Non a caso, Ciotti ha concentrato il suo intervento sull’importanza del riscatto del Meridione: un riscatto che deve essere realizzato con il concorso della società civile e, soprattutto, con il contributo della politica. Dello stesso tenore, le parole del magistrato Giancarlo Caselli: la responsabilizzazione della società, a tutti i livelli, è la garanzia per ottenere risultati concreti nella lotta antimafia.

Partire e restare: l’incontro con l’antropologo Vito Teti

 

Il pomeriggio così animato era stato anticipato da una mattinata altrettanto ricca e stimolante.

Di grande rilievo si è rivelato l’incontro con Vito Teti, che Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese, ha introdotto definendolo come uno dei più importanti antropologi italiani, riconoscendogli tuttavia una personalità di respiro talmente ampio che forse la stessa definizione di antropologo potrebbe risultare per certi aspetti “ristretta”. Vito Teti ha presentato il suo libro Pietre di pane, dell’editore Quodlibet. La presentazione è stata inaugurata con un intervento “in differita” della scrittrice Margherita Oggerro (impossibilitata a prender parte all’incontro per via di una sovrapposizione oraria con altri impegni al Salone). Oggerro, di cui Floriani ha letto al numeroso pubblico il messaggio, ha definito il libro di Teti come un testo innovativo nell’ambito degli studi sull’immigrazione. E infatti lo stesso autore ha spiegato che il suo lavoro è una sorta di indagine sul significato del partire e del restare, della memoria e dell’oblio. In particolare, Teti si è soffermato sul concetto del restare, inteso come la forma più alta del viaggiare: restare, infatti, significa accogliere, significa comprendere il senso più profondo del luogo e domandarsi il senso del proprio essere. La stesura di Pietre di pane è stata per l’autore stesso un tentativo di interrogazione su se stesso. Teti ha concluso l’incontro ringraziando Carmine Abate, Mimmo Gangemi, Assunta Scorpiniti – che erano tra il pubblico – e riconoscendo loro il coraggio del restare, appunto.

Un momento della gironata allo stand

 

 

Il Premio “Nosside”

 

Alle 11:00 Città del sole edizioni ha poi illustrato il Premio “Nosside”, alla presenza del presidente Pasquale Amato e dell’editore di Città del sole, Franco Arcidiaco.

Il presidente ha evidenziato le caratteristiche precipue del premio che, com’è noto, si configura come concorso globale di poesia inedita: nel 2010 vi hanno preso parte ben 291 concorrenti provenienti da 59 stati, per un totale di 47 lingue. La peculiarità del premio non si limita al plurilinguismo: durante l’incontro, infatti, sono state proiettate a video alcune suggestive immagini che hanno fatto da sfondo alla lettura di alcune poesie dell’Antologia 2010. Per l’occasione, dunque, l’immaginario poetico si è aperto, nelle sue diverse forme di espressione, alla multimedialità. Anche la proiezione di un video musicale a conclusione della presentazione è stata una dimostrazione della “direzione di marcia” della strategia culturale del premio. Arcidiaco ha chiosato l’evento evidenziando il senso di internazionalizzazione e di globalizzazione che si è voluto offrire al pubblico con questo appuntamento culturale allo stand regionale.

 

Un dramma storico e ancora drammaticamente attuale: quello della pedofilia

 

È stata poi la volta della casa editrice catanzarese La rondine, che ha presentato il libro Il gusto amaro delle caramelle di Antonio Bianchi. Erano presenti l’autore e l’editore Gianluca Lucia. Il romanzo, nel dipanarsi della trama, rappresenta un invito alla riflessione su quelli che, oggi e sempre, sono considerati “temi scomodi”: pedofilia, bullismo, prostituzione, omosessualità. L’autore ha concentrato il suo intervento proprio su queste problematiche, cercando di spiegare al pubblico come esse si intrecciano al racconto da lui scritto e attraverso quali percorsi il protagonista si ritrovi catalpultato in un mondo del tutto privo di regole e concentrato sulla sola soddisfazione dei propri egoistici ed aberranti desideri. Come accade nel libro, l’autore ha arrcchito il suo dialogo con il pubblico con diversi riferimenti storici, mitici e filosofici. Al termine della presentazione nello stand regionale, lo stesso libro è stato presentato anche nella sala “Spazio Book” del Salone.

Si era alzato il vento, edito da Città del sole, è stato al centro dell’attenzione subito dopo. Gli autori, Marcello Loprencipe e Annalisa Polucci, hanno presentato la propria pubblicazione – tutta incentrata su lettere d’amore e segreti – assieme all’editore Franco Arcidiaco.

 

Le altre presentazioni librarie: i dibattiti delle Fondazioni “Alvaro” e “Padula”

Subito dopo, alle 15:00, la Fondazione “Vincenzo Padula” e la Fondazione “Corrado Alvaro” hanno tenuto un convegno dal titolo “Da Padula ad Alvaro: la Calabria per l’Unità d’Italia”. Hanno partecipato all’incontro Pasquale Amato, Tonino Perna, Marco Dondero e Aldo Maria Morace, con il coordinamento di Giuseppe Cristofaro. In “onore” dell’anniversario dell’Unità, dunque, nello stand si è dedicato un importante focus sul ruolo della Calabria nel processo di unificazione del paese. Diverse sono state le tematiche discusse, a partire, tra l’altro, dalle diverse pubblicazioni delle due fondazioni, dedicate in modo particolare alle due personalità che danno il nome alle fondazioni medesime e che rappresentano personaggi di spicco nel Sud Italia.

Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo, di Giulio Vignoli, edito da Edizioni Settecolori, è stato il centro del dibattito successivo, che ha permesso di discutere, assieme all’autore, dell’italianità di Nizza e del falso Plebiscito che hanno organizzato Napoleone III e Cavour per far passare Nizza alla Francia.

Alle 19:00, un appuntamento particolare realizzato con la collaborazione dell’editore Ferrari, presente in sala: “In mare non è mai notte”, evento dedicato alla ricerca antropologica sulla Calabria marinara condotta dalla scrittrice Assunta Scorpiniti. Quest’ultima ha accompagnato con commenti e letture la videoproiezione di un estratto della mostra permanente “Famiglie e barche della comunità marinara di Cariati”, a sua stessa cura ed esposta nella cittadina jonica in cui è nata.

Ha concluso la serata l’editore di Città del sole, Franco Arcidiaco, con la presentazione di Calabria erotica di Sharo Gambino. Un’antologia, poetica e prosastica, di letteratura calabrese erotica che è stata il pretesto per indagare sui grandi temi del sentimento e della donna, soggetto e oggetto dei desideri maschili. L’opera ha trovato con l’editore reggino la propria veste editoriale, sebbene incompleta, data la prematura morte dell’autore: è stata data vita, così, a un documento di critica letteraria e a una testimonianza sulla figura complessa e versatile di Sharo Gambino.

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