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Lunedì, 24 Gennaio 2022

Il Codacons denuncia Enti Locali e Protezione Civile per disastro colposo e inondazione

Il Codacons depositerà oggi stesso una serie di esposti alle Procure della Repubblica della Calabria competenti per le zone colpite da frane, alluvioni e smottamenti legate alla pioggia di questi giorni.

Alla magistratura l’associazione chiede di aprire delle indagini nei confronti degli enti locali (Regione, Province e Comuni) e della Protezione Civile, valutando, a seconda delle situazioni, le fattispecie di disastro colposo, inondazione colposa e abuso e/o omissione di atti d’ufficio, nonché la violazione del D.Lgs 152/2006 (Testo unico ambientale) e del D.Lgs n. 49/2010 (Valutazione e gestione dei rischi alluvioni).

Gli enti locali e la Protezione civile hanno la responsabilità di prevenire situazioni di pericolo per gli abitanti, e di mettere in sicurezza le zone a rischio – spiega il Codacons nell’esposto - Sussiste in capo alle istituzioni e alle pubbliche amministrazioni preposte il dovere di adottare tutti quei provvedimenti amministrativi tesi ad eliminare, scongiurare e/o comunque ridurre a condizione di normale tollerabilità il pericolo concreto su interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei (nel caso di specie il diritto alla incolumità pubblica e privata) degli abitanti le località rientranti in situazioni di rischio idrogeologico conformemente ai poteri e alla disciplina vigente in materia.

“Vogliamo sapere se tali enti hanno fatto tutto il possibile per evitare i disastri che si stanno verificando in queste ore in Calabria, e se vi siano stati ritardi e omissioni che abbiano compromesso la sicurezza dei cittadini – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – In Italia 75mila cittadini vivono oggi in zone individuate dalle autorità preposte come a rischio frana; proprio in favore di costoro abbiamo avviato una class action per costringere gli enti locali a mettere in sicurezza le aree a rischio, e far ottenere alle famiglie un giusto risarcimento. Class action su cui a breve si pronuncerà il Tar del Lazio”.

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