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Non si governa e non si amministra così

Ingenti Finanziamenti al solo sistema bibliotecario Vibonese e le altre Biblioteche stanno a guardare

Edward Banfield (Bloomfield, 1916 - Vermont, 1999), sociologo, è l’autore del trattato sulla Basilicata, dal titolo "Basi morali di una società arretrata" in cui introduce il concetto di “Familismo amorale”, espressione coniata dall’antropologo americano per descrivere il comportamento degli abitanti di un piccolo centro immaginario della Basilicata, Montegrano. L’unica norma che regolava la vita sociale di quel minuscolo, poverissimo, arretrato e incolto abitato era così descritta: «Massimizzare unicamente i vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia nucleare, supponendo che tutti gli altri si comportino nello stesso modo». Questo principio porta ognuno a perseguire solo l’interesse della propria famiglia (“familismo”) e mai quello della comunità; le categorie del bene e del male si seguono solo all’interno del nucleo, ma non nei confronti degli altri gruppi (da qui l’aggettivo “amorale”). “Modello Floriani” che premia l’appartenenza. I privilegi di pochi hanno ragione sui bisogni di tanti ed il “familismo amorale” vigilava sulla conservazione di quei privilegi, magari concedendo qualche piccola cooptazione per “via matrimoniale”. Il familismo amorale blocca lo sviluppo della comunità. Lo scopo politico della vecchia borghesia meridionale resta quello di arrivare ad imporre il proprio clan in modo da garantire ai suoi appartenenti ogni privilegio e ogni arbitrato, anche quello della distinzione tra il bene ed il male. Un simile blocco di potere, capace di spremere dal bisogno altrui ogni vantaggio per il proprio clan e in grado di ottenere, nel contempo, consenso e disprezzo, non può che avere un solo nemico e non può che paventare un solo pericolo: l’informazione.

Lo stato dell’arte delle Biblioteche Calabresi vede una ristrettissima cerchia di calabresi, ammontante a circa il 6,2% della popolazione (dati estrapolati da Affari e finanza di Repubblica, datata 5 novembre 2012), frequentarle mentre il dato nazionale si attesta sull’11,7%, con punte del 28,8% in Trentino. Per quel che concerne la lettura in Calabria il dato si attesta sul 31,6% a fronte di un dato medio italiano del 45,3% (dal rapporto ISTAT sulla lettura in Italia nel 2010 e 2011 analizzati da Maria Stella Rasetti su AIB Studi V. 52 n. 2 del 2012).

A fronte di una situazione a dir poco desolante, che ha visto negli ultimi anni la chiusura dei Sistemi Bibliotecari Silano (di San Giovanni in Fiore) e di Villa San Giovanni e la crisi della Biblioteca dell’Istituto della Biblioteca Calabrese di Soriano Calabro, dopo la morte del compianto fondatore Nicola Provenzano, e la crisi per mancanza di risorse finanziarie dei sistemi bibliotecari Ionico e della Valle dell’Esaro. Infatti, la legge 17/85 è stata de finanziata, mentre il fondo unico per la cultura è senza un euro. Si deve certificare l’obsolescenza e lo stato di oggettivo fallimento della legislazione regionale (17/85) che ha regolato per quasi trent’anni le sorti della cultura in Calabria. Allo stato attuale si sta mettendo mano a ben 4 testi unici, sulla cultura, sui beni culturali, sulla ricerca e sull’istruzione. Questo dopo che l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) Sezione Calabria aveva chiesto, con la massima urgenza, l’apertura di un tavolo tecnico sullo stato delle Biblioteche e degli archivi in Calabria.

I 2 miliardi di euro del “Programma Attrattori Culturali 2007-2013”, destinati a migliorare l’offerta culturale nelle Regioni del Sud, non sono stati spesi e dovranno essere restituiti a Bruxelles. A questi si aggiungono gli 1,5 miliardi di fine 2011. Si tratta dei cosiddetti POIN e PAIN, acronimi che indicano i programmi operativi e attuativi interregionali per il Sud, cioè «lo sviluppo principale attraverso cui promuovere e sostenere lo sviluppo socio-economico delle Regioni del Mezzogiorno attraverso la valorizzazione, il rafforzamento e l’integrazione su scala interregionale del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico in esse custodito».

