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Mercoledì, 08 Luglio 2020

Tutta la verità sulla querelle della Confcommercio

Ora basta ! E’ ora di dire tutta la verità sulla querelle della Confcommercio! Ora che la via della riservatezza sulle questioni interne è stata definitivamente violata in nome di una volgare strategia mediatica che risponde solamente a logiche lontanissime dall’essenza dell’associazionismo. E' giunto il momento di far luce su alcuni aspetti.

Siamo d’accordo con l’unica verità che i colleghi Michele Tallarico, Pietro Falbo, Carlo Miglio, Salvatore Cittadino, Raffaele D'ambra, Michele Raffaele e Francesco Leonardo hanno affermato: in Confcommercio esiste una netta spaccatura, da un lato chi da sempre nutre un profondo senso di appartenenza alla Confcommercio e alla tutela della Piccola e Media Impresa e dall’altro chi invece è mosso solo da motivazioni strettamente personali,   magari alimentate da terzi soggetti che per i propri più ampi obiettivi vedono in Confcommercio un nemico da distruggere,annientare, eliminare. Viene da pensare all’immagine del burattinaio che muove le fila!

Tuttavia questa volta i fili non si sono mossi facilmente come in passato poiché gli spettatori avevano già assistito alla sceneggiata e ne ricordavano a memoria le battute; purtroppo il burattinaio ha sottovalutato questo aspetto e ha dimenticato di cambiare il copione ed i protagonisti.

Viene da sorridere per esempio alla richiesta dei consiglieri succitati di conoscere la situazione debitoria se è vero come è vero che il Consigliere Tallarico era fino a soli due mesi orsono l’amministratore della Confcommercio e quindi meglio di tutti dovrebbe essere a conoscenza della massa debitoria e della ristrettezza finanziaria. Del resto, chi ricorda una sua relazione sull’andamento? Chi ha notizia di suoi interventi in merito? Assurdo quindi che trovi motivo di lamentarsi della situazione chi poteva agire e per pigrizia inerzia o incapacità non l’ha fatto. Dove sono i dirigenti che anziché lamentarsi dovrebbero adempiere ai propri doveri e dare l’esempio pagando puntualmente la tessera associativa anziché dimenticarsene per ben tre anni? Dove erano i nostri colleghi quando il presidente Tassone ha messo a disposizione le proprie garanzie personali per salvare la Confcommercio e garantire gli stipendi ai dipendenti o quando da una massa debitoria di circa 2 Miliardi delle vecchie lire si è giunti ad un debito ben più esiguo?

La stessa Confcommercio romana del resto nelle sue verifiche ispettive nel corso di questi anni non ha potuto fare a meno di evidenziare positivamente l’operato dei dirigenti decidendo inoltre di nominarlo componente del Consiglio Nazionale proprio per i meriti mostrati sul campo che gli sono valsi ampia stima nella Confederazione e agli occhi del Presidente Sangalli.

In merito poi alle questioni puramente politico sindacali, per le quali ci si riserva di informare tutti i sindacati nazionali di riferimento circa l’operato sul territorio di Catanzaro, vorremmo davvero chiedere ai colleghi come fanno a giustificare alle proprie coscienze il fatto di aver votato e approvato all’unanimità dei criteri per nominare i componenti camerali per poi dimenticarsene 24 ore dopo violando ogni minima forma di onestà e coerenza delle posizioni assunte?

L’associazionismo e l’appartenenza sono tutt’altra cosa e concordiamo con voi quando dite che la Confcommercio non può essere di una sola persona, soprattutto se si tratta di un terzo soggetto che non appartiene alla categoria!

Una domanda poi sorge spontanea. Come mai questa verve, questa acredine, queste volgari minacce fuoriescono solo in occasione delle nomine camerali? Come mai solo ora vi interessate a questioni cui siete stati sordi e assenti per anni? Come mai solo ora partecipate attivamente alle Giunte?

Cari colleghi non pretendiamo una risposta,state tranquilli non vogliamo costringerVi a rivelare il nome del burattinaio!

Agostino Lonetti, Fernando Lobello, Massimo Stirparo, Giuseppe Giglio, Pietro Gagliardi, Pietro Monteverde - Componenti di Giunta di Confcommercio

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