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Presentato dall’assessore Stillitani il programma di coesione sociale e integrazione degli immigrati

L’assessore regionale al Lavoro Francescantonio Stillitani ha presieduto, oggi, a Catanzaro, nella sede del Dipartimento, l’incontro con il Comitato di pilotaggio della “Rete di coesione sociale e l’integrazione degli immigrati” per la presentazione del programma regionale degli interventi.

Del Comitato – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale - fanno parte tutte le istituzioni calabresi che, a vario titolo, si occupano del fenomeno immigrazione. Si tratta di: Province, Prefetture, Camere di commercio, Anci, Inail, Inps, Confindustria, Confagricoltura, Confcommercio, Coldiretti, Confesercenti, Confederazione dell’artigianato, Confederazione agricoltori, Cgil, Cisl, Uil, Field, Legautonomie,  Commissione per l’emersione lavoro.

L’assessore Stillitani, dopo una breve introduzione sulla situazione internazionale dei flussi migratori e sulle possibili ripercussioni in Calabria, ha parlato della programmazione regionale degli interventi in corso e dei progetti in cantiere, “sui quali – ha detto Stillitani – oggi ci vorremmo confrontarci per trovare insieme il modo di renderli efficaci”.

La programmazione regionale degli interventi, illustrata durante la riunione con l’ausilio di slide, comprende: la progettazione e la realizzazione di percorsi di formazione per la qualificazione e l’accompagnamento all’inserimento lavorativo per mediatori interculturali. Previsti otto percorsi di 740 ore: 500 formazione d’aula,  240 di tirocinio per un finanziamento di 1.065.600 euro.

Corsi di alfabetizzazione in lingua italiana, per migliorare le capacità di integrazione e per  avvicinare gli immigrati alle istituzioni. Definiti 34 corsi in tutta la regione di 60 ore (50 lingua, 10 educazione civica) con un impegno di spesa di 171.000 euro.

Microcredito, max  25.000 euro individuali, max 75.000 euro richiesta associata, per sostenere la creazione di nuove iniziative imprenditoriali e attività professionali e di lavoro autonomo, con un finanziamento di 2,5 milioni di eruo.

Analisi e studi: rapporto su immigrati, rapporto su situazione rom, ricerca/azione sfruttamento lavoro, rapporto su tratta sessuale,  valutazione interventi per immigrati e rom. L’obiettivo è la conoscenza del fenomeno per migliorare la programmazione e individuare le buone prassi.

Percorsi di orientamento, formazione e inserimento lavorativo basato su quattro azioni: richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione internazionali, cittadini immigrati nelle aree regionali a maggiore criticità, rom  e altri soggetti nomadi, vittime di tratta. Lo scopo è quello di favorire l’emersione del lavoro nero, valorizzare le professionalità di provenienza e combattere l’emarginazione.

La formazione e l’inserimento lavorativo per favorire l’emersione del lavoro nero, professionalizzare le persone che svolgono servizi domiciliari, valorizzare il servizio domiciliare negli ambito territoriali.

L’ultimo intervento, riguarda la realizzare di infrastrutture per sostenere e migliorare le condizioni di vita di alcune categorie svantaggiate, riducendo i fenomeni di emarginazione e discriminazione. Nello specifico si tratta di ristrutturare e adeguare immobili dando priorità ai beni confiscati (pubblici o privati) o acquisiti a patrimonio pubblico, in disuso/degrado, acquisto di arredi e attrezzature finalizzate a centri di seconda accoglienza in forma di struttura unica o unità abitative. La dirigente di servizio Alessandra Celi ha spiegato che con questo progetto, portato avanti insieme al dipartimento regionale all’Urbanistica “si vuole contribuire  allo sviluppo socio-economico dei territori, a contrastare fenomeni di discriminazione e disgregazione sociale, a ridurre la precarietà e il disagio abitativo degli immigrati stanziali in particolari aree regionali a maggiore criticità. Per questo intervento sono stati individuati cinque Comuni, uno per provincia, nei quali è maggiore l’emergenza abitativa. Si tratta di Corigliano, Crotone, Lamezia Terme, Rosario e Vibo Valentia. L’idea – ha detto infine Celi – e quello di progettare e implementare modelli e strumenti di cooperazione e integrazione a livello locale tra istituzioni e soggetti privati”.

 

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