Obiettivi per realizzare i quali l’Europa aveva previsto «una dotazione complessiva di circa 2 miliardi di Euro, di cui una quota di poco superiore al miliardo di euro (1.031 MEuro) a valere sui fondi strutturali del FESR e del relativo cofinanziamento nazionale ed una leggermente inferiore (898 MEuro) resa disponibile dalle risorse aggiuntive della programmazione nazionale del Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS)». Fondi che non solo non sono stati spesi, ma sono stati riallocati per finanziare altre voci di spesa che non c’entrano nulla con la cultura. Dei 330 milioni di Euro del Piano di azione di coesione, 200 milioni erano destinati «per il sostegno a programmi per l’infanzia» e 130 milioni per «interventi di restauro di Beni Culturali».

Per impegnare quei 2 miliardi in progetti credibili il tempo è scaduto. Entro il 31 dicembre andava dimostrato che ci fossero dei progetti in corso d’opera, con i relativi investimenti, da realizzare entro il prossimo giugno. Termine entro il quale scade la programmazione comunitaria al 2013.

Altrettanto oggettivamente, come certificato da centinaia di decreti della Regione Calabria, và riconosciuta l’esistenza di un solo referente regionale, sulla scena esiste un solo attore, il SBTV-Sistema (ma sarebbe meglio parlare di Servizio) Bibliotecario Vibonese che ha fruito, in maniera continua di fondi regionali a pioggia che ne hanno rimpinguato le casse e creato le condizioni per un feudo a gestione familistica amorale. I beneficiari di tali prebende sono stati, in maniera quasi esclusiva, i consanguinei del direttore, pro-tempore. Vedasi i seguenti decreti:

