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Domenica, 09 Agosto 2020

L’assessore Caligiuri ha presentato al Lingotto di Torino il Libro verde sulla lettura con gli scrittori Bubba, Gangemi e Abate

L’assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – ha presentato il “Libro verde sulla lettura”, nella sala incontri del Lingotto di Torino, dov’è in corso la seconda giornata del Salone del libro. All’incontro sono intervenuti anche gli autori calabresi dei testi del Libro: Angela Bubba, Mimmo Gangemi e Carmine Abate

“Per noi – ha esordito Caligiuri – è motivo di grande soddisfazione presentare il Libro verde sulla lettura, uno dei primi progetti messo in cantiere dalla Regione come strumento analitico e di dibattito, aperto al contributo della società calabrese, allo scopo di rendere più incisive le politiche di promozione culturale in un regione che punta sulla cultura per il proprio riscatto. E non è un caso che quest’anno partecipiamo a questa kermesse come regione ospite d’onore. La rinascita – ha rimarcato l’esponente della Giunta - deve partire dalla cultura che deve avere come premessa la lettura”.

Secondo Carmine Abate “quando si parla dell’importanza della lettura si rischia sempre di essere retorici. Ma è chiaro – ha precisato - che la lettura è importantissima. Nel Libro verde racconto, infatti, la mia storia ad essa legata. In casa mia – ha ricordato Abate - non c’era nemmeno un libro. Poi è successo che nell’estate dei miei sedici anni sono stato invitato da un amico, molto più povero di me e orfano di padre, a casa sua dove, in un unico grande stanzone, con una vista sul mare meraviglioso di Calabria, sono rimasto colpito da uno scaffale pieno di libri. Tutti volumi Oscar Mondadori, la casa editrice con la quale vent’anni dopo avrei pubblicato i mie lavori. Michele, accorgendosi della mia curiosità, mi ha offerto in prestito i libri di Cesare Pavese ‘Lavorare stanca” e “Gente in Aspromonte di Corrado Alvaro. Li ho divorati e poi sono tornato dal mio amico per farmi prestare tutti gli altri. Un giorno – ha proseguito lo scrittore di Carfizzi -, da emigrato in Germania, mia madre mi manda in dispensa a prendere della conserva di pomodori. Non c’era luce e cercando a tentoni trovo invece il libro di Anna karenina che è divenuto il primo testo della mia futura biblioteca. I successivi, quasi tutti libri di poesie di Montale, Ungaretti, Pavesi, li ho comprati con i miei risparmi nella libreria Cerrelli di Crotone. Naturalmente è attraverso la lettura che mi è nata l’urgenza della scrittura ed ho cominciato a scrivere i miei primi lavori descrivendo l’ingiustizia dell’emigrazione. La Lettura per me, come scrittore e come insegnante, è stata la cosa più importante. Per questo, da professore, ho istituito, in Trentino Alto Adige dove insegno, l’ora di biblioteca. Porto cioè i miei studenti fuori dalla scuole nelle tante biblioteche esistenti per dar loro la possibilità di scegliere i libri, qualsiasi libro, in prima persona. Così i miei studenti sono diventati dei grandi lettori. Ora si scambiano i libri, si consigliavano le letture”. Carmine Abate ha, poi, espresso il suo parere sui Premi letterari “che – ha detto - hanno senso solo se producono una ricaduta sul territorio”. “Bisogna coinvolgere le persone a leggere perché – ha aggiunto - sono i lettori che devono decidere se un libro vale o non vale. È con questo scopo che per nove edizioni ho promosso e diretto nell’alto crotonese, luogo dove certo le biblioteche non abbondano, il premio di narrativa per ragazzi. Questo premio, purtroppo, per mancanza di fondi si è interrotto. Ma – ha infine precisato lo scrittore Carmine Abate – se vogliamo veramente invogliare alla lettura dobbiamo dare la possibilità ai ragazzi di incontrare gli scrittori nelle scuole. Anche per questo devo dire grazie alla Regione Calabria che con un progetto ha diffuso i miei libri negli istituti scolastici dove sto incontrando gli studenti calabresi”.

