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Lamezia Terme - Sequestrata una fabbrica di toner e cartucce contraffatte

Il gruppo della guardia di finanza di lamezia terme ha sottoposto a sequestro uno stabilimento industriale dedito alla produzione di toner e cartucce per stampanti recanti il marchio contraffatto della casa americana “hewlett - packard”.

 

La fabbrica, gestita dalla società lametina “c.r.n. s.a.s.” - operante nel settore della rigenerazione di tali prodotti -, era ubicata in una zona impervia, isolata e difficilmente individuabile, in località pianette del comune di martirano.

 

I finanzieri sono arrivati a scoprirla grazie ad un’articolata attività info-investigativa che ha preso spunto dalle segnalazioni di altri reparti del corpo che avevano individuato alcune spedizioni, in transito presso le dogane di vari aeroporti italiani, di consistenti quantità di componenti per assemblare, etichettare ed imballare toner, provenienti dalla cina e destinati a ditte e persone sempre diverse che avevano in comune alcuni indirizzi ricorrenti di lamezia terme.

 

Tali informazioni, incrociate con segnalazioni antiriciclaggio della banca d’italia, che informavano di ricorrenti trasferimenti di denaro verso aziende cinesi, effettuate nell’ultimo anno da d.p. (cl. ‘64), originario di conflenti ma residente a lamezia terme e socio amministratore della c.r.n., inducevano le fiamme gialle a mirare l’attenzione su tale azienda che, pur operando nel commercio di materiale per ufficio, non risultava possedere stabilimenti adibiti ad una simile produzione in lamezia terme.

 

Informata la locale procura della repubblica dei sospetti sorti in ordine al presunto traffico illecito, sono state avviate specifiche ricerche ed appostamenti, che hanno consentito di individuare una vera e propria fabbrica, costruita di recente in mezzo ai boschi di martirano lombardo e dichiarata come locale della c.r.n. destinato alla raccolta e rigenerazione di toner e cartucce per stampanti, da rimettere in commercio con il marchio dell’azienda.

Il conseguente controllo dello stabilimento si è concentrato subito verso alcuni bancali di toner con logo “hp”, accuratamente imballati e pronti per essere spediti, di cui il d.p. non era in grado di chiarire la provenienza e che, solo grazie ad un approfondito esame effettuato con l’ausilio di un perito della casa californiana, sono risultati contraffatti, poiché la fedeltà riproduttiva di etichette, confezioni, sigilli di sicurezza e ologrammi, era tale da renderli praticamente indistinguibili dagli originali ad un occhio non esperto.

 

È stata quindi eseguita la perquisizione dei locali aziendali, seguendo le direttive dell’a.g. prontamente informata, che ha consentito di svelare una vera e propria fabbrica “parallela”, dotata di un ingente magazzino in cui, oltre ai 1.000 toner gia’ pronti, erano stipati migliaia di componenti, etichette e materiale per l’imballaggio, pronti per la produzione, rilevanti quantità contraffatte di articoli della citata marca.

 

La produzione illecita in serie era inoltre garantita da specifici macchinari tecnologicamente avanzati e da un laboratorio chimico, dotato di microscopi, alambicchi e strumentazione di precisione, in grado di realizzare inchiostri con le caratteristiche chimiche degli originali.

 

I baschi verdi, quindi, hanno sottoposto a sequestro l’intero opificio, per un valore stimato di circa 3 milioni di euro e denunciato l’amministratore della società alla procura lametina, che coordinerà le successive indagini delle fiamme gialle, volte a ricostruire il traffico illecito ed i relativi proventi, nonche’ accertare il coinvolgimento di altre persone e societa’ nei reati per i quali si procede: ricettazione, contraffazione di marchi distintivi e commercio di prodotti con segni falsi.

 

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