  • POLO SBN RCA di Reggio Calabria ubicato relativo CED (Centro Elaborazione Dati) presso il SBV, sin dal 2008, sulla base di una manifestazione d’interesse a cui ha partecipato il solo Sistema Bibliotecario Vibonese. Convenzione triennale (Decreto n. 5.337 del 7 aprile 2009 – decreto n. 14.884 del 6 agosto 2009 – DDG n. 4.889 del 27 aprile 2007 – convenzione n. 2.242 del 27.04.2009). Euro 200.000,00 annui. Questo dopo un periodo di esternalizzazione del Sistema Bibliotecario Regionale-SBR che è stato creato e messo in opera da un’ATI (Associazione Temporanea d’Impresa) guidata dalla Data Management di Ravenna proprietaria del s/w biblioteconomico Sebina OpenLibary V. 2.7. Tale società ravennate continua ad operare sul Polo della Regione Calabria, che consta, allo stato odierno, di 123 biblioteche ubicate su tutto il territorio regionale. Mi siano concesse 2 domande: in base a quale logica si è scelto, in Calabria, di creare dall’alto (Regione Calabria) ed in maniera accentrata un polo bibliotecario regionale ubicato a Vibo Valentia, quando in tutto il resto del paese i Poli SBN sono su base provinciale in questo esautorando province come Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria sprovviste sia di un Sistema/Servizio Bibliotecario che di un Polo del Servizio Bibliotecario Nazionale, alla luce, anche, della nuova legislazione che attribuisce in maniera esclusiva alle province le competenze sulle reti bibliotecarie di area. Infine la gestione del CED, in maniera occulta, delle ditte Data Management, Nexus (Cooperativa sociale gestita di fatto dai figli del direttore del SBV) rende illegittimo l’estromissione di quanti sono stati utilizzati all’uopo per le gare d’appalto regionali per l’SBR e poi le 12 mediateche calabresi;
  • Polo della lettura finanziato dalla Regione Calabria con un contributo triennale 2012/2014 di Euro 989.500,00 Decreto n. 15.292 del 26 ottobre 2012 POR FESR 2007/2013 – Linea d’intervento 5.2.3.1 – PISR;
  • Progetto polo culturale del Consiglio Regionale, deliberazione dell’ufficio di presidenza 26 luglio 2012 n. 57 protocollo d’intesa con il SBV;
  • Decreto n. 10.950 del 26 luglio 2012 assegnazione al SBV di Euro 300.000,00 per il completamento del polo culturale polivalente;
  • Decreto n. 8.560 del 13 luglio 2011 destinazione dei fondi stanziati dalla Regione Calabria per i non vedenti e gli ipovedenti al SBV per euro 96.000,00 al fine di adeguare il s/w Sebina OpenLibrary;
  • Decreto n. 2.691 del 31 marzo 2011 – DDG n. 11.553 del 18.09.06 attività formativa da destinare al personale impiegato nelle biblioteche regionali somma impegnata pari ad euro 150.000,00 di cui 25.000,00 al SBV;
  • Decreto n. 11.562 del 18 settembre 2006 – D.D.G. n. 21.007/05 – decreto n. 13.826 del 21 settembre 2007 APQ beni e attività culturali intervento SAB8 rete biblioteche locali – affidamento servizi 12 mediateche regionali per l’importo di euro 1.170.000,00 oltre IVA all’ATI composta da Nexus…
  • Decreto n. 1.052 01.02.2002 – L.R. n. 37 del 10/12/2001 assegnazione ed erogazione del finanziamento regionale di euro 300.000,00 per la creazione del centro regionale sul restauro del libro antico;
  • Decreto n. 8.000 del 5 giugno 2012 «Concessione proroga per la realizzazione di progetti di incentivazione della lettura promossi dalle Biblioteche e ammessi a contributo con Dec. N. 9.760 del 4.8.2011» assunzione impegno di spesa n. 5.702 del 15 dicembre 2010 per un importo di € 400.000,00;
  • Decreto n. 8.225 dell’8 giugno 2012 «Concessione proroga al Sistema bibliotecario vibonese […] per la realizzazione di interventi per la promozione della lettura rivolti alle fasce d’età prescolare e scolare»;
  • Decreto n. 15.608 del 31 ottobre 2012 «Concessione proroga per la realizzazione di progetti di incentivazione della lettura promossi dalla biblioteche e ammessi a contributo con decreto n. 9.760 del 04.08.2011».

Anche se la proposta la si trova fra le righe, ribadiamo che l’ assessore Caligiuri , ma qualsiasi altro governante che siederà sulle poltrone della cultura, dovrà far si che ogni Provincia abbia il suo sistema bibliotecario che se fosse veramente istituito e finanziato e retto da risorse umane competenti e provviste di amore e passione per la cultura, porterebbe enormi vantaggi e bloccare così il degrado che avanza.

L’assessore non può avere sempre lo sguardo rivolto verso una sola istituzione bibliotecaria e non può sempre favorire chi è più vicino a Lui. Esistono Fondazioni e Biblioteche che funzionano e lavorano veramente per questa terra con pochissimi addetti e risorse e per lo più in regime di volontariato, per la mancanza di finanziamenti da parte di Regione, Provincia e Comune. I fondi vengono loro sottratti e spesi indiscriminatamente senza un piano programmatico.

Queste strutture sono sempre aperte al pubblico, con orari oltre l’ordinario, senza nessun riconoscimento morale ed economico da parte degli assessorati alla cultura che sono i soli a doversi interessare del mondo della cultura che li circonda. All’assessore Caligiuri ricordiamo che esiste non solo la Biblioteca Piergiorgio Frassati in Provincia di Crotone ma anche altre Biblioteche eccellenti e tutte d’accordo per la costituzione di un sistema bibliotecario provinciale che farebbe scattare la possibilità di occupazione in un territorio che va sicuramente sviluppato economicamente e culturalmente al fine di un miglioramento anche sociale. Noi e le generazioni future non siamo più disponibili a pagare per colpa di un cattivo governo della cosa pubblica.

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