Angela Bubba ha evidenziato le similitudini con Abate nella sua storia di approccio alla lettura. “Anch’io – ha spiegato – ho vivo il ricordo della mia vita di dodicenne a Mesoraca dove non c’erano ne libri ne biblioteche e l’esperienza di emigrazione di mio padre. Per me è stato entusiasmante scoprire che esistessero luoghi solo per i libri ed ero felicissima quando aprivo i pacchi pieni di volumi che mio padre mi spediva dal Nord Italia. I ragazzi oggi non subiscono queste mancanze perchè con internet e i testi formato ebook possono leggere sempre, dove e quando vogliono. Comunque adesso posso dire che valeva la pena vivere tutte queste difficoltà: ciò mi ha fatto apprezzare ancora di più la lettura. Spero – ha auspicato la giovane scrittrice calabrese – che la Regione possa incentivare l’apertura di biblioteche in tutti i piccoli comuni della Calabria. Non è una cosa difficile da immaginare. Il Libro verde mi è parsa un iniziativa meritevole e credo che altre idee come questa potranno aiutare i ragazzi calabresi nel cammino verso un futuro migliore”.

Anche l’esperienza di Mimmo Gangemi è costellata di difficoltà che l’hanno spinto a cercare nella lettura prima e nella scrittura poi l’amore per la cultura.

“Io appartengo – ha rivelato lo scrittore-ingegnere di Santa Cristina D’Aspromonte - ad una generazione, la prima, che poteva disegnare un futuro diverso dalle precedenti. Per noi si apriva la possibilità di studiare. I nostri padri, invece, hanno dovuto combattere. Il mio partì per la guerra a 29 anni e ne fece ritorno a 36. Non lo abbandonò mai la convinzione dell’inutilità delle battaglia, ma l’idea di farmi studiare per non vivere le fatiche del mestiere contadino lo fece sopravvivere in quegli anni di miseria e distruzione. L’esperienza – ha detto ancora Gangemi – che porto al Libro verde della lettura è quella vissuta da me bambino in un’epoca in cui le scuole erano ricavate da locali spesso fatiscenti, riscaldati con bracieri a carbone e nelle quali i maestri, che tutti chiamavamo professori, erano autorizzati, anche dai genitori, a picchiarci per costringerci a studiare. La mia prima lettura ha riguardato un romanzo sulla vita di Garibaldi. Ricordo che quando lo terminai piansi sia perché moriva l’eroe ma, soprattutto, perché finiva il libro. La lettura – ha sottolineato lo scrittore calabrese – ha un’importanza vitale spesso per una regione che viene descritta e ricordata solo per episodi negativi. Penso, invece, che è una terra meravigliosa e sono felice di aver voluto che i miei figli studiassero in Calabria. Per il Libro verde ho immaginato la storia di un uomo che ha perso le braccia a causa di una mina inesplosa. Era una delle poche persone che non aveva vergogna ad avvicinarsi ai camion libreria che giravano nel paese per chiedere libri da leggere. Ho pensato che la lettura lo ricompensasse della sua menomazione. Si tratta di un personaggio realmente esistito che purtroppo è morto di recente nel tempo intercorso tra l’elaborazione e la pubblicazione del Libro verde. La nostra terra immobile, immutabile da tanto tempo, sta cambiando. Questo – ha rimarcato Mimmo Gangemi - è il tempo del risveglio culturale e letterario calabrese che ritrovo con forza nelle parole del giornalista del Messaggero Andrea De Consoli il quale ha scritto: ‘la ‘ndrangheta incontra un nemico inaspettato che riuscirà a distruggerla: la cultura”.

Infine, l’assessore Caligiuri, dopo aver ricordato le varie azioni messe in campo dalla Regione per invogliare alla lettura, ha affermato che “saranno utilizzati i fondi europei per sostenere l’apertura di librerie e biblioteche” ed ha ricordato che “domenica prossima oltre 1000 studenti calabresi visiteranno il Salone, per far sì che possano appassionarsi alla lettura e alla cultura così come ci hanno spiegato Bubba, Gangemi e Abate”.

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